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Due sono gli album usciti dopo la realizzazione del film sulla vita di Ray Charles; il primo, Ray, è la colonna sonora originale, approvata dal musicista in persona prima di scomparire nel 2004, poco prima dell’uscita della pellicola; il secondo, More Music from Ray, è un’estensione del primo (da molti anni ormai è diventata un’abitudine della discografia “cinematografica” sfornare un sequel a pochi mesi dall’uscita del primo, se questo ha avuto un corso proficuo). Due dischi però non bastano neanche a dare uno sguardo veloce alla carriera di Ray Charles, così lunga e ricca di numeri: oltre ai 13 Grammy, Charles è stato l’unico artista ad avere raggiunto la top 10 in 5 differenti categorie - jazz, rock’n’roll, pop, rhythm and blues, country & western. Ma a differenza della colonna sonora di Great Balls of Fire, biopic su Jerry Lee Lewis, Taylor Hackford non ha fatto lo stesso errore di far riregistrare le canzoni dall’autore. Il regista ha selezionato diciassette brani tra i classici di Ray incisi tra gli anni ’50 e ’60, utilizzando molti pezzi interpretati dal vivo e cercando di mantenere un equilibrio fra le registrazioni fatte per la Atlantic e quelle fatte per la ABC. Anche More Music from Ray segue la stessa ideologia, ma mentre Ray, pur contenendo grandissimi pezzi dell’autore, non illustrava a 360° la sua ecletticità come musicista, questo secondo capitolo dà spazio anche ai brani blues, jazz e country dell’artista. Il disco vanta inoltre tre nuove registrazioni fatte da Charles nel 2003 appositamente per il film, tra cui Every Day I Have The Blues suonata al pianoforte da Ray e cantata da Chris Thomas King, giovane bluesman della Lousiana, già noto per la sua partecipazione alla colonna sonora e per il ruolo di Tommy Johnson nel film Fratello, dove sei?.

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