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Di solito, giunto a pubblicare il terzo album, un artista smette di essere un “caso” per diventare, a torto o a ragione, una realtà.

I Lombroso, neanche a dirlo, fanno eccezione. Perché sono “bigger than life”, come dimostra il titolo del loro terzo album.

Certo, sono passati sei anni dal loro esordio discografico, LOMBROSO, che risale al 2004, ma con UNA VITA NON MI BASTA il duo composto da Dario Ciffo e Agostino Nascimbeni continua a sorprendere e a rappresentare un “caso”, nell’intero panorama musicale italiano.

Difficile trovare in giro una band che faccia trasudare dai suoi lavori la stessa passione, lo stesso divertimento, la stessa bravura, la stessa ironia. I Lombroso sono istintivi, viscerali, eccessivi, malinconici, irrequieti, superficiali, profondi, in una parola esplosivi. E un caleidoscopio di emozioni e stati d’animo sono anche le canzoni contenute in questo album, che fotografa egregiamente il loro DNA fatto di incandescenti groove funky, di rock’n’roll ad alto tasso di Keith Moon & the Who, di beat italiano, di citazionismo “onnipossente” alla Frank Zappa, di furia invasata e sexy alla Prince, di sane melodie pop che avrebbero fatto la felicità di Mina e delle sue colleghe ai tempi di “Studio Uno”, di riff e cambi di scena degni del miglior “Rocky Horror Picture Show”, di tessiture ritmiche e vocali che raccontano egregiamente Beatles, Lucio Battisti, Otis Redding e l’eterna malattia del blues.

UNA VITA NON MI BASTA è un’enciclopedia del rock suonante, organizzata in canzoni che sanno di quotidianità, di euforia metropolitana e di scelte di vita talvolta violente in una città (Milano, Italia) sempre più difficile da frequentare e da riconoscere, persa nella sua frenesia presenzialista reale (discoteche, locali) e virtuale (Facebook). Più di ogni altra cosa, il lavoro dei Lombroso è “reale”, perché non lascia spazio a seduzioni o divagazioni di sorta, e perché la vita che non gli basta è proprio quella lì: la vita vera, fatta di emozioni, muscoli, sudore, incontri, girandole di possibilità e momenti di noia e depressione. La vita, insomma, e non le sue mille proiezioni mediatiche o hype.

Registrato alle Officine Meccaniche di Milano, UNA VITA NON MI BASTA vede come di consueto i Lombroso affiancati nelle loro peripezie musicali da un manipolo di amici/complici pronti a tutto, a cominciare dal loro produttore Taketo Gohara, per proseguire con Enrico Gabrielli (Mariposa, Calibro 35), Mauro Ottolini (Enrico Rava, Vinicio Capossela), Enrico Molteni (Tre Allegri Ragazzi Morti), Matteo Castiglioni (Bugo), Marco Ferrari (Gentlemen), Pacho (Morgan, Karma, Juan Mordecai), Federico Dragogna (Ministri) e Gianni Resta.

UNA VITA NON MI BASTA è un disco prezioso, perché regala certezze e voglia di uscire dal proprio seminato in tempi in cui dominano paura di mettersi in gioco, ansia, depressione e bigottismo. Pur con la consapevolezza che “il tempo non è sempre magnifico”, come titolano in una loro canzone, i Lombroso ci provano, e ti chiedono di provarci. La vita va vissuta con ironia e respirata a pieni polmoni, posseduta, cavalcata, sfiancata. E’ questo che prescrive lo spirito del rock’n’roll. Ed è per questo che, in tempi bui come questi, un gran disco di rock’n’roll è più prezioso dell’aria.

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