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Biografia

I Disclose sono un gruppo d-beat da Kochi, nel Giappone. L'influenza dei Discharge è chiara sia nella musica che nei testi, che parlano di guerra nucleare e delle sue conseguenze. La band aveva al suo attivo 4 lp, 3 cd e innumerevoli 7'' prima di sciogliersi a causa della morte del frontman Kawakami, a causa di un abuso di alcol e sedativi. Rimangono uno dei gruppi punk del Sol Levante più famosi ed influenti con Gauze e Stalin.

I modenesi Disclose, attivi dal 2004 e che puntano non solo sulla pesantezza della musica ma anche sull’impatto dei testi (ed effettivamente sfogliando il booklet, e dando un occhio all’artwork, la cosa si nota abbastanza). La band ci propone un nu metal di scuola abbastanza ortodossa, che parte dal ’99 e arriva fino ai giorni nostri (anche se non c’è ombra di influenze *core, e questo è positivo in un platter del genere), inglobando quindi Korn, Deftones e i Linkin Park di ’Hybrid Theory’, soprattutto per quello che riguarda le melodie dei refrain.
Eclipsed Vision’ è un disco tutto sommato fresco, al passo coi tempi, ben suonato, composto e prodotto, e mette i Disclose tra le band di punta in fatto di nu metal.

Bravi e potenti.

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I Disclose sono una band italiana nata a Modena 4 anni fa. Il tratto distintivo di questa band sta proprio nel non averne, la sua musica riesce a spaziare sapientemente attraverso una grande varietà di sound senza mai esagerare negli estremismi. I Disclose sono riusciti a trovare il giusto equilibrio tra sperimentazione e concretezza in modo da non perdere mai il filo conduttore dei brani e in generale dell’album. Eclipsed Vision colpisce subito per l’artwork: un disegno copertina post apocalittico di condanna verso un mondo violento il cui motore è il denaro. Il disco, che dalla copertina ci si aspetterebbe essere puro industrial, si apre con “The Small Garden”, un pezzo violento e ritmato, vicino, soprattutto nella parte iniziale, alle sonorità Nu-metal dei primi Korn. Nella parte centrale il brano acquista invece un ritmo spezzato molto più vicino a influenze progressive per ritornare, in chiusura, alle atmosfere dell’inizio. “My Protection”, la seconda traccia, risulta ritmata e potente con un ritornello facile da ricordare, ma molto più interessante, a mio avviso, è “No Eyes on My Face”. Qui i Disclose mostrano tutta la loro creatività riuscendo a mischiare sonorità dolci con un crescendo che sfocia sul finire nel growl. A mio parere questa band risulta così varia perché riesce a dare il giusto spazio a tutti gli strumenti, la melodia di “Shades Of Blindness” è sorretta principalmente dalle chitarre, nella sopracitata “No Eyes on My Face” è, invece, la voce a far da padrona. Il miglior brano dell’album arriva proprio nel mezzo, “Touchin’ My Ghost” vicino allo stile degli ultimi Voivod è davvero un brano riuscito. Un’altra canzone da notare è proprio l’ultima “Ruinous Fall” l’alternanza tra tranquillità e violenza riesce a chiudere perfettamente un album che vola in un soffio. I Disclose sono riusciti a creare un ottimo lavoro, tante canzoni veloci e significative, un’ottima preparazione tecnica della band e la consapevolezza di essere solo all’inizio: spero di vederli presto dal vivo.

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