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Giuseppe Cucè
“La mela e il serpente”
“L’album d’esordio”

“La mela e il serpente” è il primo progetto discografico del cantautore catanese Giuseppe Cucè.
Si tratta di un’ambiziosa ed originale proposta musicale nella quale viene affrontato il tema dell’imperfezione dell’uomo che, smarrito nella società di oggi e senza più riferimenti, ricerca affannosamente il proprio cammino.
Un vero e proprio viaggio che permetterà di ritrovarsi (con il proprio io e con gli altri) giungendo alla fine del viaggio consapevoli di aver “vissuto” appieno dalla partenza alla meta.
Così, Giuseppe Cucè si trova in bilico tra “la mela e il serpente”; tra il bene ed il male; tra il sentimento e la ragione; tra la rinuncia e la tentazione e si mette “a nudo” raccontandosi in “toto”.
Un viaggio anche artistico che partendo dall’oriente, attraverso sonorità mediterranee, condurrà il cantautore nella sua città natale, Catania, terra di mille contraddizioni rappresentate essenzialmente dal dualismo acqua/fuoco con il quale ogni catanese deve imparare a convivere.
La passione per la musica cresce negli anni e proprio nel periodo di “maturità artistica” Giuseppe Cucè decide di condividere con il pubblico i suoi pensieri, le sue incertezze, la sua passione per la vita: nasce nel giugno 2008 in uno studio di registrazione etneo insieme alla collaborazione della straordinaria cantautrice Gabriella Grasso e Riccardo Samperi, il suo primo lavoro discografico.
L’album “La mela e il serpente”, in uscita il 26 giugno per TRP Music, è anche un bell’esempio di “caparbietà e perseveranza” che dimostra concretamente come si possa riuscire a realizzare il “sogno di una vita“ per la sola voglia di condividere con il pubblico della buona canzone d’autore.
La genuinità del prodotto discografico rispecchia il legame e l’amicizia che legano Giuseppe Cucè ai suoi musicisti: Francesco Bazzano (percussioni); Gabriella Grasso (chitarre); Claudio Bertuccio (chitarra acustica); Francesco D'amico (basso acustico); Adriano Murania (violino); Giancarlo Parisi (bansuri e zammaruni); Alessandro Longo (violoncello); Marcello Leanza (flauto traverso e sax soprano).

«Dopo un lungo periodo trascorso ad esibirmi nei locali con le cover di altri artisti, mi è venuto naturale mettermi in gioco con un disco di miei inediti», spiega Giuseppe Cucè. «Oserei definirla un “urgenza” a cui non ho potuto resistere».

«Lo stolto indietreggia mentre il saggio si rallegra e prosegue per la sua strada». Questa massima buddista, adottata da Giuseppe Cucè, riassume il “senso” delle sue scelte ed apre l’ascolto del cd “La mela e il serpente”

“LA MELA E IL SERPENTE”: TRACKLIST CON IL COMMENTO DI GIUSEPPE CUCÈ BRANO PER BRANO

CUORE
“e vedrò tutte le ombre nei colori che dipingerai nei tuoi occhi, vivrò…restando in bilico e in armonia e senza inganni”
E’ difficile “raccontare” il “cuore” di ognuno di noi “mettendo a nudo l’anima” senza banalità. La scelta del ritmo non è certo casuale: il tango racchiude in se passionalità , schiettezza e colore!

LA BALLATA DI UN FIORE
“Tatuare un pensiero sui petali”
Una ballata di altri tempi, dal gusto mediterraneo, pulita e limpida nei testi e negli arrangiamenti, che si sofferma sul senso della vita.

OFFESE feat. Gabriella Grasso
“viaggeremo tra le nostre emozioni, pur non sapendo dove andare, troveremo una ragione alle offese anche se è dura da ingoiare”
Nei brani di Giuseppe Cucè fondamentale è il “tema del viaggio” inteso come “ricerca di se stesso” che porterà l’individuo a maturare l’idea di superare le offese andando oltre la “sete di vendetta”.

FARFALLE
“Guardami negli occhi ancora un po’, in lontananza sai che ti vedrò e un temporale scoppia dentro me….”
La semplicità del testo si contrappone al ritmo del brano che “viaggia” veloce affidando all’assolo di flauto il volo delle farfalle………chi non ha mai provato “le farfalle nello stomaco ad un amore a prima vista”!

VERSO L’ORIENTE
“Camminerò sulle nuvole verso l’oriente, su spazi aperti andrò dove nevicano i petali di un mandorlo in fiore”
La sofferenza di un uomo che affronta un viaggio verso la speranza e la vita consapevole che prima o poi il sogno può svanire per sempre. Il sax soprano e la chitarra classica con la loro eleganza e delicatezza evocano paesaggi orientali surreali.

LA SPOSA
“Quella vecchina triste che dal suo bel davanzale fa un cenno con la testa al giorno che se ne andrà”
Una delicata “protesta” verso una “società” costituita principalmente da un popolo che non “riconosce” e gratifica la “memoria storica” del mondo in cui viviamo: gli anziani.

LA MELA E IL SERPENTE
“Come la mela e il suo serpente
spegni il fuoco
brucia la mia pelle”
Sonorità dal sapore marocchino che si amalgamano alle ballate greche, l’autore si trova in bilico tra “la mela e il serpente”; tra il bene ed il male in una danza di suoni che lo condurranno a scegliere tra il sacro e il profano.

GHIACCIO SUL FUOCO
“Non resterò seduto aspettando
che un sogno svanisca in un soffio di vento”
I sogni sono l’energia vitale di ogni essere umano. Anche quelli che non si realizzano, perché comunque sono uno stimolo ad agire per migliorare la propria esistenza. Un uomo senza sogni è un uomo senza aspirazioni, speranze, ideali, obiettivi sempre nuovi da conquistare… è un uomo finito.

VEDRAI VEDRAI
( Cover di Luigi Tenco )

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