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Biografia

I Virgin Prunes sono un gruppo musicale new wave irlandese.
Maggiori esponenti prima dell'industrial poi della scena dark mondiale, i Virgin Prunes (che nello slang dublinese significa "puri derelitti") nacquero nella Dublino del 1977 parallelamente agli U2 con i quali avevano un intenso rapporto. Uno dei componenti dei Virgin Prunes, Richard Evans, è il fratello di The Edge. Inizialmente le due band si riunivano insieme in uno dei circoli sociali della città, il Lypton Village, come una sorta di comune artistica. Successivamente i due gruppi si allontanarono prendendo due strade nettamente diverse.
La band, formata da Gavin Friday (Fionan Harvey), cantante e frontman, Guggi (Derek Rowan), seconda voce, Dave-id “Busaras” Scott, (segnato da una meningite avuta in tenera età), terzo vocalist, Dik (Richard Evans) alla chitarra, Strongman (Trevor Rowan) al basso, e Pod (poi sostituito da Mary D’Nellon) alla batteria, si fece notare grazie ai suoi spettacoli surreali e sinistri, (con ammiccante richiamo a quelli dei Throbbing Gristle degli esordi). Il primo 45 giri Twenty Tens(I'll be smoking all night long) fa intuire la rotta prossima del gruppo: un post punk frenetico, spezzato però da esercizi assordanti ma calmi, che lasciano l'ascoltatore perplesso fino alla fine. Nel 1981, con l'uscita del loro primo album [], il gruppo venne portato sotto la luce dei riflettori. La A-Side del 45 giri era "Sandpaper Lullabye" ed era, proprio come dice il titolo(in pratica,"Ninna-nanna Pungente"), una canzonetta allegra con le voci stridule e sognanti dei due cantanti che, però, non parlavano di cose altrettanto allegre…Dietro la melodia si cela qualcosa di più preoccupante che fa cadere in inganno chi sta ascoltando; sul retro, troviamo il terzo e più riservato cantante Dave-Id che si lascia andare con l'onirica "Sleep/Fantasy dream",tutto basso riverberato e pianoforte a scale. Con la fine di settembre il progetto si ampiò: "A New Form of Beauty II" partiva in modo diverso a dir poco. La batteria di Mary cominciava un ritmo ossessivo che sembrerebbe durare in eterno; Strongman sembra andare a casaccio insieme alle scordate di Dik; Gavin e Guggi si danno il cambio per le urla, stavolta esplicitamente aggressive e malate…E' "Come to Daddy" un'insopportabile fracasso di dieci minuti(con un piccolo stacco, altrettanto dissonante)dove la noia accenna allo stupro e alla pedofilia in un'orribile mistura. Appena si ha il coraggio di voltare il lato, ci attende un po' di relativa quiete: "Sweethome Under White Clouds" è inaugurata da un effetto ripetuto, non troppo rumoroso, che accompagnerà sino alla fine la poesia dei due pazzi (<And we slept Happily Ever After…>)e i battiti di basso e rullante. Come di consueto, un ritaglio di disco è per Dave-Id con la sua "Sad World", il triste mondo in cui viviamo raccontato con voce sguaiata. Non passò molto tempo che i freaks della Beautifull House ritornassero in studio dopo una manciata di concerti. Qualche mese dopo gli appassionati di musica disturbante avrebbero trovato la loro ultima fatica nei negozi: "A New Form of Beauty III", con la solita copertina da carta stropicciata, sorpassava il suo predecessore in quanto a pazzia. "Beast(Seven Bastard Sick)" non aveva altro con cui iniziare se non con dei versi da vera e propria Bestia:ruggiti infernali e lamenti si accantonavano l'uno con l'altro fino al richiamo di Mary, un tamburo distorto e un roco piatto spaccato, che apriva le porte alla melodia mortifera del basso e alle voci che pregavano con grida il loro Dio da eretici.Distorsione e ritmi ossessionanti; questo è il vero stile Virgin Prunes. Nel lato B ci attende il movimento in tre canzoni "The Slow Children", costituito dalla "scampanellante" e strumentale "Abbagàll", le frasi da manicomio di Dave-Id, in "Brain Damage" e l'ultima, traumatizzante "No birds to Fly". Anche questa era fatta. L'ultima(purtroppo) fatica riguardate questo ambizioso fu la 'Performance-Esibizione-Evento' denominata "A New Form of Beauty V", registrata e riedita in versione musicassetta con il titolo di "A New Form of Beauty IV". La potenza di sconvolgere il pubblico, se già con i dischi era notevole, dal vivo prendeva una forma anche visibile oltre che ascoltabile: lo spettacolino dei sei prevedeva un mix di ossessioni partorite dalla loro mente, pronte a trasformarsi in una vera e propria piéce teatrale. Dopo quel concerto alla Douglas Hyde Gallery di Dublino si pensò ad altri due progetti per celebrare la 'Nuova forma di bellezza'(un libro -VI- e un film -VII- ) che non furono però mai realizzati(anche se ci è pervenuta la colonna sonora del fantomatico lungometraggio, reperibile nelle ristampe dei cd odierne). Durante questo progetto i Prunes hanno tentato di analizzare le varie forme di bellezza e di stravolgerne le convenzioni. Se la musicalità è scarna e in un certo senso poco curata, il resto che avrebbe dovuto comporlo (un film e un libro) è un'idea innovativa. L'intero progetto multimediale venne poi raccolto, i tre LP e la cassetta, in A New Form of Beauty Parts 1 – 4 nel 1983.
L'anno seguente con If I die, I die la band riuscì a dar vita ad una sonorità nuova e complessa, un commisto di nenie e litanie dal suono atavico, a tratti apocalittico, che li avrebbe caratterizzati nel corso di tutta la loro carriera (pur affievolendosi progressivamente), e che venne poi chiamato Glam-Dark. Nello stesso anno pubblicarono Heresie, un album live che mette in luce anche le abili capacità di performer della band.
A quel punto la band decise di dedicarsi alle esibizioni dal vivo senza produrre nuovo materiale fino al 1986, quando uscì The Moon Looked Down and Laughed che mostrò i segni di cedimento del gruppo. Infatti da lì a poco Gavin Friday lasciò i Virgin Prunes per dedicarsi ad una carriera solista.
Da segnalare il doppio cd Over The Rainbow, contenente B-sides e pezzi rari fatto in occasione della recente rimasterizzazione di tutti i dischi dei Virgin Prunes da parte della Mute.

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