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Wish You Were Here è l' ottavo album dei Pink Floyd, pubblicato nel 1975.
L'album, e in particolare "Shine on you crazy diamond", sono chiaramente (anche se non è stato mai confermato ufficialmente) un omaggio al primo chitarrista e leader della band Syd Barrett, allontanato dal gruppo nel 1968 per via di una grave infermità mentale e fisica, causata dal continuo uso di droghe, specialmente LSD, che aveva compromesso la sua partecipazione ai concerti e al lavoro in studio.

Il brano "Shine on" fu inizialmente concepito per essere inserito su un intero lato, ma siccome durava troppo si decise di dividerlo in nove parti, raggruppate in due blocchi. Nello spazio rimanente del disco vennero inserite altre tre canzoni. È molto difficile distinguere le diverse parti e ci sono diverse teorie sulla loro suddivisione esatta.

Il 9 luglio del 1975, proprio mentre si incideva questa canzone, comparve nello studio Syd Barrett, ma nessuno lo riconobbe e i Pink Floyd continuarono a suonare. Wright si sedette vicino a lui e solo dopo molti minuti riconobbe in quella figura ormai grassa e calva il loro amico Syd. Quel giorno David Gilmour si sposava con la sua fidanzata, l’americana Ginger, e invitò Barrett alla festa di matrimonio. Syd andò con i suoi ex compagni, ma dopo un po' scomparve così come era apparso.

Welcome to the Machine (Benvenuto nella macchina) e Have a Cigar (Fumati un sigaro), secondo molti pareri, descrivono il rapporto di Syd Barrett (ma, in senso più ampio, di ogni musicista, Pink Floyd compresi) rispettivamente con il mondo esterno e con l’ambiente dello spettacolo, incolpando entrambi del suo squilibrio mentale, come concausa assieme all'abuso di droghe.

In Welcome to the Machine trova largamente impiego il VCS3. Per quanto riguarda il testo, la società (nella canzone, in prima persona plurale "noi") accoglie un giovane chitarrista con parole di disillusione (ad esempio nella frase we told you what to dream, "ti abbiamo detto cosa sognare"). Il riferimento a Barrett si può notare in più punti, ad esempio nel fatto che da giovane avesse fatto parte dei boy-scout (provided with toys and Scouting for boys, "ben provvisto di giocattoli e di Scautismo per ragazzi", il libro scritto da Robert Baden-Powell) e la sua passione per le macchine (He loved to drive in his Jaguar, "Amava guidare la sua Jaguar"). La canzone è accompagnata da un video a cartoni animati realizzato da Gerald Scarfe (che poi realizzerà le sequenze animate di The Wall).

In Have a cigar viene descritta l'esperienza del primo contratto discografico del gruppo, citando anche un episodio realmente accaduto nel 1967 quando firmarono per la EMI: l’impresario che li stava mettendo sotto contratto chiese al gruppo chi di loro fosse il "Pink" dei Pink Floyd, ritenendo il nome del gruppo un nome proprio di persona (Oh, by the way, which one is Pink? ‘A proposito, chi di voi è Pink?’).

Have a Cigar non ha un finale: nel pieno del pezzo il sonoro viene come risucchiato nel canale destro dell’amplificatore e ridotto quasi a zero, a bassissima qualità. Il pezzo ora è come se venisse trasmesso da una radio in mono. A questo punto si sente il rumore di una persona che entra in una stanza. La persona cambia le stazioni della radio (si sente un dialogo tra due persone, poi della musica classica), finché si sintonizza su un brano di chitarra solista. Gli piace (è un vecchio riff di chitarra dei Pink Floyd) e lo ripete con la sua chitarra: è Wish you were here e lui è David Gilmour. La qualità sonora ora è elevatissima: siamo rientrati nel disco.

Alcuni brani, come da tradizione, prima di essere incisi furono a lungo "testati" dal vivo. I tre brani erano Shine On, Raving and Drooling e Gotta Be Crazy. Shine On diventò Shine On You Crazy Diamond, invece Roger Waters decise di non inserire le altre due, che vennero incluse nell’album Animals coi nomi di Sheep e Dogs.

Roger Waters, esausto, fece cantare "Have a Cigar" al loro amico Roy Harper che stava incidendo allo studio a fianco. Un'altra singolare presenza nell'album è quella del celebre violinista jazz Stephane Grappelli, che stava incidendo un album nello studio sottostante con Yehudi Menuhin e fu chiamato da Waters per suonare nel brano "Wish You Were Here".

La copertina e le immagini che vi compaiono furono opera, come al solito, della Hipgnosis di Storm Thorgerson, ma fu particolarmente difficile realizzarle per l'idea particolare che dovevano dare: quella di non dare nessuna indicazione di luogo e di rappresentare situazioni surreali. Il disco uscì confezionato in una busta di cellophane nero per nascondere nei negozi la vera copertina, destinata solo al pubblico, ma molti negozianti la tolsero pensando di fare un favore ai propri clienti.

Fu l'unico disco dei Pink Floyd anni Settanta a raggiungere il primo posto in classifica sia negli Stati Uniti, sia in Gran Bretagna.

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