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Cheapness and Beauty è un album del 1995 di Boy George, il suo quinto lavoro solista (quarto se si considera l’album precedente, Jesus Loves You - The Martyr Mantras (1990), come lavoro di gruppo e lo si attribuisce alla sua band dell’epoca, i Jesus Loves You – ma a parte la completa dipendenza di quella formazione dalla personalità del leader, di fatto, in alcuni paesi, come negli USA - ma non in Europa e tanto meno in Italia, The Martyr Mantras è stato accreditato direttamente a Boy George; in moltissimi paesi, invece, il long-playing è stato pubblicato con un espediente promozionale che rappresenta una via di mezzo: intestato ai Jesus Loves You in quanto band, con uno sticker adesivo sulla copertina che specifica che si tratta di «Un progetto di Boy George»). Cheapness and Beauty, che contiene 13 tracce (l’album più lungo fino ad allora realizzato dall’ex leader dei Culture Club, battuto solo dal recente U Can Never B2 Straight, con 15 brani più una sedicesima traccia fantasma), si apre con una cover del pezzo di Iggy Pop intitolato "Funtime", che ha raggiunto il #45 nella classifica dei singoli in UK. Altri due singoli furono ricavati dalla ballata acustica conclusiva, dal titolo in francese "Il Adore" ('lui adora' - successivamente inserita nella doppia colonna sonora del musical Taboo), che si è piazzata al #50, e il brano ballabile con spiccate influenze country, dal titolo allusivo "Same Thing in Reverse" (l’allusione è all’omosessualità, definita 'la stessa cosa al contrario'), classificatosi al #56 nel Regno Unito (dove tra l’altro, fino a qualche anno fa, era severamente proibito promuovere l’omosessualità alla stessa stregua dell’eterosessualità e, nonostante la situazione sia nel frattempo migliorata, i pregiudizi in proposito sono ancora molto radicati) e il #28 nelle classifiche dance di Billboard negli Stati Uniti (il CD singolo conteneva numerosi remix da discoteca). Un ultimo estratto, anche se soltanto nel curioso formato di maxi singolo con doppio lato A, contiene i due brani "Sad" (dedicata all'amico di vecchia data Philip Sallon) e "Satan's Butterfly Ball" (per l'artista di performance Leigh Bowery), presenti entrambi con due remix ciascuno, completamente diversi dalle versioni punk rock originali, e fortemente orientati invece verso la techno-trance più estrema.

Cheapness and Beauty comprende diverse tracce preferite dai fans, quali le due intense ballate acustiche "If I Could Fly" (specie di spartiacque del disco) e "Unfinished Business", nonché più ritmate canzoni punk-rock, come "God Don't Hold A Grudge" e "Blindman", molte delle quali si concentrano sul racconto delle due storie d’amore più importanti vissute da George nella sua vita, quella con il batterista dei Culture Club, Jon Moss, e quella con il meno noto artista Kirk Brandon, che gli fece causa per aver dichiarato pubblicamente la sua storia (secondo lui, ormai padre e marito, falsa) nella sua autobiografia, "Take It Like A Man", pubblicata da George nello stesso periodo del disco (1995).

L'album ha ricevuto ovunque delle critiche entusiaste (celebre «Quando il Boy mangia sano», pubblicata sul periodico "Musica!" allora allegato al quotidiano italiano La Repubblica), ma non è riuscito a vendere tantissimo, e di certo non tanto quanto Boy George era abituato a vendere coi suoi primissimi dischi solisti e soprattutto con i lavori pubblicati con i Culture Club. In molti si sono scagliati contro la casa discografica storica del Boy, la Virgin Records, accusata di non aver promosso degnamente un album più che valido. Non a caso, l’etichetta non rinnoverà il contratto al cantante, rifiutandosi proprio di pubblicare il séguito (assai atteso dai fans) di Cheapness and Beauty, di cui compariranno alcune delle canzoni scartate nell’album-compilation del 1999, The Unrecoupable One Man Bandit, che raccoglierà dieci brani presentati in varie occasioni dal vivo e mai incisi, ma richiesti dai fans (come dice la nota interna, in cui O’Dowd menziona addirittura la parola "bug", scrivendo una frase simpaticamente antipatica, che suona come: 'Questo disco è stato fortemente voluto dai fans, che mi hanno scocciato a lungo affinché mi decidessi a pubblicarlo'). Il resto dei brani mai usciti del fantomatico sequel di Cheapness and Beauty avrebbe dovuto essere contenuto nel Volume 2 del suddetto album-compilation, che però, almeno finora, non è mai uscito.

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