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Shine è un album di Cyndi Lauper, pubblicato solo in Giappone nel 2001

Shine era pronto già nel 2001, con 12 canzoni:
1.Shine
2. It's Hard To Be Me
3. Madonna Whore
4. Wide Open
5. Rather Be With You
6. Who Let In The Rain? (New Version 2001)
7. Comfort You
8. Eventually
9. Valentino
10. This Kind Of Love
11. Higher Place
12. Water's Edge
13. I Miss My Baby
ristampato nel 2004 come EP con solo 5 canzoni .
Non sapendo del fallimento che da lì a poco avrebbe investito la casa discografica, la promozione dell'album "Shine", prima della sua pubblicazione, era già cominciata, con canzoni quali "Shine" e "It's Hard to Be Me". A causa del fallimento della Edel, svanì piano piano l'idea che era possibile pubblicare "Shine" in tempi brevi, supportati da un'altra casa discografica che avrebbe garantito una buona promozione.

Anche Roxette, per esempio, legata alla Edel (solo per gli USA ed il Canada), nel 2001 avrebbe dovuto pubblicare "Room Service".

Cyndi Lauper volendo riprendersi i diritti, che legavano il proprio album alla casa discografica Edel, nel 2002 pubblica un EP con la Oglio Records; resasi conto che, in effetti, sarebbe stato inutile cercare ancora di pubblicare "Shine", sapendo anche che molti dei brani dell'album, erano già stati fatti circolare in rete. Oltre "Shine" e "It's Hard to Be Me", presentati in vari show-tv, l'EP presenta anche "Madonna-Whore" e "Water's Edge", altre 2 canzoni, insieme alla versione-remix «The Illicit Mix» di "Shine".

Nel 2002, Cyndi Lauper ha declinato l'offerta fatta da Anna Nicole Smith riguardo l'uso di "It's Hard To Be Me", nel reality show The Anna Nicole Show (2002). Inoltre, dal film "Terror Island" Cyndi Lauper, oltre a comporre le musiche, utilizza la canzone "Water's Edge".

Nel 2003 la Oglio Records, durante la partecipazione di Cyndi Lauper come supporter, al "Farewell Tour" di Cher, pubblica in supporto all'EP, anche "Shine Remixes", un MAXI CD con cinque remixes del brano "Shine", accompagnati anche da "Higher Plane", un altro inedito.

Sia "Shine" che "It's Hard to Be Me" sono presenti nella scaletta del concerto di New York a Townhall: "Live… At Last", pubblicato in DVD, nel 2004.

In Giappone dove Cyndi Lauper è ancora sotto contratto con la Epic/Sony, viene pubblicato l'album "Shine"; questa volta, con l'aggiunta di una bonus track, "I Miss My Baby". "Shine" diventa così un'esclusiva tutta giapponese, essendo l'unico paese, il Giappone, ad aver pubblicato un album reperibile da nessun'altra parte.

"Shine" è un album pop-rock, filtrato con un tono più o meno marcato, sia da elementi di musica elettronica, presenti nella maggior parte delle canzoni, che strumenti come il sitar ed il fiddle.

Le canzoni non sono legate l'una all'altra da un tema in particolare, ma spaziano su argomenti di ogni tipo.

Si parte da "Shine", una canzone "up-tempo" molto simile concettualmente, quasi una falsa riga, della canzone "True Colors" che la Lauper ne ha sempre lodato il successo. Il testo di "Shine" è molto semplice, da risultare quasi infantile; l'arrangiamento lascia un po' a desiderare ma è una canzone che nel suo complesso rimane impressa. Memorabile è la performance di questa canzone che la Lauper fa insieme alla sua band accompagnati da un'orchestra nel programma "Pop Goes The 4th" del 2001, mandato in onda dalla rete televisiva A&E.

"It's Hard to Be Me" un brano di autocoscienza in cui la Lauper si mette in discussione e critica il giudizio negativo che gli altri hanno su di lei. "It's Hard to Be Me" è stata scritta dopo alcuni eventi, prendendo spunto anche dal processo di Anna Nicole Smith. In alcuni concerti Cyndi Lauper è caduta accidentalmente dal palco: questo episodio ha indotto a riflettere e a formulare un pensiero molto semplice: "It's Hard to be me" (È difficile essere me). Malgrado il tipo di arrangiamento che ha nell'album, "It's Hard to Be Me" è molto ben riuscita nelle esibizioni live, dove riacquista un tono di un certo spessore, con uno stile rock che rieccheggia, se si vuole, anche al punk.

Nell'album "Shine" viene ripreso, con un nuovo arrangiamento, anche "Who Let In The Rain", in origine dall' album "Hat Full of Stars", del 1993.

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