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Biografia

Bleak e' un progetto collaterale di Michael Van Portfleet e di Dave Galas. Vane (Projekt, 1994), e' un cupo reportage della condizione dell'individuo nella civilta' industriale. Ridotto a schiavo delle macchine, l'uomo brancola in dedali tenebrosi di officine, assordato da battiti meccanici, accecato da fiamme di fucina. L'elettronica e' densa, greve, sgradevole, opprimente, come una nube gonfia di pioggia. Pesanti cadenze da ballo e un canto in trance acuiscono la sensazione da fine del mondo.
Dilagano melodie d'oltre tomba come An Endless View e The Top Of The World, urlate dall'elettronica fino a distorcerle, scandite in maniera solenne da un arsenale di gong e timpani, immerse in armonie incandescenti. Piu' il brano e' privo di parti cantate piu' sembra voler evocare visioni infernali. La stessa tecnica serve a vestire di arrangiamenti apocalittici i bisbigli da brivido di One Last Breath e Darkness, nonche' Forever And Ever, la macabra cantilena con cui termina questo requiem. La specialita' del duo sta proprio nel raggiungere climi di un'intensita' terribile. A questo servono i maelstrom caotici di dissonanze e campionamenti The Boiler Room, e la sinfonia metallurgica di The Weather Vane, e l'incalzante crescendo tribale di In Vain, e la danza da tregenda di Deep Blue Sky. Questi pezzi propongono in fondo una versione nevrotica della suspence "ambientale" di Brian Eno, semplicemente portandola al fondoscala emotivo: gli schizzi nervosi di Van Gogh invece che i tocchi leziosi di Monet, insomma.

fonte: www.scaruffi.com

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