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Biografia

  • Data di nascita

    25 Settembre 1932

  • Luogo di nascita

    Toronto, Ontario, Canada

  • Data di morte

    4 Ottobre 1982 (età: 50)

Glenn Herbert Gould (Toronto, 25 settembre 1932 – Toronto, 4 ottobre 1982) è stato un pianista, compositore, clavicembalista e organista canadese.
È ricordato soprattutto per le sue registrazioni di musiche di Bach, ma anche Beethoven e Mozart.
Il cognome della famiglia paterna è sempre stato Gold, e tale rimane su tutti i documenti sino al 1938, mentre a partire dal 1939 il cognome stampato sui giornali, sui programmi e su altre fonti risulta essere quasi sempre Gould. Smise di esibirsi in concerto nel 1964, dedicandosi completamente alle registrazioni in studio per il resto della sua carriera.

Gould nacque a Toronto, Ontario. Imparò a suonare il pianoforte dalla madre, il cui nonno era cugino di Edvard Grieg, poi frequentò il Royal Conservatory of Music di Toronto dall'età di dieci anni, e vi studiò pianoforte con Alberto Guerrero, organo con Frederick C. Silvester, e teoria musicale con Leo Smith.
È del 1945 la sua prima esecuzione pubblica (all'organo) e dell'anno successivo la sua prima apparizione con un'orchestra (la Toronto Symphony Orchestra) con l'esecuzione del Concerto per pianoforte No. 4 di Beethoven. Il suo primo concerto seguì nel 1947, e la prima trasmissione radiofonica per la CBC avvenne nel 1950. Questo fu l'inizio di un lungo rapporto con la radiofonia e con le sale da registrazione in genere.
Nel 1957 Gould si recò in tournée in Unione Sovietica. Fu il primo nord americano a suonarvi dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Il 10 aprile del 1964 Gould tenne l'ultimo concerto pubblico, a Los Angeles in California e per il resto della sua vita si concentrò sui propri altri interessi: registrazioni, scrittura, trasmissioni radio, documentari e composizioni, che tuttavia furono poche.
Gould morì nel 1982 a Toronto dopo aver subito un ictus. È sepolto nel cimitero di Mount Pleasant, a Toronto.

Gould è noto per la sua viva immaginazione musicale e gli ascoltatori hanno sempre considerato le sue interpretazioni come qualcosa di eccezionale, che vanno da un qualcosa di brillantemente creativo fino ad arrivare in certe occasioni all'apertamente eccentrico.
La sua interpretazione è stata caratterizzata da una grande chiarezza e cristallinità, con una maniacale pulizia delle note, in particolare nei passaggi di contrappunto. Gould visse in un momento in cui predominava un approccio che enfatizzava la grandiosità e in un certo senso la pesantezza delle esecuzioni di Bach, fatto che risaliva addirittura al XIX secolo, ma ancora ben presente sulla scena musicale. Ecco perché, in confronto, molti ascoltatori trovarono l'approccio di Gould come molto più leggero e gradevole, perfino rivelatorio. Lo stile di Gould molto probabilmente ha influenzato i pianisti successivi che hanno suonato Bach, ad esempio in modo considerevole Andras Schiff.
Gould aveva una tecnica formidabile, che gli permetteva la scelta di tempi molto veloci pur mantenendo sempre la separazione e la chiarezza di ciascuna nota. Faceva parte di questa tecnica l'assumere una posizione estremamente bassa rispetto allo strumento. Come evidenzia Charles Rosen, questa postura non è assolutamente indicata per chi volesse suonare alla maniera del secolo precedente, privilegiando la musica a più alto volume, cosicché Gould a volte dovette falsare certi effetti nelle sue esecuzioni registrate di Liszt con il ricorso all'overdubbing (sovrapposizione delle tracce audio). Tuttavia, permetteva di raggiungere risultati eccellenti per la musica che Gould suonava e che era scritta in origine per il clavicembalo.

Gould ricercava un'esecuzione priva di sforzo, agile e ben articolata anche nei passaggi più rapidi; per molti versi affine a quella ottenibile sulla tastiera di un clavicembalo che è intrinsecamente più leggera e veloce di quella del piano.
I suoi principali obiettivi musicali erano la chiarezza del fraseggio, l'evidenza delle voci nel contrappunto e l'espressività del timbro. Le sue inusitate scelte di stile e di repertorio lo indussero sempre a ricercare, in maniera persino ossessiva, pianoforti dalla meccanica rapida e scattante, e con un suono che rispondesse il più possibile alle sfumature del suo tocco.
In questo era assecondato dai suoi accordatori e tecnici di fiducia, tra i quali Verne Edquist, ai quali chiedeva insistentemente di intervenire sulla meccanica dei pianoforti in maniera da esaltarne all'estremo la rapidità di risposta e la varietà timbrica, anche al costo di sacrificare altre qualità dello strumento, come ad esempio la potenza e la gamma dinamica.
Queste ultime caratteristiche erano invece assai care al tipico pianista concertista suo contemporaneo, che aveva la necessità eseguire in grandi sale da concerto, (e non nell'intimità della sala da registrazione, che gradualmente diventò sempre più l'ambiente di riferimento per Glenn Gould) repertori ampiamente dedicati alle opere dei romantici (tra cui Beethoven, Chopin, e soprattutto Liszt): brani generalmente assai più percussivi ed energici rispetto ai generi che Gould prediligeva.

Il suo punto di vista peculiare e controcorrente gli causò profondi e costanti contrasti con la Steinway, casa costruttrice tra le più blasonate, alla quale era legato contrattualmente sin dagli inizi della carriera. La Steinway vantava come punti di forza dei propri strumenti esattamente le caratteristiche che Gould meno apprezzava: la brillantezza degli acuti, la potenza dei bassi, la robusta "voce" che consentiva ai solisti di riempire le grandi sale da concerto. Gould pertanto si dichiarava sistematicamente insoddisfatto degli strumenti da concerto che gli venivano proposti, e dal canto loro i tecnici specializzati della Steinway trovavano le contestazioni di Gould abbastanza incomprensibili, frutto fondamentalmente della sua eccentricità. Steinway garantiva a Gould, come agli altri "artisti Steinway", notevolissimi vantaggi: tra cui pianoforti da concerto in comodato d'uso ed un'assistenza meticolosa e puntuale, a patto che non utilizzasse strumenti di altri costruttori: uno status di grande privilegio, al quale i pianisti (Gould non escluso) difficilmente rinunciavano, nonostante le occasionali disavventure. Né Gould poteva sperare, abbandonando la Steinway, che era pur sempre una casa costruttrice di primissimo livello, di trovare lo strumento che cercava altrove: i timidi e segretissimi tentativi di contatto con altri costruttori si erano sempre rivelati vani. Dal canto suo la Steinway era fortemente intenzionata a tenersi stretto il pianista nordamericano più noto e talentuoso, benché fosse sovente tanto eccentrico ed esigente da risultare insostenibile. Pur nell'alternanza di momenti di pacifica collaborazione ed altri di mutua insopportazione, questo tormentato rapporto si protrasse fino agli ultimi anni della vita dell'artista (che però utilizzò per alcune delle sue ultime incisioni, tra cui la seconda incisione delle Variazioni Goldberg, uno Yamaha)

Tra i suoi strumenti prediletti va ricordato l'amato Steinway CD 318, incontrato per caso e poi lungamente perfezionato da Edquist, che incarnava il suo strumento ideale; contro l'opinione avversa di tutti i tecnici da concerto della Steinway, che lo consideravano unanimemente un piano vecchio e malandato e sicuramente non all'altezza degli strumenti di punta della casa, che invece Gould detestava.
IL CD 318 è stato il pianoforte degli anni più fertili della carriera di Gould.
Questo strumento rimase gravemente danneggiato durante un trasporto, di ritorno da Cleveland dove era stato spedito in previsione di un concerto (che Gould aveva fatto annullare in extremis).
Curiosa coincidenza, proprio un viaggio a Cleveland, ed un incidente analogo, erano stati fatali per un altro Steinway modello CD che era stato caro a Gould prima di incontrare il 318. È possibile che proprio questo precedente sinistro avesse indotto Gould, incline a comportamenti superstiziosi, ad annullare il concerto; va comunque detto che annullare i concerti era diventato via via sempre più consueto per Gould, nel suo progressivo distacco dal mondo delle esecuzioni dal vivo.
Solo dopo anni di restauri e di tentativi, solo in parte fruttuosi, di riportarlo allo stato di grazia a cui lo avevano condotto i precedenti anni di affinamento, Gould si arrese alla necessità di utilizzare per le incisioni uno strumento diverso. Nonostante il danneggiamento Gould aveva comunque continuato ad incidere sul 318 (ad esempio, le Suites Inglesi di Bach sono registrate sul 318 restaurato), per il quale non riusciva ad individuare nessun possibile sostituto. Quando terminò il contratto di comodato con la Steinway, Gould riscattò il CD 318 per evitargli la rottamazione a cui era certamente destinato. Attualmente il pianoforte è esposto in una sala dedicata a Gould alla National Library of Canada di Ottawa, insieme alla altrettanto famosa sedia pigmea.

Gould fece la prima registrazione ufficiale per la CBS nel 1955. Egli aveva scelto di registrare le Variazioni Goldberg di Johann Sebastian Bach. Il manager della sezione "musica classica" della Columbia, David Oppenheim, era inizialmente perplesso su questa scelta dal momento che si trattava di letteratura colta e ricercata. Le Goldberg erano state infatti registrate al clavicembalo da Wanda Landowska nel 1933 e nel 1946 rispettivamente per la His Master's Voice britannica e per la RCA Victor e erano state un piccolo bestseller del momento, tanto che la registrazione che ne aveva fatto al pianoforte Claudio Arrau nel 1942 per la RCA venne bloccata dalla stessa etichetta discografica per non compromettere l'edizione della Landowska (l'edizione Arrau uscirà poi in CD nel 1988). E tuttavia le precedenti incisioni della Landowska avevano pesantemente contribuito a saturare un target comunque di nicchia. Da qui le perplessità di Oppenheim.
Le Variazioni furono composte per un clavicembalo a doppia tastiera, pertanto le difficoltà esecutive erano assai amplificate sul piano, a causa della meccanica più pesante ed impegnativa e dei funambolici passaggi con le mani incrociate o sovrapposte resi necessari dalla tastiera unica. In realtà, per Gould, era un pezzo con cui veniva associato strettamente, tanto che esiste una registrazione mono del 1954, recentemente ripubblicata e Gould suonava le Goldberg in tutto o in parte in molti dei suoi concerti. Forse un segno del destino, tanto che una delle sue ultime registrazioni è stata di nuovo quest'opera bachiana, uno dei pochi pezzi che Gould abbia registrato due volte in studio. Entrambe le registrazioni sono state acclamate dalla critica, anche se (o forse proprio perché) molto diverse l'una dall'altra: la prima altamente energica e spesso con tempi frenetici, la seconda più lenta e più introspettiva.
Gould registrò molte altre opere di Bach per strumenti a tasti, tra cui il Clavicembalo ben temperato in versione completa e i concerti per clavicembalo. La sua unica registrazione all'organo consiste in circa metà de L'arte della fuga.
Gould ha inciso anche brani per pianoforte di altri importanti compositori, sebbene sia stato molto critico su alcuni, tra cui Mozart. Era orgoglioso di alcune parti meno conosciute del suo repertorio, come le prime musiche per strumenti a tastiera di Orlando Gibbons, ha inoltre registrato delle esecuzioni molto apprezzate dalla critica, di brani altrimenti poco conosciuti come quelli di Jean Sibelius, Richard Strauss e Paul Hindemith. Notevole è anche la registrazione dell'opera completa per pianoforte di Arnold Schoenberg.
Un'incisione di Gould del Preludio e Fuga in Do, No.1 dal primo libro del Clavicembalo ben temperato è stata indicata dal comitato presieduto da Carl Sagan presso la NASA come una delle più grandi conquiste dell'umanità. La registrazione si trova sul Voyager Golden Record, un disco di rame placcato d'oro di 30 cm (12 pollici) contenente suoni e immagini scelti per descrivere la varietà di vita e cultura sulla Terra. Il disco è stato collocato sulla navicella Voyager 1, che ora sta procedendo nello spazio interstellare ed è l'oggetto prodotto dall'uomo più distante dalla Terra.

Gould l'eccentrico

Glenn Gould spesso canticchiava mentre suonava, e i suoi tecnici del suono non sempre sono riusciti con successo ad escludere la voce dalle sue incisioni. Gould affermava che il suo canto era qualcosa di involontario, e che cresceva proporzionalmente all'incapacità del pianoforte di realizzare la musica esattamente come egli la intendeva.
Gould era anche noto per i suoi particolari movimenti del corpo mentre suonava e per la sua insistenza nel seguire una precisa routine. Suonava nei concerti sempre e solo seduto sulla sedia pieghevole che suo padre, Bert Gould, aveva costruito, e continuò ad utilizzarla anche quando questa era quasi completamente consumata. La sua sedia è così strettamente identificata con la sua figura, da essere in mostra in un posto d'onore in una teca di vetro nella Biblioteca Nazionale del Canada. Lui stesso dichiarò in un famoso video che la sedia gli era "molto più vicina della stessa musica di Bach". L'importanza di questo oggetto è dimostrata anche dal fatto che l'Estate canadese detentrice dei diritti su Glenn Gould ha individuato solo nel 2006 la società a cui affidare la sua riproduzione ufficiale (http://www.glenngould-chair.com).
Sono in molti a ritenere che Gould fosse affetto dalla Sindrome di Asperger. Egli morì prima che questa fosse inclusa nel DSM-IV, il principale manuale di riferimento per i disordini mentali utilizzato negli Stati Uniti, al 299.80. Molti tra i pazienti affetti dalla sindrome di Asperger posseggono abilità straordinarie in alcuni campi.

La sua produzione, pur molto ristretta, comprende brani di notevole spessore come il Quartetto per archi op.1 e l'umoristico So You Want to Write a Fugue? per 4 voci SATB e quartetto d'archi, una scanzonata esortazione rivolta ipoteticamente a se stesso a cimentarsi con una fuga - il brano in questione - ponendo l'attenzione sui tranelli e le difficoltà che questo procedimento comporta. Curò inoltre alcune trascrizioni da Richard Wagner. Tali trascrizioni, peraltro bellissime, comprendono il Preludio del I atto de "I maestri cantori di Norimberga", il "Crepuscolo mattutino e Viaggio di Sigrifido sul Reno", tratti da "Il crepuscolo degli dei", ed infine l'"Idillio di Sigrifido", di cui ha anche diretto la versione originale per 13 strumenti.

Meno note, ma comunque apprezzate dalla critica, sono le registrazioni di Gould per i documentari radiofonici. Di notevole interesse è la sua Solitude Trilogy (Trilogia della solitudine), che è composta da The Idea of North (L'idea del Nord), una meditazione sul Nord e sulla sua gente; The Latecomers (I ritardatari), su Terranova; e The Quiet in the Land (Il riposo in campagna), sui Mennonites a Manitoba. Tutti e tre utilizzano un tecnica che Gould chiamò "radio a contrappunto", per cui molte persone si sentono parlare insieme nello stesso momento. Secondo il suo co-produttore Lorne Tulk, egli dapprima aveva utilizzato questa tecnica solo per un'evenienza, dal momento che si era accorto che aveva materiale in eccesso per quattordici minuti per L'idea del Nord. È questa tecnica, combinata con la sua straordinaria abilità nella revisione e nel montaggio musicale e nell'uso delle tecniche di registrazione anche delle conversazioni ordinarie a rendere unici i suoi documentari, anche considerando l'epoca nella quale sono stati realizzati, quando non esistevano certe tecniche di elaborazione digitale dei suoni.

Essenziale per la comprensione delle scelte estetiche del pianista, la sua attività di saggista spazia dalla musica rinascimentale (Orlando Gibbons è il suo autore preferito, a quanto afferma nell'articolo "Glenn Gould interviews himself about Beethoven") a quella contemporanea (John Cage). La sua penna intelligente e provocatoria ha scritto su riviste, copertine di dischi e programmi di sala, sempre gettando una nuova e personalissima luce sui grandi compositori e le loro opere. Discutibili fin che si vuole, a questi saggi brevi non manca mai la fiamma dell'idea, dell'ironia, addirittura del divertimento. Famose sono le interviste a sé stesso, che hanno dato spunto anche ad uno dei "piccoli film" citati più sotto. Molti di questi scritti, tra cui il citato "Glenn Gould interviews himself about Beethoven", sono raccolti, in Italia, nel volume L'ala del turbine intelligente, edito da Adelphi.

Glenn Gould ha ricevuto molte onorificenze durante la vita e anche dopo la morte. In occasione dell'uscita della prima incisione per la CBS, nel 1955, la stampa d'oltreoceano scriveva già di un fenomeno Gould: non è un caso se le Variazioni Goldberg, capolavoro di Bach semisconosciuto ai più fino a quel momento, sia balzato in testa alle classifiche delle vendite, superando una delle hit di Louis Armstrong. Il quotidiano New Yorker scrisse di lui: "un Marlon Brando del pianoforte". Nel 1983, è stato incluso nella Canadian Music Hall of Fame. Nel 1983 lo scrittore austriaco Thomas Bernhard ha scritto un libro di finzione sul personaggio Gould (Il soccombente, ed. Adelphi), nel quale il pianista canadese è oggetto di ammirazione e di ossessione da parte di un suo collega non altrettanto grande. Nel 1993 è stato il soggetto di un film premiato dalla critica, Trentadue piccoli film su Glenn Gould (Thirty Two Short Films About Glenn Gould) di François Girard.

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