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Biografia

Progetto di musica Avant-Pop Cabarettistica attivo fra Macerata (dove nasce) e Milano dalla metà degli anni 80 all'inizio degli anni 90.

Nel 1984 si apre il capitolo Les Antipop da una idea di Rodolfo Borsella, Moreno Strappato e Mauro Negri in occasione di un memorabile concerto tenuto al Terminal di Macerata.
Trentacinque minuti di concerto, pezzi originali cantati da Rodolfo Borsella in un gramelot ingleseggiante, Moreno Strappato al basso con tazzina da caffè e Mauro Negri alla chitarra; divisa violacea e musiche sospese tra citazioni Velvet Underground e Jesus and Mary Chain, ma lontano da tutto ed in anticipop sul resto che verrà.
Dopo altri due concerti (a Montefano e a Polverigi) Rodolfo Borsella e Moreno Strappato decidono di dedicarsi ad altre cose e resta soltanto Mauro Negri a credere nel progetto Les Antipop.

Parte da qui la collaborazione con Maurizio Minestroni (Mines). Insieme i due decidono di stilare i punti chiave del nuovo progetto Antipop: la lingua italiana e l’impronta cabarettistica.

All'inizio i Les Antipop (1985-'86) non sapevano suonare. Ma per loro questo non era certo un buon motivo per rinunciare a far delle serate nei locali, davanti ad un pubblico. Le Esibizioni fatte di canzoncine e monologhi erano all’insegna del divertimento, dell’improvvisazione e della demenza ("la vita agra"), riuscivano a stupire e divertire.
Les Antipop si presentavano con una pessima strumentazione (basso senza corde, tastiere giocattolo, chitarre e amplificatori di pessima qualità); la situazione lasciava perplesso chiunque potesse immaginare di assistere ad un vero concerto.

Successivamente a questa fase iniziale (probabilmente la più divertente), “Les Antipop” iniziarono a collaborare con dei veri musicisti dando vita a più 'professionali' concerti-spettacolo (come “Gli Avi Bravi” o “Chi è come noi muore”), in cui tra una canzone e l’altra i protagonisti polemizzavano, in chiave comica, su un tema ricorrente: “chi non rientra in certi schemi, viene automaticamente eliminato”.

La musica dei “Les Antipop” rientrava (paradossalmente) nei canoni del “pop”, in quanto aveva come intento quello di parodiare (in chiave cabarettistica) la canzone pop. Difficile catalogare la loro musica in un genere preciso: citiamo la recensione di una nota testata giornalistica (“Faremusica” - 1991): “Demenziale, sorprendente, retrò, divertente, non si riesce a giudicare questo prodotto con i classici canoni che ci fanno decidere se una canzone è buona o no. L’atmosfera è decisamente d’effetto. Il testi ci fanno pensare alla produzione demenziale italiana più raffinata anche se le sonorità scelte non sono affatto scontate, anzi sono importanti quasi come il testo e ne fanno ottimo contorno.”

I Les Antipop parteciparono a svariate rassegne di carattere nazionale: finalisti alla prima edizione del Premio Città di Recanati del 1988, finalisti all’edizione del 1989 di Fare Musica (Palermo), Premio R.Gaetano del 1990, “Indipendenti-FAREMUSICA" 1991.

La produzione dei “Les Antipop” (1986-1991) comprende più di settanta canzoni (rimaste inedite), alcuni scketch cabarettistici, alcuni VHS (amatoriali) dei loro spettacoli e due demo-tape: “Ognuno è diverso-sopra a tutto noi” (1989) e “Mocker Aliens” (1991).

Collaboratori: Carlo Foschi, Francesco Galli, Ivano Lambertucci, Angela Allegrezza, Roberto Rossini, Sergio Vincenzoni, Fabio Fammilume, Angelo Casagrande, Andrea Vagnoni e Antonio Rotta.

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