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Biografia

I Labradford nascono a Richmond, Virginia, come un duo strumentale: Carter Brown (tastiere elettroniche) e Mark Nelson (chitarra e voce). Cominciano a suonare nel 1992, uniti dall'amore per i suoni più sperimentali e per il kraut-rock, la musica elettronica tedesca degli anni '70, che i due considerano "una vera e propria tradizione". La loro ricetta prevede l'uso contemporaneo degli strumenti tradizionali rock e delle moderne apparecchiature elettroniche.

Con il monumentale "Prazision", l'album d'esordio pubblicato l'anno successivo, i due scelgono la strada della sperimentazione più ardita, viaggiando su sentieri psichedelici, ambientali e industriali al tempo stesso. Tra divagazioni cosmiche alla Schulze, suite liquide alla Main e scansioni motoristiche alla Neu!. Un'ambientazione stellare appena sporcata da qualche iniezione di rumore e costellata di timbriche esili, loop ossessivi e droni elettronici. La voce è quasi solo un sussurro, è più una recitazione che un canto, come nel bisbiglio di "Splash Down" e "New Listening". Fa eccezione la soffice melodia di "Accelerating On A Smoother Road", brano strutturato più convenzionalmente in forma di canzone.

Il successivo "A Stable Reference" ("Album dell'anno" per molte riviste in Inghilterra) arricchisce la formula con effetti melodici in stile vagamente gotico e con cadenze ritmiche più accentuate, grazie anche all'innesto del bassista Bobby Donne. Smussati parecchi spigoli, la musica del trio diventa meno stratificata e più quieta. Echeggia, a tratti, il tema conduttore di "Twin Peaks", così come nel successivo e omonimo Labradford (1996), in cui aumenta anche la componente "ambient", nel solco della sempiterna lezione di Brian Eno. "Quello che ci interessa - raccontano - è trasmettere un senso di rilassamento, in modo che ognuno possa entrare in connessione con sé stesso".

"Mi Media Naranja", disco quasi interamente strumentale, continua il percorso di abbandono dei riferimenti più rock della band. E il recente "E Luxo So", melodico ed evanescente, tanto da indurre in una sorta di trance onirica l'ascoltatore, si presenta come il compendio del loro repertorio, con pregi e difetti. Può essere considerato il manifesto ideale di questa sorta di "cosmic-post-rock". Ma può anche apparire la cristallizzazione, al limite del manierismo, di uno stile che sacrifica talvolta l'emozione in un vortice di loop, campionatori e trance cosmiche.

Nel 2001 i Labradford hanno realizzato l'Ep Fixed::Context, quattro brani di puro ambient-post-rock, a cominciare dall'iniziale "Twenty", diciotto minuti di una lenta digressione rumorosa, silenziosa a tratti, inquietante. In maniera simile, la conclusiva "Wien " mantiene quell'aspetto di leggera tensione emotiva tipica del gruppo, mentre i due brani centrali mostrano il volto più quieto dei Labrafdord.

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