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Registrato nello studio della band tra Maggio - Settembre '09
Registrato, mixato e masterizzato da Massimo Margaritelli
Voce/Chitarra: Francesco Proietti Batteria/Cori: Riccardo Trombi Voce/basso: Massimo Margaritelli
Chitarre: Leonardo Cassetta Tastiere/Voci e Cori: Sabrina Simonetti
Testi: Francesco Proietti e Massimo Margaritelli
Pubblicato nell'Ottobre 2009 in occasione del decimo anniversario della band - Serate di debutto in Italia: Norman - Perugia - (con IL GENIO) Urban - Perugia - (con White Rose Movement). Nel mese di Novembre l'album è stato presentato a Londra (UK) per mezzo di tre gigs (al Bull and Gate, The Miller e al Cavendish Arms).
Distribuite gratuitamente più di 200 copie box-special edition relegate a mano, e altrettante in versione slim packaging (sempre autorpodotte).

"La celebrazione del decimo anniversario della band perugina ed un fruttuoso live tour in UK ha originato questa nuova release del progetto capitanato da Francesco Proietti del quale ci siamo occupati l'anno scorso con il buon "The Wave", album dagli incoraggianti contenuti a cui ci siamo rivolti all'epoca con la speranza di un ritorno dell'ensemble in veste più consona alle potenzialità espresse. Difatti, sviscerando i contenuti del nuovo lavoro, sembra prendere consistenza l'opinione che gli sforzi perpetrati dagli Psychocandy siano stati concretamente finalizzati verso un certo perfezionamento delle tecniche nonchè verso un accresciuto raggiungimento degli obiettivi. Le tracce, otto, di natura post-punk-rock-wave e tutte in linea con i trascorsi assegnamenti, costituiscono l'autoprodotto ora sul nostro lettore, denotante uno stile affinato e profondamente radicato nella old school dalla quale trae ispirazione: l'opening è "White Kollapse" entro cui la gestione del suono è potente, scorporata da incidentali accavallamenti strumentali. Le chitarre erodono il pentagramma con veemenza, i vocals echeggiati ben risaltano nel contesto identicamente all'alienante "Which Colour Is The Happiness Falg?", imprevedibile, velocissima ed infuocata da drumming e fraseggi squilibrati. "Dark Room" è un'onirica ballade dalla lentezza ipnotica ove il canto di Francesco disegna impalpabili vortici di psychedelia mentre "Nonsense" ripropone le già collaudate inflessioni vocal-strumentali stle Cure screziate in seguito da coriacee iperstrutture di guitar-drum. "Joydiversion" incarna reminescenze post-punk alla Ian Curtis anticipando la successiva "Empty Desires", nostalgico frammento psychedelic-wave oscurato da lunghi pads tastieristici, drum beats in modalità drama e lunghe scorribande chitarristiche. "The Last Twist Of Moon-Knife" introduce inizialmente arpeggi alla Breathless e liriche espressive che in fase di sviluppo si macchiano di disperazione, amalgamandosi al sodalizio guitar-drum nella fase terminale della traccia che ci conduce infine alle atmosfere cariche di fredda new wave intinta nella malinconia esposta da "Never Stop", epilogo di un album contrassegnato da un apprezzabile desiderio di riuscita questa volta ampiamente appagato.
Gli Psychocandy hanno finalmente imboccato un percorso più solido, meno improvvisato. L'evoluzione verso forme più complesse è ancora lunga, tuttavia riserviamo non poche aspettative nella futura riuscita di questa caparbia ensemble che domostra di sapersi muovere con autonomia nel fragile universo sotterraneo di cui fanno parte. La sfida è ancora aperta, sempre più avanti, sempre più oltre".
by Maxymox (www.thedside.it)

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