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Biografia

  • Data di nascita

    1960 (età: 57)

Da sempre il trombettista francese (ma nato in Svizzera il 3 aprile 1960) Erik Truffaz fa parte a quella categoria di musicisti che continuano a scoprire la musica trovandosi in un'atmosfera di partenza. Sia come mago modale nel mondo di Miles Davis ("Out Of The Dream"), sia come capo della sua spedizione musicale tra Jazz, HipHop e Drum&Bass - mai si è fermato in un angolo musicale. E quindi è evidente che il 39enne fa nuovamente sperimenti musicali sul suo nuovo album "Mantis" formando non solo un nuovo quartetto ma avventurandosi per la prima volta anche nei suoni misteriosi del Nordafrica.

"Mantis" assomiglia nella sua libera e aperta struttura al musicista stesso: un uomo che apre le braccia, abbraccia il mondo per portarle poi in un posto migliore. "Mantis" è una piattaforma aperta nella quale si incontrano musicisti con le più varie influenze musicali e culturali. C'è per esempio Mano Codija, il chitarrista che Truffaz conosce sin dalla sua gioventù quando si interessava ancora principalmente per la musica rock, per quella jazz invece poco. Ed è vero: è innegabile la presenza di elementi rock sul nuovo album dell'artista. E non per caso la formazione di Truffaz alla quale oltre a Codija ci fanno parte Michel Benita (contrabbasso) e Philippe Garcia (batterie) firma proprio come quartetto Ladyland.

Un ulteriore elemento fondamentale di "Mantis" è il silenzio: in tante parti dell'album si incontrano generosi momenti di silenzio e leggeri e abbozzati arrangiamenti. In tal modo nascono nuovi spazi per apparizioni straordinari di musicisti come Anour Brahem (oud) e Mounir Troudi, maestro cantore della Tunisia. Sia Brahem che Troudi lavorano con poche ma persistenti note. Sembra proprio come si formasse un nuovo mondo contrario a quello nostro quotidiano e cacofonico - i momenti di silenzio diventano pezzi di preziosa infinità.

Appare che Erik Truffaz si distacchi definitivamente dagli elementi contemporanei del dance e dell'elettronica che erano regolarmente presenti sui suoi ultimi album. Tuttavia Truffaz, non appena conclusi i suoi studi al Conservatoire de Chambéry, si è profilato prima di tutto come versato strumentista nella linea tradizionale di Chet Baker, Kenny Dorham, Booker Little, Kenny Wheeler e Miles Davis. Nel 1992, successivamente alla formazione del suo primo quintetto, Truffaz e la sua formazione si trovano sui palcoscenici internazionali tra i quali anche quelli della Russia e dell'Africa occidentale. L'anno successivo gli è conferito il premio straordinario della giuria del "Paris Concours National de Jazz", che comporta numerosi inviti ad apparizioni straordinari - ne fanno parte inviti ai festival di Montpellier, Paris e Montreux nonché 15 concerti in Brasile.

"Nina Valeris", album di debutto di Truffaz del 1994, e il debutto presso la Blue Note, "Out Of A Dream" (1997) sono caratterizzati da una certa e curata portata tradizionale. Sui successivi due album,"The Dawn" (1998) e "Bending New Corners" (1999), si riconosce poi un vera e proprio amore per gli esperimenti e collabora persino con un rapper, Sens Unik. E non basta: sull'ultimo l'album "Revisité" uscito nella primavera del 2001 si trovano una selezione di brani dei suoi precedenti album remixati dai principali rappresentanti dell'elettronica tra cui Alex Gopher, Mobile in Motion, Pierre Audédat e il vecchio maestro Pierre Henry.

"Mantis" è indubbiamente l'album più magico e rilassato di Erik Truffaz e lo compone, senza alcuna pressione da parte della casa discografica, già nel gennaio 2001. E comunque fa parte di un mondo repentinamente diventato riflessivo. Se questo lo si può definire Jazz o meno: la musica di "Mantis" di Erik Truffaz vi porta in un posto immaginario dove si vivono libertà e tolleranza.

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