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Technical Ecstasy è il titolo del settimo album dei Black Sabbath, pubblicato nel 1976.

Technical Ecstasy determina un chiaro distacco da parte della band dalle sonorità massicce dei primi album (soprattutto di Paranoid e Master of Reality), per avvicinarsi ad un sound più duttile arricchito da tastiere, sintetizzatori e musica d'orchestra. A causa di ciò l'album, pur venendo premiato con un disco di platino in patria e uno d'oro negli Stati Uniti, è stato oggetto di discussioni da parte dei fans della band (tanto da essere considerato da più critici come uno degli album meno riusciti dell'era Ozzy) che, già perplessi delle sperimentazioni iniziate negli album precedenti (in Sabbath Bloody Sabbath e Sabotage), continuarono a disilludersi dello stile iniziale dei Black Sabbath.

In realtà è probabile che intravisti certi limiti concettuali del genere metal tradizionale che involontariamente avevano contribuito largamente a creare, e con cui iniziavano forse a sentirsi intrappolati Yommi in particolare, la band cercò di evolversi verso direzioni inesplorate. Purtroppo ciò avvenne esattamente quando il grande pubblico aveva iniziato a identificarsi nel genere metal e a elaborare tutta quella sottocultura che diventerà tipica del genere stesso negli anni '80.
Da considerare sicuramente che l'effetto negativo dell'incrinarsi dei rapporti tra il più conservativo Osbourne e Yommi, invece sempre più propenso a accettare nuovi rischi creativi, contribuì a compromettere quell'alchimia creativa che invece aveva felicemente sostenuto i precedenti Sabbath Bloody Sabbath e Sabotage, dove appunto la band aveva iniziato una ricerca di nuove sonorità e forme compositive.
Il brano stile Beatles It's Alright è cantato dal batterista Bill Ward.

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