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Let It Be è una canzone dei Beatles del 1970, composta principalmente da Paul McCartney anche se viene come da consuetudine attribuita al duo compositivo Lennon/McCartney.

È la sesta traccia dell'omonimo album del 1970. Paul McCartney ha rivelato che l'ispirazione per la canzone gli venne da un sogno, nel quale aveva parlato con la madre Mary, morta di cancro nel 1956 quando lui aveva solo 14 anni. Nel sogno, la madre consigliava a Paul, preoccupato per le tensioni nel gruppo, di lasciare correre, "to let it be", che tutto si sarebbe aggiustato…

John Lennon accolse la canzone con malcelato sarcasmo, poiché la considerava troppo "pseudo-religiosa", come si evince dalla sua frase in falsetto che sul disco precede la canzone a mo' di scherno. L'antipatia di Lennon per il brano, è confermata proprio dalla collocazione della canzone sull'album, posta appena dopo l'irridente frase di Lennon, "and now we'd like to do “Hark The Angels Come“" (ed ora vorremmo eseguire "Udite! Gli angeli cantano"!), e subito prima dell'esecuzione della volgare canzone da osteria "Maggie Mae", dedicata ad una prostituta di Liverpool…

Il singolo raggiunse la prima posizione in classifica negli Stati Uniti, in Australia, Italia, Norvegia e Svizzera e la seconda posizione in Inghilterra. Fu l’ultimo singolo dei Beatles pubblicato prima dello scioglimento della band. Sia l’album Let It Be che il singolo The Long and Winding Road uscirono quando il gruppo ormai ufficialmente non era più in attività.
Nel 2004 il brano ha raggiunto il ventesimo posto nella classifica delle 500 canzoni migliori di tutti i tempi pubblicata dalla rivista Rolling Stone.

Registrazione:

La versione finale venne registrata il 31 gennaio 1969, come parte del progetto Get Back (l’album che successivamente diventerà Let It Be). McCartney suonava un pianoforte Blüthner Flügel, Lennon il basso, Billy Preston l’organo, George Harrison la chitarra elettrica e Ringo Starr la batteria. In questa seduta furono registrate due versioni della canzone. La prima, denominata 27-A, sarebbe servita come base per tutte le uscite ufficiali del brano. La seconda, la take 27-B, fu eseguita nel film "Let It Be" e contiene un assolo di chitarra differente da parte di George Harrison.

Il 30 aprile 1969, Harrison sovraincise un nuovo assolo di chitarra sulla take migliore del 31 gennaio. Infine sovraincise un altro assolo anche il 4 gennaio 1970. Il primo assolo fu usato per l’uscita su singolo, il secondo fu usato per la versione dell’album.

Versione su singolo:

Il singolo venne ufficialmente pubblicato il 6 marzo 1970, con sul lato B "You Know My Name (Look up the Number)", con la produzione accreditata a George Martin. Questa versione include un’orchestrazione con dei cori sovraincisi il 4 gennaio 1970—sotto la supervisione di Martin e McCartney—che figurano anche l’unica partecipazione conosciuta a un disco dei Beatles da parte di Linda McCartney. Fu durante questa sessione che Harrison registrò il secondo assolo di chitarra. In un primo momento, Harrison aveva pensato di mixare insieme i due assoli e di includerli entrambi nella canzone. L’idea fu scartata e per il mix finale fu inserito solo l’assolo del 30 aprile. Martin mixò l’orchestra molto bassa in questa versione.

La versione del singolo fu inclusa nel greatest hits The Beatles 1967-1970. Le prime stampe del disco, erroneamente riportavano la durata di 4:01 (quella della versione sull’album Let It Be), invece della effettiva durata di 3:52. Questa versione fu anche inclusa nell’album "20 Greatest Hits", sulla raccolta Past Masters Volume 2, e sulla compilation The Beatles 1

La versione sull‘album:

Il 26 marzo 1970, Phil Spector remixò la canzone per l’album Let It Be. Questa versione contiene l‘assolo di chitarra "più stringato" del 4 gennaio 1970, niente cori, un effetto d’eco sul suono dei cimbali suonati da Ringo, e un’orchestrazione più massiccia.Sull’album, prima della canzone si sente Lennon dire in falsetto, scimmiottando Gracie Fields: "That was 'Can You Dig It' by Georgie Wood, and now we'd like to do “Hark The Angels Come". Allen Klein incaricò Spector di mixare il disco senza l’approvazione di McCartney, come vendetta per il fatto che Paul non aveva firmato il suo accordo manageriale. Successivamente McCartney dichiarò di non essere assolutamente soddisfatto del lavoro svolto da Spector sull’album.

La versione del film:

Un’altra variante apparve nel film Let It Be. Qui, McCartney fa diverse improvvisazioni al pianoforte, sostituendo note lunghe con altre più corte. Durante la strofa finale, inoltre, McCartney cambia le parole "speaking words of wisdom" e "there will be an answer", con "there will be no sorrow". Questa versione non è mai stata pubblicata ufficialmente su disco.

La versione sull‘Anthology:

Una prima versione della canzone è stata pubblicata sull’Anthology 3 il 28 ottobre 1996. Questa versione, la take 1, fu registrata il 25 gennaio 1969. Si tratta di una variante molto semplificata, nella quale McCartney non ha ancora aggiunto la strofa finale ("And when the night is cloudy…I wake up to the sound of music…"). Il brano contiene anche degli scambi verbali tra Lennon e McCartney prima di registrare un’altra take:
"John: Are we supposed to giggle in the solo? (Dobbiamo sghignazzare durante l‘assolo?)
Paul: Yeah. (Sicuro)
John: OK.
Paul: This'll-this is gonna knock you out, boy." (Questa ti manderà al tappeto, ragazzo)

La durata della versione sull’Anthology è 4:05.

La versione su "Let It Be… Naked":

Ancora un’altra variante della canzone apparve sull’album Let It Be… Naked nel 2003. A Ringo Starr non piaceva il trattamento che Spector aveva riservato alla sua parte di batteria sulla versione della canzone sull’album Let It Be, aumentata con un effetto eco, quindi su Let It Be… Naked fu reinserita la batteria originaria della registrazione, senza effetti di studio. Furono anche eliminate le sovraincisioni di tom-tom, dopo l’assolo di chitarra durante la terza strofa.

Missaggi inutilizzati:

Glyn Johns mixò il brano il 28 maggio 1969 per l’inclusione nell’abortito album Get Back. Questa versione non è mai stata pubblicata. Usò lo stesso mix anche durante il suo secondo tentativo di remixare l’album il 5 gennaio 1970, anche questo rifiutato dalla band e mai pubblicato. Entrambe le versioni, comunque, sono disponibili nei numerosi bootlegs delle famose “Get Back Sessions”.

Formazione:

Paul McCartney: voce, piano, maracas e cori.
John Lennon: basso
George Harrison: chitarra elettrica, cori
Ringo Starr: batteria
Billy Preston: organo e pianola elettrica
Linda McCartney – cori (solo sulla versione del singolo)

Curiosità:

Nel concerto di natale del 24 Dicembre 2008 su Rai3, il brano è stato falsamente intitolato Gospel dell'Alabama, facendo passare per pezzo Gospel un lavoro originale di McCartney, riarrangiato per l'occasione.

Cover:

"Let It Be" è stata interpretata da moltissimi artisti, quella che segue è solo una lista parziale delle principali cover:

La prima cover della canzone ad essere pubblicata (addirittura prima della versione dei Beatles) è stata la versione di Aretha Franklin, nel gennaio 1970, sull’album This Girl's in Love with You, insieme ad una cover di "Eleanor Rigby".
Gladys Knight and The Pips pubblicarono una cover del brano sull’album tributo Motown Sings The Beatles.
Bill Withers coverizzò "Let It Be" nel suo album di debutto del 1971, Just As I Am.
Ray Charles diede la sua versione della canzone nel 1977 sull’album True to Life.
John Denver incluse una versione di "Let It Be" nel suo album del 1971, Poems, Prayers, and Promises.
Joan Baez coverizzò "Let It Be" sul suo album del 1971 Blessed Are…, e pubblicò il brano come singolo. La canzone figura anche sul suo disco dal vivo, Diamonds & Rust in the Bullring, infine la eseguì anche al festival sull’Isola di Wight nel 1970, come si può vedere nel film, Message to Love.
Leo Sayer interpretò il brano nel documentario musicale del 1976 All This and World War II.
L‘ex chitarrista e cantante dei Fleetwood Mac, Danny Kirwan, registrò una versione della canzone per il suo album del 1976 Midnight in San Juan.
Nel 1995, Meat Loaf coverizzò il brano come B-side del singolo "Not a Dry Eye in the House", che raggiunse la settimana posizione nella classifica inglese.
Nick Cave registrò una cover della canzone per la colonna sonora del film del 2001 I Am Sam.
La canzone è contenuta nel film Across the Universe, cantata da Carol Woods, Timothy Mitchum e da un coro gospel.
Eric Burdon ne registrò una cover, probabilmente nei primi anni Ottanta, che uscì in diversi bootleg.
Shawn Lane e Paul Gilbert ne eseguirono una versione della durata di 8 minuti durante lo show NAMM del 1993.
Chevy Chase fece una versione comica del brano in stile “Chipmunks” sul suo album del 1980.

Voci correlate:

http://it.wikipedia.org/wiki/Let_It_Be_(album)

Collegamenti esterni:

Testo originale con traduzione: http://www.riflessioni.it/testi_canzoni/beatles_4.htm

Let It Be album on thebeatles.com website: http://www.thebeatles.com/#/hub/tracklisting.php

Note:

^ Miles (1997), p20
^ Spitz (2005), pp73-76
^ Michelangelo Iossa, Le canzoni dei Beatles – commento e traduzione dei testi, Editori Riuniti, Roma, 2004, pag. 360, ISBN 88-359-5614-5
^ Lewisohn (1988), p170
^ Lewisohn (1988), p175
^ a b c Lewisohn (1988), p 195
^ Lewisohn (1996)
^ Lewisohn (1988), p198
^ Lewisohn (1988), pp195-198
^ Spitz (2005), p 851
^ Chris Long. The Beatles - Let It Be… Naked. BBC, 2003-11-24. URL consultato il 2009-04-10.
^ Andrew Walker. Phil Spector: Off the wall?. BBC, 2003-02-14. URL consultato il 2007-10-13.
^ Lewisohn (1988), p176
^ Lewisohn (1988), p196

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