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Biografia

  • Data di nascita

    15 Giugno 1933

  • Data di morte

    7 Settembre 2005 (età: 72)

Sergio Endrigo confessava pubblicamente con grande candore di non avere mai studiato musica al Conservatorio, ma la sua cultura musicale era solida e di vasta portata. Sergio Endrigo nasce in Istria a Pola, allora Italia, il 5 Giugno 1933 (attualmente Pula/Pola - Croazia) Scompare a Roma il 7 settembre del 2005.

L'ultima volta si esibì seduto e portato a braccia sul palcoscenico del teatro comunale di Desio, un prosperoso centro brianzolo. Raccontò qualche aneddoto della sua vita e alla fine si congedò dal pubblico con un cenno della mano, simbolo di quel carattere schivo e riservato che ne contraddistinse il temperamento fin dagli esordi e nel lontano 1968 quando, mentre tutti gli altri cantanti si esibivano con look stravaganti e trucchi vistosi, lui si presentò nel piu classico abito da sera scuro per cantare con signorile eleganza la canzone che vinse la competizione:"Canzone per te", insieme al brasiliano Roberto Carlos.
Figlio di un cantante lirico, i suoi primi studi musicali li farà a dieci anni seguendo le orme del padre, crescendo però si rende conto che la sua strada non è quella del cantante lirico. Comincia così a cantare musica leggera a Venezia nel 1954 e ad incidere i suoi primi dischi all'inizio degli anni '60 contribuendo al fiorire del filone dei cosiddetti "cantautori", la nuova figura di autore e contemporaneamente di cantante che prende piede in Italia in quel periodo. Il suo nome quindi in una storia della canzone italiana va posto a fianco di Gino Paoli, Umberto Bindi, Fabrizio De Andrè, Luigi Tenco, Bruno Lauzi, Enzo Jannacci e Giorgio Gaber: autori e cantanti che portarono una ventata di rinnovamento nel chiuso panorama musicale italiano ancora attardato alle rime cuore-amore. E tra questa cerchia di cantautori che Sergio Endrigo si farà conoscere per la sua fresca vena poetica, delicata ed un pò malinconica con canzoni quali "Aria di Neve", "Via Broletto" e con la più sbarazzina "Viva Maddalena", ma la sua notorietà rimarrà per il momento ancora ristretta ad un pubblico di elite. Finchè nel 1962 incide "Io che amo solo te" con cui finalmente gli arride anche il grande successo popolare. In seguito alla vittoria di Sanremo partecipa nel 1968, con la canzone "Marianne", all'Eurofestival della Canzone, ovvero al Song Contest 'Eurovision' - Grand Prix de la Chanson, che in quell'anno aveva luogo nella prestigiosa Royal Albert Hall di Londra. Nel 1969, sempre a Sanremo, guadagna la seconda posizione con "Lontano dagli occhi" in coppia con Mary Hopkin, e la terza nel 1970 con "L'arca di Noè" in coppia con Iva Zanicchi". Con questa canzone vince anche il Premio della Critica come miglior testo. Altre sue partecipazioni a Sanremo sono del 1971 con "Una storia", del 1973 con "Elisa Elisa" e l'ultima risale al 1976 con "Quando c'era il mare". La sua fortuna presso il grande pubblico, dopo gli splendori del 1968-71, venne rinnovata con canzoni per l'infanzia come "Ci vuole un fiore" scritta in collaborazione con Rodari. Mentre nel 1970 partecipò ad uno dei "Concept Album" più belli espressi in Italia, quello prodotto dal suo grande amico e sodale Sergio Bardotti intitolato "La vita, amico, è l'arte dell'incontro". Album che riunisce attorno alla figura del grande poeta e compositore brasiliano Vinicius de Moraes, il maggiore poeta italiano del '900 Giuseppe Ungaretti, che traduce e legge alcune splendide poesie di Vinicius, e per l'appunto il nostro Endrigo, che canta stupendamente alcune canzoni di Viniciu, il tutto accompagnato dalla stupenda chitarra del brasiliano Toquinho. L'album nasce appunto dall'incontro e dall'amicizia di questo ristretto gruppo di amici con Vinicius de Moraes allora in esilio a Roma per sfuggire alla dittatura al potere in Brasile in quel periodo.
Negli anni più recenti Endrigo entra in polemica con il mondo dell'industria musicale italiana che non gli concede più lo spazio e l'attenzione dovutagli. Risale al 1996 una sua intervista sull'Unità in cui diceva tra l'altro: "Qui in Italia vige solo la filosofia dell'usa e getta". Pacifista convinto amava molto i bimbi ai quali dedicò moolti suoi brani; riportiamo qui il testo del più poetico- La casa: "Era una casa molto carina senza soffitto, senza cucina;non si poteva entrarci dentro perché non c'era il pavimento. Non si poteva andare a letto in quella casa non c'era il tetto; non si poteva far la pipì perché non c'era vasino lì. Ma era bella, bella davvero in Via dei Matti numero zero; ma era bella, bella davveroin Via dei Matti numero zero".
Negli ultimi anni presentò una trasmissione televisiva dedicata all'amico Umberto Bindi, da poco scomparso.
Morì a Roma il 7 settembre 2005 con stile e discrezione, così com'era sempre vissuto.

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