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Biografia

  • Data di nascita

    7 Luglio 1940 (età: 77)

  • Luogo di nascita

    Dingle, Liverpool, Merseyside, England, Regno Unito

Richard Starkey imparò a suonare la batteria a diciassette anni, su uno strumento avuto in regalo. Nel 1960 divenne batterista professionista e - dopo aver adottato lo pseudonimo di “Ringo” per via dell'abitudine di portare numerosi anelli (rings in inglese) - iniziò a suonare con il gruppo di Liverpool Rory Storm & The Hurricanes. Quello stesso anno, durante una tournée ad Amburgo, incontrò i Beatles che fornivano supporto alle esibizioni del cantante inglese Tony Sheridan. Nel 1962, prima del provino dei Beatles alla EMI-Parlophone, sostituì Pete Best all'interno della formazione.

Buon ultimo - secondo alcuni a torto - nella gerarchia e nella popolarità all'interno dei Beatles, Ringo Starr brillò quasi sempre di luce riflessa, assumendo negli anni un ruolo di comprimario, un po' goffo e non molto attraente, in netto contrasto con le "splendenti" personalità dei più illustri colleghi. Va però detto che, grazie al suo carattere gioviale e bonario, riuscì spesso a mitigare e ridimensionare le tensioni e lo spirito competitivo che percorrevano il gruppo e ne avvelenavano il clima.

Per anni si limitò all'accompagnamento strumentale dei Favolosi e solo occasionalmente gli furono affidate parti vocali (Act Naturally, Boys, Yellow Submarine, With a Little Help From My Friends le più famose). In quel periodo Ringo non fu molto prolifico come compositore: per il quartetto scrisse soltanto "Don't Pass Me By" (The Beatles) e "Octopus's Garden" (Abbey Road). Starr risulta inoltre accreditato come co-autore assieme a Lennon e McCartney in "What Goes On" (Rubber Soul), e assieme a Lennon, McCartney e Harrison in "Flying" (Magical Mystery Tour) e "Dig It" (Let It Be).

In contrapposizione alla non particolarmente brillante personalità di musicista, Starr vanta invece una discreta carriera cinematografica, iniziata durante la carriera con i Beatles (Help! e A Hard Day's Night, entrambi di Richard Lester, in Italia noti rispettivamente come Aiuto! e Tutti per uno) e protrattasi durante tutti gli anni Settanta. A parte quelli girati durante la parentesi beatlesiana, il primo film a cui prese parte fu Candy e il suo pazzo mondo (1968), nel quale ebbe una parte al fianco di Charles Aznavour, Marlon Brando ed Eva Aulin. Poi recitò in The Magic Christian (1969), con Peter Sellers e Raquel Welch.

Sul fronte discografico, Ringo ha esordito come solista poco prima della separazione dei Beatles con l'album Sentimental Journey (1970), una collezione di rifacimenti di vecchi brani portati al successo tra gli anni Trenta e gli anni Cinquanta da vari artisti (fra cui Doris Day, Fred Astaire e Louis Armstrong).

A breve distanza seguì Beaucoups of Blues (1970), un album in tipico stile country and western, che confermava la sua predilezione per uno stile sostenuto e promosso già in alcune sue interpretazioni con i Beatles.

Nello stesso periodo Starr, pur mentre il gruppo di Liverpool si avviava allo scioglimento, apparve in molti dischi di suoi colleghi (ad esempio in alcuni di John Lennon e George Harrison). La scalata al successo e alle classifiche di vendita iniziò però solo con i singoli "It Don't Come Easy" (1971, presentata anche al Concerto per il Bangladesh organizzato da George Harrison nell'agosto dello stesso anno e con "Back Off Boogaloo" (1972), entrambe sue composizioni.

L'attività cinematografica lo ha visto apparire nel film western Blindman (1971) ed impersonare Frank Zappa in 200 Motels (1971). Ha poi interpretato That'll Be the Day con David Essex (1973); ha diretto anche il lungometraggio Born to Boogie (1973), film biografico sulla vita di Marc Bolan.

Alla fine del 1973 Starr è arrivato in testa alla classifica americana con l'album Ringo, forte di due primi posti a 45 giri con Photograph e You're Sixteen e di un buon piazzamento nei Top 10 con Oh My My. L'album ha rappresentato il suo successo più importante sotto il profilo sia artistico sia commerciale. È stato registrato con la partecipazione, tra gli altri, di John Lennon, Paul McCartney e George Harrison che hanno composto rispettivamente le canzoni I'm the Greatest, Six O' Clock e Sunshine Life For Me.

Il momento favorevole è continuato con l'album Goodnight Vienna (1974), che ha fruttato a Starr due altri successi importanti: l'interpretazione di Only You (il "sempreverde" dei Platters) e No No Song.

Sul fronte cinematografico, invece, Starr ha proseguito la sua attività interpretando Son of Dracula (1974) con Harry Nilsson ed apparendo in un cameo in Lisztomania (1975), ancora al fianco di David Essex.

Nel 1975 ha inaugurato una propria etichetta discografica Ring-O-Records, per poi passare però alla statunitense Atlantic Records. Nel 1976 è stato tra gli ospiti del The Last Waltz (L'ultimo walzer), concerto d'addio del gruppo storico di Bob Dylan, The Band. Dall'evento venne poi ricavato due anni dopo un film con il medesimo titolo, frutto della registrazione integrale del concerto.

Gli anni Ottanta per Ringo Starr non sono stati un momento di grande creatività artistica, ma piuttosto un periodo in cui il batterista ha goduto dell'infinita rendita derivante dai profitti dei Beatles, nonostante il fatto che le cronache abbiano riportato di suoi problemi finanziari.

Nel 1980 ha recitato come protagonista nel film Caveman al fianco di Barbara Bach. I due si sono sposati nell'aprile del 1981.

Sul fronte discografico, dopo alcuni album mediocri della seconda metà degli anni Settanta, Starr ha pubblicato Stop and Smell the Roses (1981), realizzato con diversi produttori ed inciso in vari studi di registrazione. È stato il suo album migliore da anni e gli ha procurato l'ultimo ingresso in classifica con la canzone Wrack My Brain, prodotta da George Harrison.

Successivamente, il decennio degli '80, dal punto di vista musicale, lo ha visto partecipare in più occasioni a dischi altrui e pubblicare un solo album passato pressoché inosservato,Old Wave (1983), fra l'altro neppure distribuito sui mercati inglese e americano. Si annovera anche qualche comparsa in progetti cinematografici e televisivi. Gravi problemi di alcolismo hanno segnato tutto il periodo motivando, in un certo qual senso, la scarsa attività artistica.

Il successivo decennio si è invece mostrato più stimolante, se non altro per la ritrovata voglia di esibirsi dal vivo, come hanno dimostrato All-Starr Band (1990) e Live From Montreux (1993), due album live in cui sono stati ospiti della All-Starr Band membri degli Eagles, dei The Band, Nils Lofgren, Dr. John e tanti altri.

Il ritorno in studio si è avuto con Time Takes Time (1992), un buon lavoro prodotto da Don Was con special guest varie (le più sorprendenti sono state quelle dei Jellyfish e dei Posies).

Le luci della ribalta si sono poi riaccese su di lui in occasione del lancio del progetto Anthology dei Beatles tra il 1995 ed il 1996 che, nonostante le critiche controverse, ha consolidato ulteriormente il mito della più famosa band del Novecento.

Anche Vertical Man (1998) si è segnalato per il buon repertorio di brani, una ritrovata freschezza interpretativa ed un nutrito gruppo di all-star a supporto, tra cui Scott Weiland, Tom Petty, Alanis Morissette, Paul McCartney e George Harrison. Nell'album Ringo Starr ha fatto i conti col passato incidendo una nuova versione di Love Me Do, unico brano dei Beatles in cui - nell'incisione originale - non compariva ufficialmente alla batteria.

I Wanna Be Santa Claus, pubblicato nel 1999, è invece una raccolta di standard natalizi, in cui Starr ha riproposto la vecchia incisione dei Beatles Christmas Time Is Here Again ed altri classici. Due le canzoni nuove da lui composte, la title-track e Dear Santa.

Tra la fine del 2000 e l'inizio del 2001, l'antologia 1 dei Beatles, che raccoglie tutti i singoli "numero uno" ha raggiunto i primi posti delle classifiche di tutto il mondo, regalando a Ringo Starr un rinnovato momento di popolarità.

Il batterista ha continuato, nel frattempo, ad esibirsi regolarmente dal vivo con la sua All-Starr Band, il cui organico si è rinnovato annualmente. I momenti migliori dei concerti sono stati poi raccolti nel cofanetto The Anthology… So Far (2001), uscito per celebrare il decimo anniversario della formazione.

Nella primavera del 2003 Starr ha quindi pubblicato l'album Ringo Rama, a cui tra gli ospiti hanno partecipato Eric Clapton, David Gilmour e Willie Nelson. Più recentemente è uscito Choose Love (2005).

Nel giugno del 2007, tramite il suo sito ufficiale, Ringo ha annunciato il suo ritorno alla EMI, sua casa discografica dal 1962 al 1975. Primo segno tangibile di questa rinnovata intesa è stata la pubblicazione (il 28 agosto 2007) della raccolta "Photograph: The Very Best of Ringo Starr" che, un po' a sorpresa, ha riportato il suo nome nei Top 30 britannici, cosa che non accadeva dal 1974 quando uscì l'album Goodnight Vienna. Da tempo i fan chiedevano a gran voce una compilation che coprisse la sua intera carriera solista: "Photograph: The Very Best of Ringo Starr" soddisfa a tutti gli effetti questo bisogno, in quanto include una selezione di brani che va da Beaucoups of Blues del 1970 a Fading in fading out del 2005. Contemporaneamente all'uscita della raccolta sono stati pubblicati su iTunes i quattro album di Ringo per la EMI: Sentimental Journey, Beaucoups of Blues, Ringo e Goodnight Vienna. La collaborazione tra Ringo e la EMI si estende all'album pubblicato il 15 gennaio 2008, Liverpool 8, un' ode alla sua tanto amata città natale

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