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Biografia

I Culture Club sono un gruppo musicale inglese, fautori del genere synthpop, soprattutto famosi negli anni ottanta, specialmente per il leader androgino Boy George. Gli altri membri del gruppo sono Roy Hay alle chitarre e alle tastiere, Mikey Craig al basso, e Jon Moss alla batteria e alle percussioni.

Prima della formazione dei Culture Club, George cantò per breve tempo con il grupppo britannico dei Bow Wow Wow, con lo pseudonimo di Lieutenant Lush, e divenne piuttosto popolare sotto questo nome. Ciò causò malumori con l'intero gruppo e soprattutto la cantante principale Annabella Lwin.

Dopo questa esperienza, George decise di avviare una nuova band con Craig, arruolando poi Moss e infine Hay. Il gruppo incise alcuni demo, pagati dalla casa discografica EMI, ma l'etichetta non ne rimase molto soddisfatta, e così il gruppo non fu ingaggiato. A mettere sotto contratto la band in Gran Bretagna fu la casa discografica Virgin, la quale, all'epoca assente dal mercato statunitense, li affidò all'etichetta Epic Records negli Stati Uniti.

Il loro primo album, Kissing to Be Clever, del 1982, vide la pubblicazione del loro primo singolo White Boy. Intelligente brano pop, il singolo non riuscì comunque a raggiungere le posizioni più alte delle classifiche, anche se George fu piuttosto contento del fatto che "5000 persone avevano comprato la mia canzone senza neanche conoscermi". Anche il singolo successivo, I'm Afraid of Me, non decollò, fallendo anche nelle radio. Il terzo singolo Do You Really Want to Hurt Me (un brano con influenze reggae che scalò tutte le classifiche della BBC sul finire del 1982), divenne, subito dopo l'uscita sul mercato, un enorme successo internazionale, raggiungendo la prima posizione in una dozzina di paesi (numero 2 negli Stati Uniti). Il singolo che lo seguì, Time (Clock of the Heart), caratterizzato dalla voce soul di George, inserita su un groove R&B, divenne un successo negli U.S.A. (Numero 2) e nel Regno Unito (Numero 3), mentre I'll Tumble 4 Ya raggiunse la Top Ten in America. L'album vendette due milioni di copie al momento della pubblicazione. Unico nel suo modo eccentrico di vestirsi e per il look androgino (anche se, secondo molti, sia il look che lo stile che aveva erano stati presi da Pete Burns dei Dead or Alive, che aveva preceduto Boy George di alcuni anni), Boy George divenne una celebrità di livello mondiale e uno dei preferiti del nuovo network musicale MTV.

Anche il loro secondo album, Colour By Numbers del 1983, andò benissimo: il primo singolo, Church of the Poison Mind, che vide la partecipazione vocale di Helen Terry, raggiunse il Numero 2 nel Regno Unito e la Top Ten negli Stati Uniti. Il secondo singolo, Karma Chameleon, regalò al gruppo il suo secondo Numero Uno nel Regno Unito e il primo negli Stati Uniti, e fu un successo internazionale, diventando uno dei brani più celebri del decennio. L'album continuò a sfornare altri singoli di successo, quali Miss Me Blind (numero 5 negli Stati Uniti), It's a Miracle (numero 13 negli U.S.A. e numero 4 nel Regno Unito), e Victims (numero 3 nel Regno Unito, nonostante i pochissimi passaggi radio). L'album vendette oltre quattro milioni di copie negli U.S.A. all'epoca della pubblicazione, anche se all'interno del gruppo iniziavano i primi guai. All'insaputa del pubblico, e addirittura di Craig e Hay, gli altri due membri dei Culture Club, George aveva una relazione con il batterista Jon Moss. La relazione, che durò più di quattro anni, fu spesso turbolenta e la pressione per tenere nascosto il rapporto al pubblico iniziò a far sentire il suo peso.

In questo periodo, George incominciò a fare uso di droghe (anni dopo, dichiarò l'inesistenza di alcun legame tra questo fatto e la sua relazione con Moss che stava terminando) e il gruppo iniziò a perdere il posto che si era guadagnato in campo musicale.

L'album successivo, Waking Up with the House on Fire, del 1984, si rivelò una delusione, ottenendo soltanto il disco d'oro. Incapace di raggiungere il livello di successo conquistato dai precedenti albums, l'album ebbe un solo singolo di grande successo, "The War Song" (numero 2 nel Regno Unito), e un moderato successo con il terzo singolo "Mistake No. 3" (accompagnato da un video coloratissimo e, per certi versi, forse eccessivo, nonostante la sua indiscutibile bellezza visiva, il brano è una delle ballate più intense dei Culture Club). Dopo il flop del secondo singolo, "The Medal Song", in Gran Bretagna, il terzo 45 non uscì mai nella madrepatria. Pubblicato invece negli Stati Uniti, in Giappone, in alcuni paesi europei e in altre parti del mondo, "Mistake No. 3" andò un po' meglio del precedente singolo, ma senza un album di grande successo, il gruppo scomparve gradualmente dall'attenzione del pubblico, nel corso dei due anni successivi.

L'album del 1986, From Luxury to Heartache, comprendeva una produzione musicale migliore (e il singolo di successo "Move Away", numero 12 negli Stati Uniti e numero 7 nel Regno Unito), ma le violente discussioni tra George e Jon, oltre alla dipendenza da eroina nel frattempo sviluppata da George, crearono troppa tensione per il proseguimento del gruppo, che si sciolse in quello stesso anno. Anche il successivo arresto di George, ad opera della polizia londinese, per possesso di cannabis, creò un frenetico tam-tam nell'ambiente della stampa americana e inglese. George dette inizio alla sua carriera da solista nel 1987 ed ebbe poi un successo minore con un brano inserito nella colonna sonora del film Hiding Out, intitolato "Live My Life", che raggiunse il numero 40 negli U.S.A., il suo primo singolo Top 40 nella classifica americana senza i Culture Club. Alla fine, George riuscì a vincere la sua dipendenza dalle droghe, continuando a mietere vari successi in Europa, prima di entrare nella Top 20 americana, nel 1992, con un'altra colonna sonora, il brano che dava il titolo al film "The Crying Game" (noto in Italia come "La moglie del soldato").

Nel 1998, il gruppo mise da parte le questioni personali e decise di riunirsi per una tournée. Incominciata con una performance di riunione su VH1 Storytellers, il tour riscosse un enorme successo, tanto da portare, in quello stesso anno, alla pubblicazione di un doppio album, intitolato appunto Greatest Moments - VH1 Storytellers Live, contenente un CD di grandi successi di studio di Boy George, Jesus Loves You e Culture Club, e un altro, a tiratura limitata, ma di fatto ampiamente disponibile, con la registrazione del concerto di riunione. L'anno dopo, i Culture Club registrarono un nuovo album, intitolato Don't Mind If I Do. Mai pubblicato negli Stati Uniti, il primo singolo, "I Just Wanna Be Loved" (numero 4 nel Regno Unito), era già stato incluso sia nella compilation live incentrata sulla performance di VH1 Storytellers, che nella raccolta di successi del gruppo e di Boy George da solista, intitolata Greatest Moments e precedente il nuovo album di inediti. Mentre il secondo singolo, "Your Kisses Are Charity" fu un successo minore, il terzo ed ultimo estratto, il doppio lato A costituito dalla ballata "Cold Shoulder" e dalla cover di Bowie "Starman", proposta con grandissimo successo durante il tour del gruppo, fu invece un fallimento totale, e nonostante l'inserimento sul CD singolo della bonus track "Your Kisses Are Charity", nella versione eseguita con la leggenda del country Dolly Parton, "Cold Shoulder"/"Starman" rappresenta il flop più rovinoso in tutta la storia dei Culture Club.

Il lungo tour dei Culture Club continuò ancora per alcuni anni, culminando nel 2002, in un concerto, tenutosi alla Royal Albert Hall, a celebrazione del 20° anniversario, pubblicato in DVD l'anno seguente. Al termine di questo periodo, i Culture Club si fermarono di nuovo, in gran parte a causa di Boy George, maggiormente concentrato sulla sua carriera di successo come DJ.

George ha affermato, nel suo libro "Take It Like A Man", del 1995, che le canzoni che scriveva mentre faceva parte dei Culture Club erano tutti messaggi, molto sentiti, diretti a Moss, che all'epoca non era dichiaratamente gay e aveva anche partners di sesso femminile. Moss si rifiutava di rendere pubblica la relazione tra lui e George, e i testi delle canzoni di quest'ultimo rappresentavano il dolore che provava lo stesso George: basti vedere il titolo "Do you really want to hurt me", che significa 'Vuoi davvero farmi male', notando l'assenza di un punto interrogativo, che, insieme all'inversione, normalmente interrogativa, dell'ausiliare 'do' e del soggetto, ammette così l'interpretazione affermativa, rafforzata da una funzione quasi imperativa, veicolata dalla stessa inversione di cui sopra; vedere anche il terzo verso della prima strofa di "Time (Clock Of The Heart)", "This could be the best place yet but you must overcome your fears…", che può essere tradotto come 'Questo potrebbe essere ancora il posto migliore, ma devi vincere le tue paure'; e vedere infine "Victims", che già dal titolo ('Vittime') si propone, per antonomasia, come brano particolarmente intriso di questo tipo di sofferenza dovuta al silenzio, con il dolore suggerito poi più chiaramente in "We love and we never tell…" ('Amiamo ma non lo riveliamo mai…'). Tutti i membri del gruppo, compreso Moss, non avevano idea che George stesse scrivendo riguardo la relazione.
Indice

* 1 Discografia
o 1.1 Album
o 1.2 Singoli
* 2 Classifiche
o 2.1 Album
o 2.2 Singoli
+ 2.2.1 Note
* 3 Materiale cartaceo
o 3.1 Spartiti
o 3.2 Bibliografia
+ 3.2.1 Biografia ufficiale
+ 3.2.2 Altre biografie
* 4 Voci correlate
* 5 Collegamenti esterni

Discografia

Album

* Kissing to Be Clever (1982)
* Colour by Numbers (1983)
* Waking Up with the House on Fire (1984)
* From Luxury to Heartache (1986)
* This Time - The First Four Years (1987)
* The Best of Culture Club (1989, 1997, 1999)
* Culture Club Collect - 12" Mixes Plus/Culture Club Remix Collection (1991)
* Spin Dazzle - The Best of Boy George and Culture Club (1992)
* At Worst… The Best of Boy George and Culture Club (1993
* Greatest Moments - VH1 Storytellers Live (1998)
* Don't Mind If I Do (1999)
* Culture Club - Box Set (cofanetto 4 CD, 2002)
* Culture Club Greatest Hits (2005)
* Culture Club 2005 - Singles and Remixes (2005)

Singoli

* White Boy (da K)
* I'm Afraid of Me (K)
* Do You Really Want to Hurt Me (K)
* Time (Clock of the Heart) (K)
* I'll Tumble 4 Ya (K)
* Church of the Poison Mind (da C)
* Mystery Boy (lato B del maxi singolo di Church of the Poison Mind; attualmente una delle bonus tracks sulla ristampa masterizzata di C)
* Karma Chameleon (C)
* Victims (C)
* It's a Miracle (1984, C)
* Miss me Blind (1984, C)
* The War Song (da W)
* The Medal Song (W)
* Don't Go Down that Street (lato B di The Medal Song; attualmente una delle bonus tracks sulla ristampa masterizzata di W)
* Mistake No. 3 (W)
* Love Is Love (1985, lato B di Mistake No. 3; attualmente una delle bonus tracks sulla ristampa masterizzata di W)
* Move Away (da F)
* God Thank you Woman (F)
* Gusto Blusto (F)
* I Just Wanna Be Loved (da G; poi, remixata e con un'intro parlata in più, su D)
* Your Kisses Are Charity (da D)
* Cold Shoulder/Starman (singolo doppio, D)

Classifiche

Album
Anno Album UK USA Italia max# Italia# annuale
1982 Kissing to Be Clever 2 14 11 93
1983 Colour by Numbers 1 2 9 31
1984 Waking Up with the House on Fire 2 26 7 60
1986 From Luxury to Heartache 10 32 14 71
1987 This Time - The First Four Years 8 - 10 40
1993 At Worst… The Best of Boy George and Culture Club - 169 - -
1998 Greatest Moments - VH1 Storytellers Live 15 148 - -
1999 Don't Mind If I Do 64 - - -

Singoli
Anno Brano UK USA Italia max# Italia# annuale Album
1982 "White Boy" 110 - - - Kissing To Be Clever
1982 "I'm Afraid Of Me" 100 - - - Kissing To Be Clever
1982 "Do You Really Want to Hurt Me" 1 2 1 2 Kissing To Be Clever
1982 "Time (Clock Of The Heart)" 3 2 - - Kissing To Be Clever
1983 "I'll Tumble 4 Ya" - 9 - - Kissing To Be Clever
1983 "Church Of The Poison Mind" 2 10 12 15 Colour By Numbers
1983 "Karma Chameleon" 1 1 3 4 Colour By Numbers
1983 "Victims" 3 - 2 2 Colour By Numbers
1984 "Miss Me Blind" - 5 32 - Colour By Numbers
1984 "It's A Miracle" 4 13 - - Colour By Numbers
1984 "The War Song" 2 17 3 4 Waking Up With The House On Fire
1984 "The Medal Song" 32 - - - Waking Up With The House On Fire
1984 "Don't Go Down That Street" (soltanto Giappone) - - - - Lato B di The Medal Song
1984 "Mistake No. 3"/"Love Is Love" - 33 28 - Waking Up With the House On Fire
1986 "Move Away" 7 12 10 11 From Luxury To Heartache
1986 "God Thank You Woman" 31 - - - From Luxury To Heartache
1986 "Gusto Blusto" - - - - From Luxury To Heartache
1998 "I Just Wanna Be Loved" 4 - - - Greatest Moments
1999 "Your Kisses Are Charity" 25 - - - Don't Mind If I Do
1999 "Cold Shoulder"/"Starman" 43 - - - Don't Mind If I Do

Note

1. ^ singolo solo in Giappone
2. ^ singolo solo in Giappone
3. ^ singolo solo in Giappone/Europa (dove Love Is Love era di fatto il lato A del singolo contenente sul lato B Mistake No. 3 - come in Italia - oppure i due pezzi formavano un cosiddetto «double A side single», cioè un "doppio lato A", in pratica un tipo di singolo doppio, in cui si è soliti pubblicizzare entrambe le canzoni, equamente e a turno, come è accaduto di recente per l'ultimissimo singolo finora pubblicato dalla band, Cold Shoulder/Starman; il che è positivo quando uno dei due brani va molto bene, in quanto trascina con sé anche l'altro; il risvolto negativo di una tale operazione promozionale sta invece nel fatto che quando una delle due tracce fallisce, rischia di far diventare un insuccesso anche l'altra, che è esattamente ciò che è successo con Cold Shoulder, canzone non apprezzata, che ha fatto naufragare con sé anche Starman, l'apprezzatissima cover di David Bowie)
4. ^ Gli album che non figurano qui non sono entrati in classifica.
5. ^ Dal 2003, "Don't Go Down Down That Street" compare anche tra le bonus tracks della ristampa rimasterizzata in CD di Waking Up With The House On Fire.
6. ^ "Love Is Love", inizialmente soltanto sulla colonna sonora di Electric Dreams, a partire dal 2003, compare anche tra le bonus tracks della ristampa rimasterizzata in CD di Waking Up With The House On Fire.

Materiale cartaceo

Spartiti

* Kissing to Be Clever (include "Time (Clock of the Heart)" - 1982), Londra & Suffolk, West Central Printing Co. Ltd., distr. Music Sales Ltd.
* Colour by Numbers (1983), Londra & Suffolk, West Central Printing Co. Ltd., distr. Music Sales Ltd.
* Waking Up with the House on Fire (1984), Londra & Suffolk, West Central Printing Co. Ltd., distr. Music Sales Ltd.
* From Luxury to Heartache (1986), Virgin Music (Publishers) Ltd., distr. IMP-International Music Publications, Essex, Inghilterra
* Culture Club (10 grandi successi - 1987), Virgin Music (Publishers) Ltd., distr. IMP-International Music Publications, Essex, Inghilterra

Bibliografia

Biografia ufficiale

* (EN) (IT) Kasper De Graaf & Malcolm Garrett (1983), Culture Club: When Cameras Go Crazy, Londra, UK, Virgin Books & New York, NY, USA, St. Martin's Press; ISBN 0-312-17879-4
Altre biografie

* (EN) Maria David (1984), Boy George and Culture Club, Southampton, Crescent; ISBN 0-517-45474-2
* (EN) Wayne Robins (1984), Culture Club, New York, NY, USA, Ballantine Books; ISBN 0-345-32216-9
* (IT) Roy Zinsenheim (1984), Boy George & Culture Club, Milano, Italia, Gammalibri: Aut. Trib. MI n. 210 del 10.5.78
* (EN) David Rimmer (1986), Like Punk Never Happened: Culture Club and the New Pop, Londra, UK, Faber & Faber; ISBN 0-571-13739-3

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