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Dopo aver pubblicato tre album, Fabrizio De Andrè decide di terminare un'opera alla quale sta lavorando fin dalla pubblicazione di Volume III, datata 1968.
Ed è così che viene alla luce l'album più profondo e studiato di De Andrè, La buona novella, che insieme a Non al denaro, non all'amore nè al cielo del 1971 e Storia di un impiegato del 1973 andrà a formare la triade di concept album del cantautore genovese.
L'opera tratta la storia biblica di Maria e Giuseppe, fin dall'infanzia della madre di Gesù: la bambina ha un'infanzia da reclusa nel tempio di Gerusalemme, ed una volta diventata più di una bambina, i sacerdoti decidono di mandarla via dal tempio e di darla ad un uomo in sposa. Quest'uomo è Giuseppe, un falegname non più giovane che la accoglie nella sua casa. Poco dopo dovrà lasciare la sua casa e sua moglie per quattro lunghi anni (L'infanzia di Maria). Al suo ritorno (Il ritorno di Giuseppe), Giuseppe è molto dolce verso Maria, che però nasconde nel suo grembo un segreto che spiegherà con il suo sogno, nel quale Maria si trova nel tempio, dove viene a farle visita un angelo, il quale la porterà lontano e le annuncierà che presto avrà un bambino. Lei teme che Giuseppe la ripudi e la allontani da casa, ma lui si dimostra comprensivo verso la donna, che può quindi dedicarsi all'attesa di partorire, attesa alla quale partecipano anche le persone della città (Ave Maria).
A questo punto De Andrè fa un salto di 33 anni, nel momento in cui Maria si trova nella bottega di un falegname e lo interroga riguardo il suo lavoro: parlando con lui scopre che il pezzo di legno che il falegname aveva appeno lavorato sarà parte della croce sulla quale Gesù morirà (Maria nella bottega del falegname). Lungo la via crucis viene narrata brevemente la storia di Gesù e di come, nel momento della sua morte, i suoi apostoli si nascondono per paura di venire catturati ed uccisi dai romani, pensando che l'atto di Gesù di morire in croce possa essere sufficiente per redimere il mondo dei suoi peccati (Via della croce). Di fronte alle croci le madri degli altri due prigionieri si rivolgono a Maria, dopo aver parlato con i rispettivi figli (Tito e Dimaco), dicendole che non deve struggersi poichè lei potrà riabbracciare suo figlio (Tre madri). Gesù, Dimaco e Tito si trovano ormai sulle croci, e Tito, il ladro pentito, racconta la sua versione dei dieci comandamenti, trovando in essi molte ipocrisie e contraddizioni (Il testamento di Tito). Infine l'epilogo narra come sia stata trattata la storia, non tanto come episodio religioso, ma piuttosto come vicenda di persone legate affettivamente, di persone comuni (Laudate Hominem).
Fabrizio De Andrè per scrivere i testi di questo album ha passato mesi sui vangeli apocrifi, riuscendo nell'intento di far risaltare le caratteristiche umane dei personaggi, tralasciando quelle etico-morali della religione. Gesù viene solo nominato, e mai è soggetto di dialoghi: i personaggi principali dell'opera diventano quelli che nella Bibbia sono di cornice, anche se importanti, come Maria, Giuseppe, i due ladri.
Anche la musica trasmette ottimamente le emozioni che le situazioni descritte suscitano, anche grazie all'aiuto di Giampiero Reverberi, che ha composto insieme a De Andrè quasi tutti i brani dell'album, e della Premiata Forneria Marconi, che suonerà interamente l'album.
Si può anche intravedere un aspetto politico in questo album, ovvero la sconfitta di fronte al sistema (in questo caso le autorità ebree e romane), che in ogni caso, con delle leggi ipocrite e incoerenti, sono in grado di bloccare ogni azione di protesta e di sovversione.

TRACK-LIST:

1. Laudate dominum
2. L'infanzia di Maria
3. Il ritorno di Giuseppe
4. Il sogno di Maria
5. Ave Maria
6. Maria nella bottega di un falegname
7. Via della Croce
8. Tre madri
9. Il testamento di Tito
10. Laudate hominem

LINE-UP:

Fabrizio De Andrè - voce e chitarra
Franco Mussida - chitarra
Franz Di Cioccio - batteria
Giorgio Piazza - basso
Flavio Premoli - organo
Mauro Pagani - flauto e percussioni

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