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Biografia

I Tool sono una band nata nel 1991 a Los Angeles, una delle poche realtà del panorama alternative-metal capace di raggiungere anche un audience non avvezza a sonorità dure. Ciò grazie alla ricercatezza della proposta, alle liriche visionarie del frontman Maynard James Keenan e alla complessità delle composizioni.

Il quartetto è formato oltre che dal cantante e compositore Maynard James Keenan, dal chitarrista Adam Jones, dal bassista Paul D'Amour (prima) e in seguito dal britannico Justin Chancellor e dal batterista Danny Carey, vero motore propulsivo delle lunghe tracce della band.

Il nome proviene dal passato del leader: Keenan era infatti un aspirante marine nell'esercito statunitense e "tool" nel gergo militare è una persona che tradisce anche i migliori amici per i propri interessi e che segue pedissequamente ogni singola regola che gli viene imposta dall'alto; tema ricorrente, questo, nei testi del frontman.

Keenan negli anni '80 era stato membro dei C.A.D. e dei TexAns, gruppi che non ebbero mai molta fortuna. Fa la conoscenza di Adam Jones (che oltre che chitarrista è un abile designer di effetti cinematografici: ha lavorato in Jurassic Park e Terminator 2), e i due iniziano a provare in casa di Danny Carey (ex batterista di Green Jello e Pigmy Love Circus tra gli altri), che poco dopo aderisce al progetto. Presto entra nell'organico anche il bassista Paul D'Amour. Il debutto discografico arriva nel 1992 con l'EP Opiate, sei tracce che ancora non lasciano intuire le sonorità che poi renderanno celebri i quattro; l'unico spunto si ritrova nella conclusiva title track. Spunto che verrà ripreso ed ampliato nell'album di debutto (Undertow) l'anno successivo.

Undertow, uscito in piena esplosione grunge, si presenta come un "soggetto anomalo" nel panorama complessivo del sound a stelle e strisce di quegli anni; i suoni non ricordano affatto la furia punk/grunge dei Nirvana, ma neppure il più classico thrash metal dei Metallica. In un certo senso, è qualcosa di radicalmente nuovo, che trae ispirazione da storie d'amore perverso o dalle tante, troppe, discrepanze che intaccano la società americana, sul piano religioso come su quello dei rapporti sociali. Il gruppo va in tour con il grande circus del Lollapalooza, acquistando ancora più popolarità.

Proprio in quel periodo Maynard James Keenan collabora all'esecuzione in studio del brano Know Your Enemy dei Rage Against The Machine: lo si può ascoltare nella parte centrale e più lenta della canzone.

Il bassista Paul D'Amour lascia la band: viene rimpiazzato da Justin Chancellor dei Peach. Il passo successivo è Ænima (1996): la proposta musicale si dilata ancor di più, vengono aggiunte al tessuto sonoro, già molto fitto, percussioni, campionamenti, suoni orientaleggianti e effetti alieni. Basti pensare all'intro di Eulogy, suonata da Adam Jones sui suoni emessi dalla voce filtrata di Michele De Matthaeis, utilizzando le corde dopo il ponte della sua Les Paul mentre con la mano sinistra tiene un accordo di "Mi"; oppure a Message To Harry Manback, un messaggio di minacce e improperi in italiano lasciato sulla segreteria telefonica da un amico del cantante e accompagnato sul disco da un malinconico pianoforte. Hooker With a Penis rimanda alle sonorità dure e pure di Opiate, Pushit e Aenima sono tra i pezzi più trasognati e trascinanti dei Tool: un continuo mutare d'atmosfere, di suoni, con la voce di Maynard James Keenan a far da Caronte in un viaggio verso il lato più oscuro dell'uomo.

Dopo aver finito la promozione per il disco, Maynard si imbarca in un altro progetto sonoro, accompagnato dal chitarrista Billy Howerdel: gli A Perfect Circle. Rispetto alla band d'origine, rimangono le chitarre pesanti, ma si lascia più spazio alla melodia, alle tastiere e alla voce, usata qui come un vero e proprio strumento (paradigmatiche Orestes e Thomas); la durata delle canzoni e dei dischi diminuisce sensibilmente. Segue la raccolta di rarità Salival (da ricordare la cover zeppeliniana di No Quarter e le versioni dal vivo di Pushit e Third Eye). Il terzo tassello della discografia dei Tool è Lateralus. In esso si nota un cambiamento sensibile nelle tematiche del gruppo (escludendo Ticks & Leeches, forse tra i pezzi più duri della band), i temi cari in passato lasciano spazio a una certa vena spirituale, rappresentata anche dal booklet del disco: un corpo umano su sfondo trasparente che, pagina dopo pagina, si spoglia gradualmente delle proprie carni, lasciando intravedere, nell'ultima pagina, la scritta GOD nel cervello dell'uomo.

All'epoca dell'uscita di Lateralus, si parlava di una svolta elettronica, ma così non è stato. Le chitarre si fanno qui forse meno dure, ma le trame sono sempre più stratificate. Lo zenit del disco si ha nel terzetto che quasi chiude l'album: Disposition/Reflection/Triad, venti minuti che partono con l'arpeggio gentile della prima traccia, continuano con gli undici minuti della seconda (contraddistinta da percussioni iniziali e un intreccio sonoro psichedelico alla fine) e si concludono nel quasi industrial della terza traccia. Nuova la struttura dell'album, in cui spesso degli spunti sonori relativamente brevi fanno da prologo ai pezzi veri propri, che dei primi riprendono e ampliano il tema: così Eon Blue Apocalypse per The Patient, Mantra per Schism, Parabol per Parabola e Disposition per Reflection. Il quarto album dei Tool è 10,000 Days che James Maynard dedica alla morte della madre scomparsa a causa della paralisi che l'ha logorata per diecimila giorni fino a spegnerla definitivamente. La scaletta dell'album rispecchia per alcuni aspetti quelle degli altri album, infatti The Grudge (prima traccia di Lateralus) richiama Vicarious (prima traccia di 10,000 Days), 46 & 2 (quinta traccia di Ænima) possiede la stessa struttura di Schism (quinta traccia di Lateralus). La tournée europea dell'album è stata svolta con una spettacolare impalcatura audio-visiva teatrale: suoni, laser e luci simili per certi versi all'effettistica impiegata in sede live dai Pink Floyd.

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