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Biografia

Jacques Brel nacque in Belgio, nella banlieue di Bruxelles a Schaerbeek il 18 aprile 1929. Suo padre Romain dirigeva il cartonificio di famiglia, situazione familiare che sarà d'ostacolo al giovane Brel fino a quando non troverà la forza di interrompere i rapporti con la famiglia.

Con suo fratello Pierre, 6 anni più vecchio, Jacques conosce l'educazione rigorosa del collegio cattolico, ed è proprio questa severa disciplina che, come per Léo Ferré, porterà l'adolescente ad avvicinarsi alle idee libertarie.

A 16 anni Brel si diletta con il teatro: con alcuni amici si diverte scrivendo testi e sceneggiature per spettacoli che verranno allestiti per pochi intimi.

A 18 anni viene introdotto nell'azienda di famiglia, da un padre oramai stanco dell'ennesimo insuccesso scolastico: è la terza bocciatura. Nel frattempo si iscrive a La Franche Cordée” , movimento filantropico del quale diventerà presidente nel 1949. Ed è proprio grazie a questa associazione che Brel darà vita a numerosi spettacoli, tra i quali Le Petit Prince de Saint-Exupéry”. Nel frattempo incontra la sua futura sposa, Thérèse Michielsen, detta Miche.

Nel 1948 Brel, in anticipo rispetto ai suoi coetanei, si appresta a compiere il servizio militare, che ricorderà in modo non proprio allegorico nella celebre canzone Au Suivant”. Il 1° giugno 1950 Brel sposa Miche e nel 1951 nasce la loro prima figlia, Chantal.

Brel non ama il lavoro nell'azienda del padre, medita ripetutamente se sia il caso di lasciare la sua famiglia d'origine, ma non trova mai la forza per compiere questo necessario, ma doloroso passo.

La canzone lo affascina, si esibisce di fronte ad amici e parenti e in quegli anni compone qualche titolo che proporrà successivamente, dal 1952, nei cabaret di Bruxelles ma l'intensità dei suoi testi e la violenza della sua interpretazione non sono compresi da un pubblico non educato a questo genere di “canzoni”.

Nel 1953 canta alla Rose Noire” a Bruxelles e in febbraio esce il suo primo 78 giri. Jacques Canetti, responsabile artistico presso la casa discografica Philips e scopritore di talenti, chiama Brel a Parigi; quest'ultimo accetterà l'offerta contro il parere della famiglia d'origine, con la quale i rapporti diverranno tesi e, a tratti, insostenibili, e si precipita nella capitale francese. In luglio nasce la sua seconda figlia, France.

I primi tempi a Parigi sono durissimi. Brel fa numerosissime audizioni, un numero considerevole di provini, qualche serata nei cabaret come l'Escluse”, l'Echelle de Jacob o Les Trois Baudets, ma il pubblico rimane freddo e perplesso di fronte alle sue esibizioni. Il suo modo di parlare, addirittura di atteggiarsi sulla scena, viene mal giudicato e tacciato di provincialismo.

Nel 1954 arriva ultimo su 28 al "Grand Prix" de la Chanson de Knokke-le-Zoute”. Malgrado questo risultato Juliette Gréco decide di cantare una delle sue canzoni in uno spettacolo di scena all'Olympia: ça va (le diable).

In luglio Brel canta all'Olympia, ma senza successo. Questo recital è seguito da una tournée con Dario Moreno, Philippe Clay e Catherine Sauvage.
Nel 1955 si trasferisce con la sua donna e i suoi figli a Montreuil, nella periferia parigina. Incontra Georges Pasquier, detto Jojo, che diverrà non solo suo produttore, regista e confidente, ma anche suo migliore amico.

Il 1955 è l'anno del suo primo 33 giri registrato in Francia sotto il marchio Philips. Sempre il 1955 vede Brel impegnato a cantare per delle organizzazioni cristiane che gli varranno l'epiteto di “Abbé Brel”, abate Brel, conferitogli da Georges Brassens.

Nel 1956 incontra François Rauber, pianista classico, che diventa il suo accompagnatore ai concerti. Rauber, che comprende immediatamente il talento di Brel, gli impartisce delle lezioni di musica contribuendo alla formazione musicale che Brel non possedeva.

Il 1956 vede l'incontro di Brel con un altro pianista, Gérard Jouannest, che sarà il suo accompagnatore esclusivo sulla scena, contrariamente a François Rauber con il quale lavorerà soprattutto in studio. Non poche straordinarie canzoni di Brel sono cofirmate con Jouannest, per esempio “Madeleine", “La chanson des vieux amants”, “Les vieux”.

Nel 1957 esce un secondo 33 giri nel quale è incisa “Quand on a que l'amour”. Riceve per il disco il “Grand Prix de l'Académie Charles Cros”.

Il 23 agosto 1958 nasce Isabella, la sua terza figlia.

Alla fine del 1958 Jacques Brel calca nuovamente il palco dell'Olympia, con Philippe Clay, ed è un grandissimo successo di pubblico.

Il 1959 vede l'uscita del 4° disco di Brel, La valse a 1000 temps. Le tournée si succedono ad un ritmo frenetico, il successo assume proporzioni inimmaginabili e Brel, a fine anno, è impegnato al teatro Bobino in sostituzione di Francio Lamarque. Gli anni '50 terminano brillantemente per il cantente belga. Dopo aver lungamente lavorato sul canto e sulla voce, Brel appare sulla scena estremamente disinvolto e spontaneo, ed è proprio questa naturalità che gli permette di mettere in risalto la sua forte personalità sulla scena.

All'inizio dell'anno 1960 Charley Marouani diventa l'impresario di Brel ed organizza innumerevoli recital in U.R.R.S., negli Stati Uniti passando per il Medio Oriente e, naturalmente, la Francia, visitata praticamente in ogni luogo.

Brel sente che la vita della tournée è stressante, il suo fisico viene messo a dura prova dalle notti in bianco, dall'alcol, dalle conquiste femminili che si succedono, dal tabacco.

Ad accompagnarlo sulla scena arriva la fisarmonica di Jean Corti.

Ma è soprattutto il recital che va in scena nel mese di ottobre del 1961 a consacrare la carriera professionale di Brel: il successo sulla scena del music-hall parigino è clamoroso, Brel viene annoverato tra i mostri sacri della canzone francese (accanto a Léo Ferré e Georges Brassens, per esempio) e riceve la meritata approvazione sia dal pubblico che dalla critica.

In seguito a questo successo, Brel riprende le tournée attraversando il mondo e il suo ritmo di vita diventa sempre più frenetico: è proprio in questo periodo che Brel medita all'idea di abbandonare la canzone, una canzone che lo ha fatto diventare famoso, che è stata una delle cose più gratificanti della sua vita ma che ora non lo diverte più.

Nel marzo 1962 Brel lascia la casa discografica Philips per passare alla Barclay. Il 6 dello stesso mese registra uno dei titoli divenuti più celebri, “Le plat pays”, omaggio al suo paese natale.

In ottobre crea la sua casa discografica “Arlequin” che diventerà, sei mesi più tardi, le edizioni “Pouchenel”, “Polichinelle” in lingua fiamminga. La sua sposa ne è la direttrice.

Brel calca la scena dell'Olympia nuovamente, nel 1963 , con Isabelle Aubret nella parte principale. Quando quest'ultima è vittima di un grave incidente qualche tempo dopo, lui le regala i diritti d'autore della canzone “La Fanette”.

Nel gennaio 1964 muore il padre di Brel, e in marzo sua madre.

Il medesimo anno vedono la luce due album che verranno portati e interpretati nel nuovo recital in scena nell'ottobre all'Olympia, spettacolo nuovamente salutato dall'ormai consueto affetto del pubblico e della critica. In quest'occasione Brel offrirà uno sei suoi più acclamati capolavori: “Amsterdam”. La qualità del testo, la prepotenza della musica, la straziante interpretazione che Brel saprà regalare sul palco renderanno quei recital un evento unico.

Nel 1964, Brel ottiene il Grand Prix national du Disque in Francia. All'inizio del 1965, Brel festeggia i suoi 12 anni di canzone al cabaret “Les Trois Baudets”. La fine dell'anno è caratterizzata da una tournée di cinque settimane in U.R.S.S., ma soprattutto dal suo passaggio alla prestigiosa scena del Carnegie Hall di New York. La stampa americana parlerà di un “uragano magnetico”.

Il 1966 è un anno importante, poiché Brel decide definitivamente di abbandonare la canzone.

Dice che non ha più niente da dire e si sente stanco delle lunghissime ed estenuanti tournée alle quali partecipava. Ci sono molti progetti e non ha il tempo di realizzarli!

Il suo recital all'Olympia nell'ottobre dello stesso anno è dunque un avvenimento senza precedenti. Georges Brassens scrive l'introduzione del programma e tutta Parigi è presente il 1° di novembre al momento del suo ultimo concerto francese: dopo quindici canzoni, Brel, come sua abitudine, non cede alle richieste del pubblico che vorrebbe ascoltarlo ancora, ma il pubblico, inamovibile, lo costringe ad uscire per i consueti saluti di ringraziamento 7 volte di seguito.

Nel novembre canta al Royal Albert Hall di Londra e durante i mesi seguenti non farà altro che onorare i suoi ultimi contratti. Il suo entourage e i suoi amici, tra i quali Charles Aznavour, provano invano a convincerlo a continuare a cantare.

All'inizio del 1967, Jacques Brel canta per la seconda e ultima volta al Carnegie Hall. E' durante questo viaggio a New York che assiste ad una rappresentazione de “L'uomo della Mancia”, spettacolo musicale ispirato agli eroi del Don Chisciotte di Cervantes. Brel è affascinato e, a ritmi velocissimi, sogna di allestire questa commedia musicale in Europa. Nello stesso anno, Brel diventa esso stesso l'oggetto di una commedia musicale negli Stati Uniti, dal titolo “Jacques Brel is alive and well and living in Paris”. Morto Shuman l'interpreterà l'anno seguente à Broadway.

Il 16 maggio 1967, Brel da il suo ultimo recital in Francia a Roubaix. Questa volta lascia veramente la scena della music-hall per la scenda dei teatri e per le platee del cinema. Durante l'estate del 1967, gira il film di André Cayatte, “Les Risques du métier”, film che esce nell'autunno sugli schermi francesi. Il suo talento di attore, che apparirà già sulla scena, è subito riconosciuto anche se lui si considererà sempre un "pessimo commediante". Infine, nel 1967, Brel acquista un veliero con un amico. Sboccia la passione per il viaggio che caratterizzerà i suoi ultimi anni di vita.

Il 1968 è l'anno de “L'uomo della Mancia” che viene allestito in ottobre a Bruxelles con Dario Moreno nel ruolo di Sancio Panza. Dieci giorni dopo la Prima, a Parigi il 10 dicembre al Théatre Royal de la Mannaie, Dario Moreno muore ed è rimpiazzato immediatamente da Robert Manuel. Brel riscuote per l'ennesima volta consensi sia dal pubblico che dalla critica.

Tuttavia, nel 1969, Jacques Brel, stanco dopo più di 150 rappresentazioni condotte a ritmo frenetico, abbandona il ruolo. L'ultima rappresentazione ha luogo il 17 maggio, nessuno è in grado di sostituirlo, e la rappresentazione teatrale chiude i battenti.

Il 6 gennaio 1969, la stazione radio RTL e il magazine “Rock et Folk” riescono a riunire per una conversazione eccezionale attorno ad una tavola, i tre più grandi artisti della canzone francese: Léo Ferré, Georges Brassens e Jacques Brel.

Alla fine dell'anno, Brel torna con “Mon Oncle Benjamin” di Edouard Molinaro. Dopo questa realizzazione si iscrive ad una scuola d'aviazione in Svizzera ed acquista un nuovo aereo. Nel 1971, Jacques Brel torna con Marcel Carné, “Les assassins de l'ordre" e comincia a lavorare al suo primo film, "Franz". La realizzazione ha luogo tra giugno e luglio del 1971 con la cantante Barbara che scrive una parte delle musiche.

Alla fine dell'anno, Jacques Brel torna con "L'Aventure c'est l'Aventure" di Claude Lelouch. Durante la realizzazione ai Carabi, incontra la giovane commediante e ballerina, Madly Bamy, con la quale trascorrerà gli ultimi anni della sua vita.

Il suo film, che esce a Parigi nel marzo 1972, ottiene un “successo di stima”. Ciononostante Brel è molto motivato a continuare. In maggio, esce il film di Claude Lelouch, con la sua collaborazione, ed ottiene un grosso successo.

Nel 1972, Brel firma un contratto eccezionale di 30 anni con Barclay, ma non ha nuovi titoli da proporre, e decide con la sua casa discografica di riproporre le vecchie canzoni con dei nuovi arrangiamenti. L'arrangiatore di Brel, François Rauber, non è affatto convinto dell'interesse reale per un tale progetto, che rimane, a parer suo, una pura iniziativa commerciale.

In giugno e luglio 1972, Brel torna a Bruxelles e gira il suo secondo film "Le FarWest". Il film che esce per il festival di Cannes nel 1973 è un fallimento. All'inizio dell'anno '73 Brel, che si sa malato, redige il suo testamento e designa la sua donna, Miche, come unica erede.

Esce, lo stesso anno, un 45 giri: “L'enfance” del quale regalerà i diritti d'autore alla Fondation Perne Neige di Lino Ventura, fondazione al profitto dell'infanzia andicappata. In maggio, torna con “L'emmerdeur” (in Italia “Il rompiballe”) di Edouard Molinaro con un suo amico, Lino Ventura.

Durante l'estate Brel porta con se le sue figlie in crociera sul suo veliero e alla fine dell'anno, si lancia in una traversata di due mesi con cinque suoi amici. Il veliero costituisce oramai il più grande passatempo di Brel e nel luglio 1974, parte con Madly et sua figlia in Francia sul suo veliero Askoy.

Alla fine di agosto, Brel viene a conoscenza della morte di uno dei suoi migliori amici, Jojo. Ritorna in Francia per le esequie, e resta per il matrimonio di sua figlia Chantal in settembre. In novembre, Jacques Brel viene operato ad un polmone a Bruxelles. Jacques soffre di un cancro al polmone sinistro già da molto tempo. Sa che non potrà vivere per molto tempo ancora, e dichiara di voler morire solo.

Nel 1975, Jacques e Madly si trasferiscono alle Iles Marquises, le isole Marchesi, precisamente sull'isola di Hiva-Oa.

Comincia allora una vita nuova. Brel acquista un nuovo aereo che chiamerà “Jojo”, in onore del suo fedele amico morto poco tempo prima, e che trasformermà in aereo-taxi per aiutare gli abitanti delle isole portando loro cibo e oggetti di ogni sorta.

Nel 1976, Brel va due volte a Bruxelles per degli esami medici, ma ritorna ogni volta alle Marchesi, benché il clima non sia a lui favorevole.

Nel 1977, Jacques decide di registrare un disco. I suoi vecchi titoli si vendono sempre molto e sebbene viva a migliaia di chilometri dall'Europa, è sempre presente nello spirito del pubblico. Torna a Parigi alla fine di agosto e vive in un piccolo hotel parigino. Smette di fumare e si rimette al lavoro con i suoi fedeli complici, François Rauber e Gérard Jouannest. La sua salute peggiora, ma Brel è molto entusiasta, e su diciassette titoli registrati scritti alle isole Marchesi, ne interpreta dodici. La registrazione a luogo tra settembre e ottobre del 1977. Il 17 novembre, l'uscita dell'album è un avvenimento nazionale. Brel ha domandato alla sua casa discografica di non fare alcun tipo di pubblicità, ma il successo sarà impressionante: due milioni di pezzi venduti prima che il disco arrivi nei negozi. Il giorno stesso, Brel e la sua compagna Madly, ripartono per Hiva-Oa.

Nel luglio 1978, le condizioni di Brel peggiorano improvvisamente e viene trasportato in Francia e ospedalizzato sei settimane a Neuilly, in seguito alla scoperta d'un tumore canceroso. Finisce l'estate nel sud della Francia, ma il 7 ottobre è portato d'urgenza all'ospedale di Bobigny nella regione parigina. Muore il 9 ottobre a causa d'una embolia polmonare.

Nonostante moltissimi omaggi gli siano resi in Francia, in Belgio, un po' in tutta Europa, il corpo di Brel viene riportato alle Marchesi il 12 ottobre. E' sepolto, rispettando la sua volontà, all'isola d'Hiva-Oa, accanto alla tomba di Gauguin.

Nel 1981, sua figlia France creerà la Fondation Jacques Brel con il duplice obiettivo di divulgare al pubblico l'opera dell'artista, ma anche di sostenere la ricerca contro il cancro e dare un valido aiuto all'infanzia ammalata.

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