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Jerry Goldsmith , nome d'arte di Jerrald King Goldsmith (Pasadena, 10 febbraio 1929 – 21 luglio 2004) è stato un compositore statunitense, celebre per le sue colonne sonore.

Nato da una famiglia di emigranti dalla Romania all'inizio del secolo, studia pianoforte con Jacob Gimpel e composizione e teoria con Mario Castelnuovo-Tedesco.

Nel 1950, all'età di 21 anni, viene assunto nella sezione musicale del network CBS, per il quale compone molte sigle e musiche di scena di spettacoli radiofonici, fino al 1960. Questa prima esperienza con i network radio-televisivi consente a Goldsmith di collaborare, nei primi anni '60, a moltissimi prodotti per il piccolo schermo, tra cui serie molto famose come Ai confini della realtà, Thriller, Dr. Kildare e L'uomo dell'UNCLE (delle ultime due serie è autore anche delle sigle).

Nel frattempo conosce Alfred Newman, all'epoca famoso ed influente compositore di musiche per film, il quale aiuta Goldsmith ad affermarsi nell'ambiente della musica cinematografica. Sul grande schermo Goldsmith esordisce nel 1957 con il film Giustizia senza legge (Black Patch), di Allen H. Miller. Il suo primo lavoro per un titolo di rilievo è la colonna sonora del western crepuscolare Solo sotto le stelle (Lonely Are the Brave), interpretato da Kirk Douglas e Walter Matthau: lo splendido tema e l'inusuale approccio di Goldsmith alle atmosfere western consentono al giovane compositore di ricevere un gran numero di entusiastiche recensioni. Nel giro di pochi anni si afferma come uno dei musicisti per cinema più sensibili, eclettici, versatili e dotati, e la sua collaborazione è continuamente richiesta, anche da parte di registi di notevole rilievo.

Tra essi, John Huston, Sam Peckinpah, Otto Preminger, Robert Wise, Howard Hawks, John Frankenheimer.

Goldsmith, come i quasi coetanei Elmer Bernstein e John Williams, è capace di costituire il punto di passaggio tra l'impostazione classica delle colonne sonore hollywoodiane di nomi come Miklòs Ròzsa, Franz Waxman, Bernard Herrmann e lo stesso Alfred Newman, e le nuove concezioni del rapporto musica / cinema che vedono la luce in conseguenza degli anni a cavallo del 1968. Il compositore, infatti, non esita ad arricchire la sua tavolozza creativa con sperimentalismi, con ricerca timbrica, con l'inclusione di componenti etniche (laddove richiesto dai film) oppure elettroniche, con l'introduzione di intriganti commistioni tra musica sinfonica classica e musica jazz, blues e persino pop e rock.

Tra le sue opere spiccano dunque lavori ai limiti dell'atonalismo, come Il pianeta delle scimmie del 1969, oppure intrisi di fredde componenti marziali, come Patton, generale d'acciaio, o, ancora, dominati da ombrose venature jazz, come Chinatown.

Anche negli anni '70 Goldsmith collabora con i nomi più autorevoli del "nuovo" cinema. Tra essi Roman Polanski, Franklin J. Schaffner (per il quale il compositore realizza le sue opere più belle), John Milius, Richard Donner, Peter Hyams.

Nel 1976 vince l'Oscar per la musica de Il presagio (The Omen), l'unico Oscar vinto su un totale di 18 nomination ricevute.

Ancora una volta Goldsmith è partecipe e protagonista dell'ennesima rivoluzione espressiva che interessa l'universo compositivo cinematografico. Dopo l'exploit delle notissime musiche di John Williams per le Guerre Stellari di George Lucas, del 1977, si assiste ad un rilancio della composizione romantica e grandemente sinfonica, che lo stesso Goldsmith ha già dimostrato di ben padroneggiare. In questa cornice, scrive alcuni dei suoi titoli più amati e famosi, come Star Trek (del 1979), Masada (per l'omonima serie televisiva) e Brisby e il segreto di NIMH. L'esperienza maturata nel periodo più sperimentale degli anni '70 e l'incredibile versatilità fanno sì che Goldsmith sia spesso richiesto da registi molto giovani, per i cui film non esita ad accrescere le componenti elettroniche delle sue scelte timbriche.

Tra i registi delle ultime generazioni con cui il musicista lavora, si ricordano soprattutto Steven Spielberg, Ridley Scott, Joe Dante, George Pan Cosmatos, Paul Verhoeven. Sono proprio per film diretti da quest'ultimo i titoli migliori che Goldsmith realizza nell'ultimo decennio di carriera, tra cui Atto di forza del 1990 e Basic Instinct del 1992.

Molti i riconoscimenti ottenuti dall'autore negli oltre 40 anni di attività. Oltre al già ricordato Oscar del 1976, nel 1985 vince l'Academy of Science Fiction, Fantasy & Horror Films per la musica di Gremlins, su un totale di 8 nomination per lo stesso premio.

Dal 1987 al 2003 vince quasi ogni anno il BMI Film & TV Awards, premio dedicato alla musica per film e televisione.

Vince poi 4 Emmy Awards, nel 1975, 1976, 1981 e nel 1995.

E vince pure un Razzie Awards, il temuto premio che incorona le peggiori produzioni dell'anno: infatti nel 1986 la canzone "Peace in Our Life" dal film Rambo 2 (Rambo: First Blood Part II), scritta con Frank Stallone, viene giudicata la peggiore dell'anno.

Nella sua lunga carriera, Goldsmith, come molti altri colleghi compositori, ha affiancato la composizione di colonne sonore con musica da concerto. In questo senso, la sua opera più famosa, è Christus Apollo, una cantata per coro e orchestra composta in collaborazione con lo scrittore Ray Bradbury. Di rilievo anche Music for orchestra, composta nei primi anni '70, in un periodo di forte turbamento emotivo conseguente alla scomparsa della madre ed al divorzio dalla prima moglie, Sharon.

Nei due matrimoni (in seguito il musicista sposa Carol), Goldsmith ha dato alla luce molti figli, tra cui Joel Goldsmith, pure compositore per il cinema e la televisione.

Dopo una lunga e gloriosa carriera, Goldsmith perde la sua battaglia contro il cancro: muore la notte del 21 luglio 2004 a Beverly Hills, California (USA).

Ai suoi funerali, sono intervenuti nomi eccellenti del firmamento di Hollywood.

La figlia Carrie, raccogliendo testimonianze registrate del padre e di molti suoi amici e collaboratori stretti, sta scrivendo una biografia molto dettagliata, in cui si analizzano i retroscena artistici della sua ricca attività e quelli umani, della sua complessa e articolata vita familiare e sociale. Il titolo provvisorio dell'opera, che dovrebbe vedere la luce nel 2007, è Deconstructing Dad .

Goldsmith è stato uno dei più rappresentativi compositori per il cinema, anche perché, a differenza di molti altri autori, non ha mai rinnegato una completa dedizione a questo genere di composizione, eletta a forma esclusiva di realizzazione delle sue opere. Anche per questo, il musicista viene visto come riferimento per un approccio serio, diligente, meditato, spesso cerebrale, e molto accurato (soprattutto sotto i profili timbrici) alla composizione cinematografica.

L'autore ha sempre dimostrato un'attenzione specifica per le componenti dinamiche (nella sua opera sono particolarmente celebri le pagine "d'azione", ovvero brani musicali strutturati per calarsi con aderenza su elaborate sequenze veloci, in modo tale da accrescerne in modo esponenziale la presa emotiva sul pubblico). L'autore sostiene infatti che il suono "immanente" alla vita di ogni uomo è il battito cardiaco: dunque, la componente ritmica è presente nella vita quotidiana, e quando la musica riesce a mettere in evidenza questa realtà, non fa che aumentare il coinvolgimento subliminale ed emotivo dell'ascoltatore.

Teorico di una preferibile essenzialità del commento musicale nei film (pochi interventi, ben ponderati, solo quando assolutamente necessari), il motto di Goldsmith è che la musica per cinema non dovrebbe descrivere quello che si vede, ma quello che non si vede, e quindi integrare la narrazione su pellicola per alimentare il coinvolgimento emotivo, solo quando i sentimenti risulterebbero meno percepibili. Mai limitarsi a sottolineare banalmente il mero svolgersi degli eventi.

A partire dalla seconda metà degli anni '80, l'approccio creativo di Goldsmith diviene sempre meno pregnante. Aumentano le componenti elettroniche (affiancate tuttavia quasi sempre ad una irrinunciabile presenza orchestrale sinfonica) e si nota sempre più spesso il ricorso a commenti standardizzati, che l'autore padroneggia comunque con estrema maestrìa.

Nonostante questo lieve calo di profondità contenutistica e formale, nell'ultimo decennio di vita la popolarità del compositore è aumentata sempre più.

Goldsmith ha fatto scuola ed è divenuto un punto di riferimento per diverse generazioni successive di compositori cinematografici (risultano essersi spesso ispirati ai suoi lavori autori molto noti come James Horner, James Newton Howard, Danny Elfman, Hans Zimmer, Christopher Young e Bruce Broughton). I concerti dedicati alla sua musica (che lo stesso compositore ha personalmente diretto, finché la malattia non gliel'ha impedito, in molte tappe anche europee) registrano il "tutto esaurito" e le moltissime edizioni discografiche dei suoi lavori, anche quelli meno noti e più risalenti, vengono richieste a gran voce da una cerchia sempre più ampia di appassionati del suo stile e diventano oggetto di scambio tra i collezionisti.

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