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La donna il sogno & il grande incubo è il quarto album degli 883, pubblicato nel 1995, il primo con la nuova formazione composta dal leader storico Max Pezzali coaudiuvato da un gruppo di giovani e talentuosi musicisti, ad esempio Paola & Chiara. Fu all'epoca anticipato dal brano "Senza averti qui", 8° al festival di Sanremo. Si tratta dell'ultimo album degli 883 in cui figura Mauro Repetto come autore. La canzone "Tieni il tempo" firmata sia da Max Pezzali che da Mauro Repetto vincerà il Festivalbar 1995.

Paradossalmente, dopo l'abbandono da parte di Mauro Repetto, gli 883 diventano una vera e propria band; grazie ai nuovi elementi, Max Pezzali potrà iniziare ad esibirsi dal vivo nei palazzetti dello sport di tutta Italia. L'album, grande successo, venderà più di 1 milione di copie.

Quando gli venne chiesto come mai avesse scelto La donna il sogno e il grande incubo come titolo per l'album, Max Pezzali rispose che si trattava di un omaggio alla continuità; così come era avvenuto per i lavori precedenti, l'album portava il titolo dell'unica canzone "di fantasia" presente fra i vari pezzi. Anche questo disco presenta caratteristiche molto simili ai precedenti, ma il lavoro di affinamento iniziato in Nord sud ovest est è decisamente migliorato e perfezionato. Le melodie si fanno più complesse, gli arrangiamenti più ricercati, i testi più articolati. Ci sono 11 brani, molto variegati l'uno rispetto all'altro, pur nella comunanza dello stile 883; l'undicesimo brano contiene una ghost track. La radio a 1000 watt, Fattore S, Gli avvoltoi, Musica, O me o (quei deficienti lì) ricordano le canzoni dei primi album, sia per le musiche che per i testi. Ti sento vivere è un pezzo "lento" in cui si parla di un amore per una ragazza non ancora rivelato; l'intro al pianoforte e la struttura della canzone ricordano le atmosfere sognanti di Come mai. Senza averti qui, Tieni il tempo e soprattutto Una canzone d'amore (scritta insieme a Cecchetto) diventano subito brani di successo, ed entrano a far parte delle canzoni più conosciute e amate del rpertorio 883. Il grande incubo, brano che da il nome all'album, è un pezzo musicalmente molto particolare, che in un certo senso rappresenta una novità rispetto allo standard del gruppo; in questa canzone si affronta il tema dell'amore che a volte può diventare occasione di perdita di quell'innocenza che si ha da "piccoli", tanto da poter addirittua terrorizzare e mettere in fuga. Ma il vero capovaloro, secondo la gran parte del pubblico e della critica, è la famosissima Gli anni; scritta interamente da Max Pezzali, questo pezzo affronta esplicitamente il tema della nostalgia dovuta agli anni che passano, e del rimpianto per i tempi andati che non torneranno più. Molti sostengono che questa sia, ancora oggi, la canzone più bella degli 883. Si intravede qui un Pezzali alla ricerca di un proprio percorso di maturazione, sia personale che musicale, che coincide anche con la sua crescita anagrafica, dal momento che in quel periodo cominciava ad avere una trentina d'anni e, forse, si stava lentamente distaccando da quel mondo giovanile-adolescenziale che fino a quel momento era appertenuto a lui e alle sue canzoni.

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