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Biografia

“Qualcuno ci associa ai New Trolls o agli Ibis: niente di tutto questo. Non rinneghiamo il nostro passato che ha contribuito a farci crescere, ma il progetto che abbiamo in mente vuol prendere la sua strada. Del resto, neanche noi siamo più quelli di allora, sia anagraficamente, sia nei volti, nelle situazioni e, naturalmente, nella musica che suoniamo. Resta, però, il desiderio di rivisitare quel periodo che ha così profondamente segnato la nostra gioventù.
Il nostro management, e noi ci siamo trovati d’accordo su questo progetto. Abbiamo voluto chiamarlo UT, non solo dal titolo dell’album omonimo nel quale abbiamo suonato come New Trolls. “Ut” è una parola latina, la preposizione che esprime una finalità, un desiderio che noi per primi vorremmo si realizzasse. Ma “Ut” è, allo stesso tempo, la prima nota musicale, il DO della notazione gregoriana: quindi le radici profonde della musica, il desiderio di ripercorrerne le strade, di offrirla a chi vuole fermarsi con noi e riceverne, in cambio, la semplice umanità che è, dopo tutto, quella di cui oggi c’è davvero bisogno. Non per nulla “Do ut des”, che si può tradurre con “dare e ricevere” è il titolo del nostro prossimo lavoro.

Non è qualcosa di imposto, con i suoi tempi stretti, i suoi ritmi che avvolgono e, purtroppo, a volte soffocano il nostro essere uomini o donne: abbiamo voluto che l’aspetto “ludico” fosse fondamentale. Crediamo sia indispensabile a far sì che la gente, noi per primi, sia più unita: possono esserci diversità di vedute, però mai tali da portare al litigio. Abbiamo voluto che questa fosse la prima “clausola”, se così possiamo chiamarla, del nostro progetto. La pietra angolare su cui costruire per riassaporare le cose e la musica in primo luogo per noi, che la suoniamo e, naturalmente, anche per chi vorrà ascoltarla e condividerla. Continuiamo a pensare che l’aspetto di “comunione” è quello che più si addica alla musica: non si può suonare solo per sé stessi. Se la musica è un linguaggio, cercherà naturalmente le sue risposte e, certamente, le troverà: tante quanti sono quelli che la ascoltano.

Il nostro progetto, quindi, si configura come un laboratorio: un “work in progress” in cui, naturalmente, “Ut”, “Searching for a land”, “Canti d’innocenza – canti d’esperienza” avranno il loro spazio ma rivisitate, al di là di un gruppo che ha avuto mille vicissitudini, mille nomi, mille facce diverse… Perché, alla fine, quello che conta in un gruppo e lo fa esistere è la musica. Noi speriamo che trovi l’istante per toccare il cuore della gente e per restituirci il volto umano di tutti”.

Maurizio e Gianni

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