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INTRODUZIONE

I Nitzer Ebb sono un complesso britannico di musica elettronica formatosi nel 1982 nell' Essex grazie all'incontro di tre compagni di scuola accomunati dalla stessa passione: Douglas McCarthy (voce e synth), Vaughan (Bon) Harris (synth e percussioni) e David Gooday (tastiere e percussioni).
Fondendo la dance music elettronica con l’industrial e condendo il tutto con una passione profonda per i Depeche Mode, i Nitzer Ebb,come avremo modo di vedere, furono uno dei fenomeni germinali di quel panorama EBM che ebbe un grande sviluppo alla fine degli '80 e lungo gran parte dei '90, giungendo sino ai giorni nostri.

La storia dei Nitzer Ebb (pronunciato indifferentemente night-zer o nit-zer) ebbe inizio in un giorno qualsiasi del 1982 quando Harris e Gooday chiesero a McCarthy di unirsi, come vocalist, alla loro band. Curiosamente ciò che accomunava i tre era l'interesse per le arti occulte, la stregoneria (fu lo stesso McCarthy a ricordare i loro tentativi comunicare con gli alberi..) e il collezionismo (soprattutto di pietre e fossili, che raccoglievano a Chelmsford e Little Baddow , in Inghilterra).
A prescindere da questi meri dati biografici di poco interesse (se non per chiarire i toni scuri della loro musica), è bene sottolineare come, sin dall'inizio, le loro composizioni si ispirarono all'etica punk di band quali D.A.F., Killing Joke e Bauhaus, nonché al synthpop dei già citati Depeche Mode, vero pallino per McCarthy.

INFLUENZE e CARATTERISTICHE DELL' "EBB SOUND"

A livello musicale i Nitzer Ebb della prima ora si rifanno al suono dei DAF, inserendo in una sezione ritmica tipica del gruppo teutonico, un' attitudine punk e new wave molto evidente, che diede vita ad un estetica accostabile a quella dei già citati Killing Joke e Bauhaus.
Successivamente (e progressivamente) il loro suono si sviluppò lungo coordinate molto più spiccatamente personali andando a foggiare un vero e proprio "Ebb Sound": linee di basso molto marcate e marziali, strutture minimali e un sapiente utilizzo di espedienti elettronici, vanno a fondersi alla perfezione con le ampie capacità vocali di McCarthy, in grado di spaziare dal cantato melodico, allo scream sino ad un parlato molto teatrale e coinvolgente. Il punto di forza degli Ebb (sottolineato alla perfezione anche da un loro motto del 1987: "International Funk Aggression") consiste nel saper conciliare un'attitudine irruente e rude con un'altra (mi si passi il termine) spiccatamente "danzereccia".
Il gruppo inglese, inoltre, ebbe un’ enorme influenza sia sullo sviluppo del movimento EBM che sulla nascita e l'evoluzione della scena techno di Detroit.

EBB STYLE

Anche lo stile dei Nitzer Ebb è meritevole di un breve accenno. La loro estetica, l'immagine che di se stessi crearono, la grafica dei flyers e dei manifesti, l'artwork delle copertine e dei booklet raccolgono e propongono una differente moltitudine di influenze: dal costruttivismo russo al futurismo italiano, da un immaginario totalitarista e militarista sino agli esiti più evidenti dell'espressionismo.
Simon Grainger fu una sorta di costante "shadow member" per la band e si adoperò nel curare l'aspetto austero degli Ebb: un look provocatorio e ironico allo stesso tempo, ma che era destinato a creare proseliti all'interno di un intero movimento che anche dai Nitzer Ebb prende le mosse, l'EBM.

GLI INIZI

Nell'agosto del 1983, il gruppo registrò il primo demo tape, intitolato “Basic Pain Procedure”. Questa incisione (attualmente molto difficile da reperire se non attraverso i canali di peer to peer) includeva otto canzoni: “Faded Smiles,” “Tradition,” “The Home,” “Star,” “The Pass,” “The Book,” “Crane,” “Trust Ran in Colours”. Le danze orgiastiche, violente e frenetiche, la atmosfere oscure e il cantato potente, la spiccata personalità di McCarthy e le loro indubbie capacità sonore e di songwriters li imposero da subito come una grande rivelazione nella costellazione delle band synthpop della fine degli '80.
Il trio debuttò con dei modesti show in piccoli locali, ma la loro presenza in stile militare e l'energia della loro musica cominciò a guadagnarsi l'apprezzamento sempre maggiore del pubblico, e presto i tre si trovarono ad esibirsi in club molto più grandi e ad avere un cospicuo seguito di fan. Combinando l'energia del punk con l'impulso elettronico dei DAF, diedero alla luce il loro primo singolo "Isn't It Funny How Your Body Works" il 7 gennaio 1985 per un'etichetta discografica autoprodotta (la Power Of Voice Communications) e la loro musica divenne presto un appuntamento fisso nei club di mezza Inghilterra.
Seguì, nel 1985, il singolo "Warsaw Ghetto"/"So Bright So Strong," che confermò l'entusiasmo di critica e pubblico. Due ulteriori uscite, "Let Your Body Learn"/"Get Clean" e "Murderous" furono pubblicate su Power of Voice Communications poco prima che la Mute Records proponesse loro un ricco contratto.
Le registrazioni della band ottennero la licenza della Geffen Records per la distribuzione negli Stati Uniti. Di lì a poco, attraverso le diverse vicissitudini della casa discografica americana, i Nitzer Ebb avrebbero firmato per la Warner Bors Records.

THAT TOTAL AGE (1987, Mute Records e Geffen Records )

Uscito nel maggio 1987 per la Mute Records (Geffen/Warner Bros negli USA) l'album di debutto, "That Total Age", fece subito scalpore. Brani quali "Join in the Chant" e "Let Your Body Learn" dovettero il loro enorme successo alla strepitosa voce di McCarthy e alle linee di basso mai banali e sempre molto "groovie".
Entrambi i pezzi furono apprezzati nelle scene musicali di tutti i club europei, nutrendosi anche all'ombra del nascente movimento del Balearic Beat. Ben presto alla band fu chiesto di fare da spalla ai Depeche Mode durante il loro "For the Masses tour". Per McCarthy era il coronamento di un sogno. Nonostante ciò la band non era che ad uno stadio germinale e solo gli album successivi riveleranno a critica e pubblico le notevoli potenzialità dei Nitzer Ebb.

BELIEF (1989, Mute Records)

Pubblicato nel 1989 "Belief", il secondo album della band, venne composto con l'intenzione esplicita di creare "il perfetto album elettronico". I risultati non furono molto distanti dal proposito di partenza.
Preceduto dal pezzo, classico, “Control, I'm Here,” l'album fu una vera e propria pietra miliare. Muovendosi all'interno delle atmosfere dei primi singoli ma curando con talento e abilità ogni suono, conciliando irruenza e ballabilità, coniugando l’impeto punk alle melodie di un pop sintetico molto ricercato, Belief è forse uno dei capolavori assoluti del genere, in cui spiccano le accresciute capacità canore di McCarthy, sempre più a suo agio tra gli intrecci sonori di Harris e Gooday.
A seguito dell' abbandono di quest’ultimo nel finire dello stesso anno, la band, ora composta da un duo Harris e McCarthy, assoldò momentaneamente Julian Beeston alle percussioni. Nel frattempo due ulteriori singoli “Hearts & Minds” (Mute Records) e “Shame” (Mute Records) furono pubblicati nel 1989, conditi dagli straordinari remix di Daniel Miller e William Orbit.

SHOWTIME (Mute Records,1990)

"Showtime ", terza firma degli Ebb, vide configurarsi all’interno del suono della band un’ulteriore evoluzione: l’abbandono delle ritmiche basate sui quattro quarti e i classici 130 bpm (caratteristiche tipiche della dance anni '80) in favore dell'esplorazione di nuove forme musicali quali il jazz, il blues e il rock, pur riuscendo a mantenere quelle peculiarità che avevano fatto del suono Nitzer Ebb un marchio di fabbrica ormai molto conosciuto.
Il primo singolo, "Lightning Man," divenne immediatamente una hit dance grazie al suo clarinetto jazzato e alla voce potente e epidermica di Doug McCarthy. Questo brano è generalmente riconosciuto come uno dei più sperimentali della band e spinge i confini della musica originaria oltre gli schemi di quel periodo.
Grazie al supporto dei Depeche Mode (che li vollero in tour per gli Stati Uniti assieme a loro e che indossarono spesso le loro magliette con la chaira intenzione di sponsorizzarli e sostenerli) gli Ebb trovarono anche il favore delle etichette internazionali.

“AS IS” (Mute Records) e “EBBHEAD” (Mute Records)

Lo stimolo di ampi stadi in cui suonare ( a differenza degli angusti club degli esordi) e delle grandi folle che accorrevano ai loro concerti, convinse i Nitzer Ebb a orientare il loro suono verso tonalità e dimensioni più rock, lasciandosi così alle spalle i suoni tagliati e duri dell'elettronica dance che aveva definito e qualificato le loro precedenti produzioni.
"As is", il primo frutto della premiata ditta Harris/McCarthy caratterizzato dalla suddetta svolta, venne prodotto da Jaz Coleman dei Killing Joke, Flood, Alan Wilder dei Depeche Mode e Barry Adamson, e vide il gruppo adottare un approccio di scrittura più tradizionale che spianò la strada all'uscita del nuovo LP, intitolato "Ebbhead".
L'album vide la luce nel settembre del 1991 e stabilì le coordinate del nuovo percorso del gruppo. Abilmente coadiuvati da Flood e Alan Wider, i Nitzer Ebb pubblicarono un prodotto di ottima fattura che dimostrò le grandi capacità della band nello sviluppare differenti suoni ed eterogenee atmosfere, oltre ad evidenziare una rinnovata confidenza con le metodologie di produzione e arrangiamento.
Il singolo "I Give To You", ad esempio, è una radicale, orchestrale introduzione alle nuove grandi idee della band. Le ritmiche restano sincopate, la voce di McCarthy non perde nulla dell'aggressività degli albori, ma il complesso del brano è molto più bilanciato e, pur avvicinandosi alle strutture più classiche del rock melodico e del pop, non si mostra carente in originalità e capacità di coinvolgimento.
Certo la bellicosa irruenza degli esordi si è di molto stemperata, ma il nuovo equilibrio raggiunto può scontentare solo i puristi più radicali. Non c'è dubbio che con questa pubblicazione la band rivelò le sue spiccate potenzialità mainstream. Il lungo tour che ne seguì, e che vide i Nitzer Ebb impegnati dall' autunno del 1991 all'estate del 1992 attraverso Stati Uniti, Europa e Russia, segnò la definitiva consacrazione al grande pubblico per il duo inglese.

ULTERIORI SVILUPPI 1 (Big Heat - Mute Records, 1995)

Lo slancio del momento durò però molto poco. L'album successivo si fece attendere un po' troppo rispetto alla foga con cui il grande pubblico pretende di saziare le proprie voglie passeggere.
I tre lunghi anni che intercorsero tra "Ebbhead" e il suo successore furono forieri di conflitti e incomprensioni che, lentamente ma inesorabilmente, erosero il sodalizio tra i due fondatori del gruppo. Il cambio di produttore, l'allontanamento del percussionista e le pressioni esterne non fecero che accelerare il processo di disgregamento. Le elevate aspettative che circondavano il gruppo inglese furono sistematicamente deluse e il salto di qualità, il grande passo che si chiedeva agli Ebb per accedere all'olimpo delle star immortali non venne mai compiuto. Meglio così, verrebbe da sussurrare: i gioielli dei primi anni non persero così il loro fulgore, e la loro grandezza non venne offuscata dalla lunga sequela di pubblicazioni commerciali e ripetitive che caratterizzano molto spesso i gruppi underground colti da improvviso successo.
Il tour successivo vide il costituirsi di una nuova line up per i live, così composta: Harris al basso, McCarthy alla chitarra, Jason Payne alla batteria e John Napier alla chitarra e alle percussioni.
Nonostante una non scemata potenza live e una mantenuta abilità spettacolare, le innovazioni non sembrarono giovare agli Ebb: una strumentazione tradizionale in vece di sintetizzatori e drum machine e uno show più classico (a dispetto delle installazioni visuali dei precedenti live) tolsero alla band quell'abbrivio che le permetteva di alzarsi di qualche pollice al di sopra della testa degli altri gruppi del tempo.
Così il futuro era già scritto: le ultime date del Big Hit Tour furono cancellate e i Nitzer Ebb si sciolsero, mentre i vari componenti intrapresero le rispettive, personalissime strade.
La scissione non fu mai ufficialmente dichiarata, e Harris e McCarthy non chiusero le porte al progetto, promettendosi una reunion nel caso in cui le divergenze potessero essere appianate.

ULTERIORI SVILUPPI 2 (Remix, Compilation e la collaborazione con Terence Fixmer)

Grazie al modo pacifico con cui i componenti si lasciarono, alcuni brani dei Nitzer Ebb iniziarono ad essere pubblicati su compilation e a circolare in molti e differenti remix. Il loro nome iniziò a circolare nelle interviste di molti produttori dance e techno e tutto ciò contribuì a ravvivare ed accrescere la fama degli Ebb.
A seguito di questi sviluppi la Nova Mute pubblicò, tra il 2001 e il 2004 tre singoli (12"): Shame”/“Join in the Chant,” “Control, I'm Here”/“Let Your Body Learn,” and “Murderous”/Control, I'm Here.”
Degna di nota è la versione di "Let Your Body Learn" mixata dal produttore di musica techno Terence Fixmer (con il quale, a partire dal 2005, McCarthy stabilirà una collaborazione che, sino a questo momento ha regalato agli appassionati un gioiello quale "Between The Devil" e un buon album quale "Into The Night" ). La forte amicizia tra il produttore e il vocalist diede i suoi frutti con i citati album e le performances live tenute dal duo attorno al mondo: la voce di McCarthy e le basi di Fixmer (grazie all’esclusivo ausilio di un computer Macintosch) catturano infatti in maniera memorabile le rudi atmosfere dei primi Ebb, pur risentendo, in maniera per altro positiva, della techno dei 2000. C'è da sottolineare, per completezza, che "Into The Night" non sembra rispettare le promesse del suo predecessore, segnando una marcata virata pop per il duo.

REUNION(?) e ANTOLOGIE

Verso la fine del 2005 venne annunciato il desiderio di Harris (che nel frattempo si era trasferito negli States dove produceva, tra gli altri, i lavori di Marilyn Manson e Billy Corgan) e McCarthy di dare nuova linfa al progetto Nitzer Ebb. Un breve tour nel 2006, con la collaborazione del percussionista Kourtney Klein, vide gli Ebb esibirsi in diverse località d' Europa e focalizzarsi sulle fasi più prettamente elettroniche della loro carriera. A seguito di questi live set, la Mute Records pubblicò, a giugno del 2006 un doppio CD intitolato "Body Of Work 1984-1997" (Mute Records, 2006) una sorta di antologia della carriera degli Ebb, comprendente le migliori hit della band.
Sempre nel 2006 venne immesso sul mercato "Body Reworks", una raccolta di brani remixati da voci autorevoli del panorama techno e elettronico mondiale (tra cui ricordiamo Motor, Black Strobe, the Hacker, Derrick May, Robag Wruhme e Phil Kieran ). Inutile sottolineare la bontà del lavoro e l'unicità della produzione e degli arrangiamenti, che esaltano le ricercatezze elettroniche dei vari artisti coinvolti nel progetto.

EPILOGO?

Tra il 2006 e il 2007, sull'onda del successo ottenuto con il tour precedente, i Nitzer Ebb si misero al lavoro per realizzare un nuovo album, progettando anche un documentario retrospettivo sulla loro carriera.
Nel frattempo Kourtney Klein venne rimpiazzato da Jason Payne (che già aveva collaborato a "Big Hit" ). Solo due pezzi, però, vennero estratti dal cilindro degli Ebb: "Once You See" e "Payroll", entrambi proposti dalla band durante i live set del 2007 e, c'è da dire, carenti della propulsività e della forza che ci si aspetterebbe dal duo inglese (anche in virtù delle possibilità fornite dalle innovazioni tecnologiche degli ultimi anni).
La saga degli Ebb non è ancora conclusa e, forse, il futuro potrà rivelarci piacevoli sorprese, anche se è realistico non spiegare troppo le ali dell'aspettativa, poiché la storia ci ha insegnato il sapore scipito delle tante minestre riscaldate a suon di reunion. Non è detto, però, che i Nitzer Ebb siano da annoverare tra le fila dei tristi epigoni di se stessi.

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