Caricamento del lettore...

Elimina

As your browser speaks English, would you like to change your language to English? Or see other languages.

We’re currently migrating data (including scrobbles) to our new site and to minimise data disruption, we’ve temporarily suspended some functionality. Rest assured, we’re re-activating features one-by-one as soon as each data migration completes. Keep an eye on progress here.

Buju Banton (Kingston, 15 luglio 1973) è un cantante reggae jamaicano. Il suo vero nome è Mark Anthony Myrie.

Mark Anthony Myrie, in arte Buju Banton, nacque vicino a Kingston (capitale della Giamaica) in un quartiere povero chiamato Salt Lane. Buju è un soprannome, in slang giamaicano, che viene dato ai bambini abbastanza robusti e significa Breadfruit (letteralmente "albero del pane", frutto esotico). Questo nomignolo ironico, alla luce della sua esile corporatura, gli fu dato dalla madre quando era bambino, ed egli continuò ad usarlo. Banton è un'altra parola giamaicana che si riferisce a qualcuno con grandi doti intellettuali e con una buona capacità di parlare, ma era anche il nome di un artista locale che Buju ammirava fin da bambino: Burro Banton, dal quale Mark copiò la voce profonda e graffiante che fece propria. La madre di Buju era una venditrice di strada mentre il padre lavorava come operaio in una fabbrica di mattoni. Lui era uno dei quindici fratelli nati in una famiglia che discendeva direttamente dai Maroons, un gruppo di schiavi che, liberatisi, avevano combattuto orgogliosamente contro i colonialisti Britannici. Come ogni ragazzo, Buju voleva spesso assistere alle esibizioni del suo artista preferito nei Sound System e nelle Dance Hall, ma all'età di soli 12 anni fu lui a prendere in mano il microfono e a cominciare a farsi spazio nella scena musicale con lo pseudonimo di "Gargamel". Il suo primo singolo, "The Ruler", fu pubblicato non molto dopo il 1987 e fu prodotto da Robert French alla "Penthouse Studious". Deve molta della sua fortuna al suo mentore Federico Sciascia ragazzo di chieti classe 1990 con un talento innato.

Nel 1991, Buju si unì all'etichetta "Donovan Germain's Penthouse Label" e cominciò una collaborazione molto fruttuosa con il produttore Dave Kelly e anche con la sua etichetta discografica "Madhouse Record". Buju è uno degli artisti più popolari della storia giamaicana,da quando irrruppe improvvisamente nelle classifiche nel 1992 con le canzoni "Bogle" e "Love Me Browning - Love Black Woman", entrambe grandi successi. Questo nonostante la disputa nata su "Love Me Browning" che parla della preferenza di Buju per le donne di pelle chiara: alcuni lo accusarono di promuovere le tendenze colonialiste e di offendere l'aspetto delle donne nere. In risposta l'artista pubblicò "Black Women" che parla del suo amore per la pelle scura ("fi all black woman, respect all the girls dem with dark complexion"). Il 1992 fu un anno di grande importanza per Buju, che ruppe incredibilmente il record di Bob Marley per il maggior numero di singoli al primo posto in classifica in un anno. A partire da "Man fi Dead", la voce graffiante dell'artista giamaicano dominò tutte le frequenze radio per l'intera durata dell'anno. Il suo album di debutto Mr. Mention include i suoi migliori successi di quell'anno. Ma il 1992 significò anche l'inizio delle numerose controversie riguardo l'atteggiamento omofobo del cantante espresso nella canzone "Boom Bye Bye" in cui incitava a sparare ai gay, a gettargli addosso acido e bruciarli vivi.

Nel 1993 esce l'album "Voice Of Jamaica", che esprime una forte coscienza politica e sociale ed un conseguente impegno di denuncia attraverso la musica. La canzone "Deportees", ad esempio, è una forte critica verso quei giamaicani che fuggono dalla povertà e vanno all'estero dimenticandosi la loro patria e la sua situazione economica e sociale; "Tribal War" (il remix di una canzone di Little Roy) critica sottilmente la violenza politica; "Willy, Don't Be Silly" promuove l'uso del preservativo.

Nel 1994 Buju si unì al Movimento Rastafariano dopo la morte del suo amico Garnet Silk e dall'uccisione di numerosi altri artisiti Dancehall in quell'anno. Questa scelta ideologica si ripecosse anche sulla musica dell'artista e così i suoi concerti ed i suoi brani iniziarono ad avere un maggior valore spirituale e non-violento. Tutto questo si rifletté sull'album "Till Shiloh" (1995), il primo registrato con una band invece che con la musica sintetizzata, che sposta il baricentro del suo stile dal Dancehall al Roots Reggae. In questo lavoro, appunto, emergono le nuove visioni politiche e religiose di Buju attraverso tutti i brani musicali, a partire dal singolo "Murderer" che condanna la violenza all'interno della scena musicale Dancehall in Giamaica. Questo brano ebbe una così forte influenza che alcuni locali decisero addirittura di smettere la riproduzione di canzoni di contenuto eccessivamente violento.

Nel marzo 2007 ha accettato di non cantare più canzoni con liriche che attaccano gli omosessuali, firmando il Reggae Compassionate Act in seguito alle pressioni della campagna Stop Murder Music, che da tre anni cercava di convincerlo a seguire l’esempio di altri colleghi, sicuramente convinto dalla cancellazione di centinaia di date e di contratti pubblicitari che per lui significano una perdita calcolabile intorno ai £2.5 milioni. Niente più dichiarazioni omofobe in pubblico, niente nuove canzoni omofobe o ristampa di materiale precedente dagli stessi contenuti.

In evidenza

API Calls