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Biografia

I Van der Graaf Generator sono un gruppo britannico.

La loro formazione ha subíto nel tempo molte trasformazioni, sciogliendosi varie volte, ma quella considerata classica e maggiormente conosciuta era composta dal leader Peter Hammill (voce, chitarra, pianoforte, nonché principale autore delle canzoni), Hugh Banton (tastiere, basso elettrico, chitarra), Guy Evans (batteria) e David Jackson (fiati).

Ebbero un notevole successo, sin dagli inizi della loro carriera, soprattutto in Italia e raggiunsero la fama a livello europeo con l’uscita dell’album Pawn Hearts nel 1971. Dopo lo scioglimento del gruppo nel 1978, la formazione classica dei Van Der Graaf Generator si è riunita nel 2005.

Non hanno molto in comune con gli altri gruppi del genere, infatti i loro testi non trascendono il reale nel favolistico, come i Genesis, gli Yes o i King Crimson, ma si sviluppano in contesti piú filosofici vicini allo psicodramma. Anche la loro musica è abbastanza diversa dai loro contemporanei, non sono presenti virtuosismi, barocchismi o riempimenti vari, ma le atmosfere sono cupe, caratterizzate da arrangiamenti allo stesso tempo essenziali e complessi.

La band nasce nel 1967 da un gruppo di studenti dell’Università di Manchester. Il generatore di Van de Graaff è uno strumento per creare differenze di potenziale elettrico; a quanto pare, l’errata trascrizione del nome è accidentale.

La band è inizialmente costituita da un trio: Peter Hammill alla voce, Nick Pearne all'organo e Chris Judge Smith alla batteria e ai fiati. Questa formazione riesce a firmare un contratto, ma incide solo un singolo (People you were going to, che appare in seguito nell'album di Hammill Nadir's big chance) e si scioglie a metà del 1969. Nel frattempo, Pearne è rimpiazzato da Hugh Banton.

Sempre nel 1969, durante le registrazioni di quello che avrebbe dovuto essere un album solista di Hammill, i Van der Graaf Generator si ricostituiscono come gruppo. La nuova formazione comprende Hammill (voce, pianoforte e chitarra), Keith Ellis (basso), Hugh Banton (tastiere) e Guy Evans (batteria). The aerosol grey machine viene inzialmente pubblicato (a nome dell'intero gruppo) solo negli Stati Uniti.

La formazione muta subito dopo il debutto: Ellis abbandona e viene rimpiazzato da David Jackson (sassofono e flauto) e Nic Potter (basso). Questa formazione crea un nuovo sound, che abbandona i toni psichedelici del primo album per un suono più strutturato e cupo, con evidenti influenze classiche e jazz. Il risultato è l'album The least we can do is wave to each other, seguito dopo breve tempo da H to He who am the only one. Durante le registrazioni di H to He, Potter lascia il gruppo, che decide di fare a meno del basso, sostituito dai pedali bassi dell'organo. Robert Fripp dei King Crimson contribuisce con una sezione di chitarra nel brano The Emperor in his war-room.

Il quartetto Hammill/Banton/Jackson/Evans di H to He viene oggi identificato come la "formazione classica" del gruppo. Si tratta di una formazione assolutamente atipica nel panorama rock, che riusciva a ottenere sonorità paragonabili, per potenza e aggressività dei suoni, a quelle dei veri e propri gruppi hard rock, senza usare né la chitarra elettrica né il basso. Il loro successivo album, Pawn Hearts (1971), è da alcuni considerato l'album meglio riuscito della loro intera discografia. Secondo un formato piuttosto diffuso all'epoca contiene appena tre brani, di cui uno occupa con i suoi 20 minuti circa un intero lato del vinile. L'album ha un notevole successo e registra il più grande numero di vendite in Italia, dove rimane nelle top-ten per 12 settimane. La band si impegna in un lungo in tour fra il 1970 e il 1972, ma difficoltà economiche ne causano l'implosione e Hammill abbandona per iniziare la sua lunga e prolifica carriera solista.

Con il nome di The long hello, il trio rimasto registra un album strumentale omonimo con Potter, Ced Curtis e Piero Messina (1973).

Hammill rimane in ottimi rapporti con i suoi ex compagni, tanto che Banton, Jackson e Evans contribuiscono più volte ai suoi lavori solisti (un brano in pieno stile Van Der Graaf è per esempio In the black room dall'album Chameleon in the shadow of the night, che è stato riproposto anche nei concerti che i Van der Graaf hanno tenuto nel 2005, durante la temporanea riunione del gruppo). Nel 1975, i Van Der Graaf Generator tornano a suonare come tali e incidono tre album in dodici mesi. In tutti e tre, sono gli stessi membri del gruppo a curare registrazione e suono (per i precedenti album la supervisione era stata di John Anthony dei Trident Studios); le sonorità risultano più essenziali ma anche cariche di una cupa violenza, in netto contrasto con le complessità sonore un po' barocche dei primi lavori. Godbluff, il primo dei tre, è sicuramente il più cupo di tutta la discografia del gruppo: è un album sulla perdita della speranza. Still Life è, invece, in netta antitesi con il precedente: ha infatti un suono meno teso e nei testi si sente spesso aleggiare un clima di ritrovata speranza.

A Still Life segue un forse meno ispirato World Record, album che contiente comunque ottimi momenti, come ad esempio il brano Meurglys III, canzone dedicata da Hammill alla propria chitarra, dove nella lunga coda il leader dei Van Der Graaf Generator improvvisa alcuni brevi passaggi proprio con la chitarra. Dopo questo album sono Banton e Jackson ad abbandonare. Torna invece Nic Potter e, con una mossa tipica dell'eccentrismo della band, Banton viene sostituito da un violinista, Graham Smith. La band decide anche di abbreviare il proprio nome in Van der Graaf per sottolineare l'assenza di una parte del gruppo. Questa nuova formazione incide solo due album, di cui uno dal vivo, per sciogliersi poi nel 1978, dopo un magnificamente "oscuro" album quale Vital, caratterizzato dalle sonorità più violente mai prodotte dai Van Der Graaf Generator (in particolare, il cantato di Hammill risulta un vero e proprio ruggito primordiale). Viene registrato dal vivo il 16 gennaio 1978 al Marquee Club, durante un concerto "a sorpresa" con pochissime persone ma con un eccellente rendimento sonoro (un esempio è il brano Door, pieno di energia e vitalità).

Dopo lo scioglimento viene pubblicato un altro album di materiale "nuovo": Time vaults è una raccolta di brani inediti e registrazioni che vanno dal 1972 al 1975. La qualità del suono va da un livello demo a pessima: evidentemente si tratta di una pubblicazione dedicata esclusivamente ai fan più affezionati.

La formazione classica suona ancora insieme occasionalmente. Nel 1991, suonano alcuni brani del loro repertorio alla festa del quarantesimo compleanno della moglie di David Jackson. Nel 1996, salgono sul palco durante un concerto di Hammill e Evans alla Union Chapel ed eseguono Lemmings (da Pawn hearts). Nel 2003, Banton, Jackson e Evans suonano Still life con Hammill alla Queen Elizabeth Hall di Londra.

Dopo il concerto alla Queen Elizabeth, la band decide di ricominciare a scrivere e a incidere insieme e il lavoro per un nuovo album inizia nell'estate del 2004. Ne viene fuori un doppio CD, Present, in parte costituito da "canzoni" in senso tradizionale, e in parte registrazioni di session di improvvisazione. All'album segue, il 6 maggio 2005, un concerto di grande successo al Royal Festival Hall di Londra e un tour europeo durante il resto dell'anno, che ha toccato anche alcune città dell'Italia (fra cui Roma e Milano).

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