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Biografia

  • Anni di attività

    1992 – oggi (25 anni)

  • Luogo di fondazione

    Chicago, Cook County, Illinois, Stati Uniti

  • Componenti

Gli Shellac sono il terzo progetto musicale di Steve Albini, dopo i Big Black e i Rapeman. Nascono nel 1992 dalla collaborazione tra Albini e il batterista Todd Trainer, ai quali successivamente si aggregherà il bassista Bob Weston, già membro dei Volcano Suns, band lo-fi rock di Boston.

L'importanza degli Shellac nella scena noise americana e mondiale è non solo quella di un progetto strettamente musicale (anche se la qualità della musica rimane il sostanziale punto di interesse del trio). Concepito dal leader come un progetto di reale alternativa all'industria discografica, gli Shellac si muovono secondo dinamiche di totale autogestione (in qualche modo, da questo punto di vista ed a queste dimensioni, accostabili all'esempio dei Fugazi): questo all'atto pratico significa l'autogestione della sfera promozionale, la relativa refrattarietà ai normali tempi di produzione discografica, la personale gestione dell'attività dal vivo (la quale si contraddistingue comunque per la relativa infrequenza: conseguenza del fatto che il progetto Shellac viene subordinato agli impegni produttivi e lavorativi dei singoli membri, quasi come un hobby) e soprattutto la riscoperta dell'LP in vinile come principale mezzo di diffusione della musica del gruppo. Ogni disco degli Shellac è edito in vinile a 180 grammi di prima qualità come prima stampa e solo in seguito diffuso in formato CD. Il successo del progetto commerciale Shellac è stato costruito sulla pura qualità musicale del prodotto e sul tam tam tra gli appassionati del settore.

Il discorso strettamente musicale di Shellac origina dalle precedenti esperienze di Steve Albini. Ma se Big Black teorizzava in qualche modo un'estetica lo-fi sui generis unita alla reinterpretazione della musica industriale, e Rapeman si spostava nei territori del postpunk, Shellac si orienta su un discorso molto più legato al nascente concetto di post-rock pur inglobando le vecchie esperienze. La musica è suonata in maniera tecnicamente ineccepibile e con uno standard produttivo di altissimo livello (l'esperienza di Albini e Weston come produttori consente un livello tecnico decisamente superiore), smarcandosi sempre più dal discorso postpunk di Rapeman ancora presente nel primo full-length ed approdando ad un modello di rock che esula quasi del tutto dalle esperienze contemporanee di musica, fatto salvo il lato più sperimentale del noise dei primi Helmet (cui comunque viene eliminata una buona parte della velocità e della dinamica, così come qualsiasi riferimento al rock classico) delle uscite Amphetamine Reptile Records e Touch&Go. Potente e sgraziato ma rigidamente asettico, sostanzialmente imprevedibile negli sviluppi e aperto ad ogni soluzione. Attualmente la band è rimasta per cinque anni al di fuori dal mercato discografico, ma si è esibita in una serie di concerti estivi i cui resoconti ne hanno confermato lo stato di salute e la potenza.

Il successo del progetto Shellac, considerabile uno dei più significativi fenomeni dell'indie degli anni '90, rende considerabile anche nella nostra epoca la possibilità di una strada che passi dal DIY e dall'autogestione.

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