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Ride the Lightning è il secondo album in studio dei Metallica, pubblicato nel 1984.

Si tratta del primo disco inciso dal gruppo con il produttore Flemming Rasmussen per la Elektra Records.

Seppur ancora immaturo rispetto al successivo Master of Puppets, Ride the Lightning mette in evidenza i tratti fondamentali di quello che sarà lo stile che renderà celebre il gruppo: forte senso della melodia unito ad un possente riffing Thrash Metal.

Importante è anche il passaggio del gruppo dalle tipiche tematiche Metal di Kill'em All ad altre più mature e politiche. Vari sono gli argomenti trattati fra cui la pena di morte (Ride the Lightning), il suicidio (Fade to Black), esperimenti scientifici (Trapped Under Ice), piaghe bibliche (Creeping Death) ed avventure letterarie (For Whom the Bell Tolls), tematiche decisamente anomale per un gruppo Thrash Metal dell'epoca.

Ride the Lightning è anche l'ultimo album in cui compare Dave Mustaine fra i crediti delle canzoni dopo essere stato cacciato dai Metallica. Il nome del rosso chitarrista appare infatti sia nella title-track che nella lunga strumentale finale The Call of Ktulu, brano ispirato al famoso ciclo letterario dello statunitense Howard Phillips Lovecraft (1890-1937), da molti considerato il maggiore esponente del genere horror di inizio '900.

Ride the Lightning segna anche l'inizio di un'ideale "schema" con cui i Metallica organizzarono le tracklist dei loro due album successivi Master of Puppets ed …And Justice For All. Si nota infatti come la prima traccia sia solitamente aperta da una breve introduzione e che poi risulti anche essere la più violenta dell'intero album (Fight fire with fire, Battery e Blackened). Stesso dicasi per la title-track, generalmente posizionata come traccia numero 2, e per la quarta traccia in cui l'acusticità la fa da padrone (Fade to Black, Welcome Home (Sanitarium) e One).

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