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“Letiana” è il disco di debutto di Luca Di Maio, per la prima volta con il suo vero nome dopo l’esperienza con la band Insula Dulcamara. Il lavoro è stato prodotto da Marco Parente, che ha condotto Luca lungo i sentieri di un cantautorato apparentemente canonico/tradizionale ma, in realtà, profondamente atipico e personale.

Il tema di “Letiana” sono, infatti, “gli ultimi”, argomento più volte trattato nella canzone d’autore italiana, ma raramente affrontato come accade qui. Luca Di Maio in queste nove canzoni rifugge infatti sia la fin troppo diffusa superficialità del cantautorato indie di oggi, sia la sociologia semplicistica e il pietismo nel quale spesso si cade quando si tenta di cantare i reietti del mondo.
“Letiana” disegna invece una serie di ritratti emozionali, dove le storie stanno seminascoste dietro parole dense e precise e dove il suono – fortemente caratterizzato da un’elettricità soffusa e da improvvisi blocchi ritmici – diventa una possibilità di evocazione, allo stesso modo dei versi. “L’intenzione verso queste persone – nelle parole dello stesso Luca – è di raccontarle, descriverle, niente di più”, sigillandone le sorti con il nome Letiana, “una persona che diventa luogo, nome collettivo di tutti i diseredati e i reietti. Di quelli che guardano il mondo cadere e lo spingono passivamente verso l’eutanasia”.
Sono tracce dalle forme e dai vestiti imprevedibili quelle di “Letiana”, sembrano nascere direttamente nell’interiorità delle persone che tratteggiano e ne fanno scaturire sbocciature o purulenze che sono gangli di umanità, vite di “arresi, schiavi vecchi e nuovi, esuli, rifugiati, cercatori di cibo, tutti noi”.
Procedono con l’epica lentezza di un passo biblico quando parlano di migrazioni (“Migrare”) e rassegnazione (“Sabbia”); lasciano carezze lievi, però di verità dura e quotidiana, nell’affrontare la violenza sulle donne (il primo singolo “La Normalità”); vibrano di rabbia nervosa se si occupano di morti sul lavoro (“Impalcature”).
Ma sanno anche essere dolci quando abbandonano per un momento il leit motiv del disco e narrano la tenerezza, come in “Canzona per il mio Piccolo Cuoro”. O aprono improvvisi squarci di spiritualità come nella title-track, “una sorta di lamentazione corale, una specie di preghiera laica e tribale”.

È un disco breve “Letiana”, ma straordinariamente febbrile e umano. E tanta umanità c’è anche grazie alle persone che vi hanno partecipato perché, spiega Luca, “Bob Dylan diceva ‘riportando tutto a casa’ ed è per questo che nel disco sono presenti i miei amici/collaboratori di sempre: Sergio Salvi (My Broken Toy/Cosmosoul), Francesco Bordo (Nasov), Federico “JolkiPalki” Camici (Honeybird & the Birdies, Kento & the Voodoo Brothers), Paola Mirabella (Honeybird & the Birdies, Vincent Butter)”.

Tuttavia “Letiana” vede anche la partecipazione di ospiti illustri, “miei amici virtuali che hanno vissuto a lungo tempo nel mio stereo e che sono stati così gentili da prestare la loro arte al mio disco”: “Asso” Stefana (Vinicio Capossela, PJ Harvey, Guano Padano, che ha curato anche il mix e le riprese), Alessandro Fiori (Mariposa) e Vincenzo Vasi (Vinicio Capossela, Ooopopoiooo, Mondo Cane). Ed è con loro, con Marco Parente e con le sue canzoni che Luca Di Maio compie il suo viaggio fatto di incontri, scoperte, precipitazioni e rinascite verso “Letiana”.

//credits//

parole + musica//luca di maio
produzione artistica//marco parente
registrazione + mix//alessandro “asso” stefana @ perpetuum mobile
mastering//giovanni versari @ la maestà
grafica//francesco bordo

//hanno suonato//

basso elettrico + basso semi-acustico + arturia minibrute + moog satellite//federico “jolkipalki” camici
chitarre elettriche + steel guitar + bellzouki + krar + effetti//alessandro “asso” stefana
batterie + percussioni + chitarre elettriche + voci + pianoforte//marco parente
voci + chitarre acustiche + chitarre elettriche + loop + campionamenti//luca di maio

+

violini #1//alessandro fiori
theremin #6 + voci #2//vincenzo vasi
pianoforte #2 + arturia minibrute #2 + wurlitzer #7 + omnisphere #4 + hammered dulcimer #6//sergio salvi
voci #8//paola mirabella

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