i versi piu' belli

 
    • Gippo88 said...
    • User
    • 10 Nov 2008, 15:12

    bella domanda....Un chimico

    "....Guardate il sorriso, guardate il colore,
    Come gioca sul viso di che cerca l'amore,
    Ma lo stesso sorriso lo stesso colore,
    Dove sono sul viso di chi ha avuto l'amore."

    è stata una scelta difficile,ma è il verso piu significativo per me in questo momento.Ma ci sono moltissimi altri versi che meriterebbero di essere citati

  • solo perchè in questo momento la sto ascoltando forse,ma

    quando riascolterò
    il vento tra le foglie
    sussurrare i silenzi
    che la sera raccoglie.

    Io che non vedo più
    che folletti di vetro
    che mi spiano davanti
    che mi ridono dietro"

    molto bello questo testo,ma per me come forse per ognuno di noi,non esiste un "verso migliore"

    per ogni secondo della mia anima ne esiste uno perfetto

    -sonia-

  • La mia preferita

    Tu prova ad avere un mondo nel cuore
    e non riesci ad esprimerlo con le parole,
    e la luce del giorno si divide la piazza
    tra un villaggio che ride e te, lo scemo, che passa,
    e neppure la notte ti lascia da solo:
    gli altri sognan se stessi e tu sogni di loro

    E sì, anche tu andresti a cercare
    le parole sicure per farti ascoltare:
    per stupire mezz'ora basta un libro di storia,
    io cercai di imparare la Treccani a memoria,
    e dopo maiale, Majakowsky, malfatto,
    continuarono gli altri fino a leggermi matto.

    E senza sapere a chi dovessi la vita
    in un manicomio io l'ho restituita:
    qui sulla collina dormo malvolentieri
    eppure c'è luce ormai nei miei pensieri,
    qui nella penombra ora invento parole
    ma rimpiango una luce, la luce del sole.

    Le mie ossa regalano ancora alla vita:
    le regalano ancora erba fiorita.
    Ma la vita è rimasta nelle voci in sordina
    di chi ha perso lo scemo e lo piange in collina;
    di chi ancora bisbiglia con la stessa ironia
    "Una morte pietosa lo strappò alla pazzia".

  • Il mio piccolo contributo...

    La domenica delle salme
    gli addetti alla nostalgia
    accompagnarono tra i flauti
    il cadavere di Utopia
    la domenica delle salme
    fu una domenica come tante
    il giorno dopo c'erano segni
    di una pace terrificante
    mentre il cuore d'Italia
    da Palermo ad Aosta
    si gonfiava in un coro
    di vibrante protesta.

    In tutto questo, il pezzo che più di tutti mi fa proprio star male, a livello emozionale, mi prende come un pugno allo stomaco, è il frinire finale delle cicale...

    mentre il cuore d’Italia
    da Palermo ad Aosta
    si gonfiava in un coro
    di vibrante protesta:
    FRI! FRI! FRI! FRI! FRI!
    FRI! FRI! FRI! FRI! FRI!
  • "Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria
    col suo marchio speciale di speciale disperazione
    e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
    per consegnare alla morte una goccia di splendore
    di umanità di verità"

  • dai diamanti non ansce niente, dal letame nascono i fiori

  • Mah, ci sarebbe da citarle più o meno tutte. Io scelgo questa, però.

    Un Medico

    Da bambino volevo guarire i ciliegi
    quando rossi di frutti li credevo feriti
    la salute per me li aveva lasciati
    coi fiori di neve che avevan perduti.

    Un sogno, fu un sogno ma non durò poco
    per questo giurai che avrei fatto il dottore
    e non per un dio ma nemmeno per gioco:
    perché i ciliegi tornassero in fiore,
    perché i ciliegi tornassero in fiore.

    E quando dottore lo fui finalmente
    non volli tradire il bambino per l'uomo
    e vennero in tanti e si chiamavano "gente"
    ciliegi malati in ogni stagione.

    E i colleghi d'accordo i colleghi contenti
    nel leggermi in cuore tanta voglia d'amare
    mi spedirono il meglio dei loro clienti
    con la diagnosi in faccia e per tutti era uguale:
    ammalato di fame incapace a pagare.

    E allora capii fui costretto a capire
    che fare il dottore è soltanto un mestiere
    che la scienza non puoi regalarla alla gente
    se non vuoi ammalarti dell'identico male,
    se non vuoi che il sistema ti pigli per fame.

    E il sistema sicuro è pigliarti per fame
    nei tuoi figli in tua moglie che ormai ti disprezza,
    perciò chiusi in bottiglia quei fiori di neve,
    l'etichetta diceva: elisir di giovinezza.

    E un giudice, un giudice con la faccia da uomo
    mi spedì a sfogliare i tramonti in prigione
    inutile al mondo ed alle mie dita
    bollato per sempre truffatore imbroglione
    dottor professor truffatore imbroglione.


    Sempre spaventosamente attuale... E meravigliosamente poetico al tempo stesso.

  • sono tanti...

    "Libertà, l'ho vista svegliarsi ogni volta che ho suonato per un fruscio di ragazze a un ballo, per un compagno ubriaco"

    "Se tu penserai, se giudicherai
    da buon borghese
    li condannerai a cinquemila anni più le spese
    ma se capirai, se li cercherai fino in fondo
    se non sono gigli son pur sempre figli
    vittime di questo mondo".


    "Vola il tempo lo sai che vola e va,
    forse non ce ne accorgiamo
    ma più ancora del tempo che non ha età,
    siamo noi che ce ne andiamo
    e per questo ti dico amore, amor
    io t'attenderò ogni sera,
    ma tu vieni non aspettare ancor,
    vieni adesso finché è primavera".

    "Quello che non ho è di farla franca
    quello che non ho è quel che non mi manca
    quello che non ho sono le tue parole
    per guadagnarmi il cielo per conquistarmi il sole.

    Quello che non ho è un orologio avanti
    per correre più in fretta e avervi più distanti
    quello che non ho è un treno arrugginito
    che mi riporti indietro da dove sono partito".

    • LadyJin said...
    • User
    • 26 Jul 2009, 09:11
    Tu prova ad avere un mondo nel cuore e non riesci ad esprimerlo con le parole...

    Poeta, anzi no cantautore! :D

  • ....

    i versi che più preferisco oltre a quelli della canzone Via Del Campo sono quelli di Cantico dei drogati....è una poesia che per me è impossibile da commentare...

    Ho licenziato Dio
    gettato via un amore
    per costruirmi il vuoto
    nell'anima e nel cuore.
    Le parole che dico
    non han più forma né accento
    si trasformano i suoni
    in un sordo lamento.
    Mentre fra gli altri nudi
    io striscio verso un fuoco
    che illumina i fantasmi
    di questo osceno giuoco.
    Come potrò dire a mia madre che ho paura?
    Chi mi riparlerà di domani luminosi
    dove i muti canteranno e taceranno i noiosi
    quando riascolterò il vento
    tra le foglie sussurrare i silenzi
    che la sera raccoglie.
    Io che non vedo più
    che folletti di vetro
    che mi spiano davanti
    che mi ridono dietro.
    Come potrò dire la mia madre che ho paura?
    Perché non hanno fatto
    delle grandi pattumiere
    per i giorni già usati
    per queste ed altre sere.
    E chi, chi sarà mai
    il buttafuori del sole
    chi lo spinge ogni giorno
    sulla scena alle prime ore.
    E soprattutto chi
    e perché mi ha messo al mondo
    dove vivo la mia morte
    con un anticipo tremendo?
    Come potrò dire a mia madre che ho paura?
    Quando scadrà l'affitto
    di questo corpo idiota
    allora avrò il mio premio
    come una buona nota.
    Mi citeran di monito
    a chi crede sia bello
    giocherellare a palla
    con il proprio cervello.
    Cercando di lanciarlo oltre il confine stabilito
    che qualcuno ha tracciato
    ai bordi dell'infinito.
    Come potrò dire a mia madre che ho paura?
    Tu che m'ascolti insegnami
    un alfabeto che sia differente
    da quello della mia vigliaccheria.

    ...NON RINCHIUDERTI PARTITO, NELLE TUE STANZE. RESTA AMICO DEI RAGAZZI DI STRADA.
    (Majakovskij)
  • "Ma che la baciai questo sì lo ricordo
    col cuore ormai sulle labbra,
    ma che la baciai, per Dio, sì lo ricordo,
    e il mio cuore le restò sulle labbra"

  • Nell'impossibilità...

    ... di scegliere quale verso sia più bello, più profondo o più poetico di un altro, perché il repertorio è troppo vasto e perché ogni verso è bello e profondo in sè e per sè, ne riporto alcuni... così, a ruota libera.


    "Dove fiorisce il rosmarino
    c'è una fontana scura
    dove cammina il mio destino
    c'è un filo di paura
    qual'è la direzione
    nessuno me lo imparò
    qual'è il mio vero nome
    ancora non lo so.

    Quando la luna perde la lana
    e il passero la strada
    quando ogni angelo è alla catena
    ed ogni cane abbaia
    prendi la tua tristezza in mano
    e soffiala nel fiume
    vesti di foglie il tuo dolore
    e coprilo di piume".


    [Canto del Servo Pastore]


    "Grazie al cielo ho una bocca per bere e non è facile
    grazie a te ho una barca da scrivere ho un treno da perdere
    e un invito all'Hotel Supramonte dove ho visto la neve
    sul tuo corpo così dolce di fame così dolce di sete
    passerà anche questa stazione senza far male
    passerà questa pioggia sottile come passa il dolore..."


    [Hotel Supramonte]


    "Con le tue finestre aperte sulla strada e gli occhi chiusi sulla gente
    con la tua tranquillità, lucidità, soddisfazione permanente
    la tua coda di ricambio
    le tue nuvole in affitto
    le tue rondini di guardia sopra il tetto.

    Con il tuo francescanesimo a puntate e la tua dolce consistenza
    col tuo ossigeno purgato e le tue onde regolate in una stanza
    col permesso di trasmettere
    e il divieto di parlare
    e ogni giorno un altro giorno da contare.

    Com'è che non riesci più a volare..."


    [Canzone per l'Estate]


    "Il cuore rallenta la testa cammina
    in quel pozzo di piscio e cemento
    a quel campo strappato dal vento
    a forza di essere vento

    porto il nome di tutti i battesimi
    ogni nome il sigillo di un lasciapassare..."


    [Khorakanè]


    "... che dev'esserci un modo di vivere
    senza dolore
    una corsa degli occhi negli occhi
    a scoprire che invece
    è soltanto un riposo del vento..."


    [Disamistade]


    "... per chi viaggia in direzione ostinata e contraria
    ... col suo marchio speciale di speciale disperazione
    e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
    per consegnare alla morte una goccia di splendore
    di umanità di verità..."


    [Smisurata Preghiera]



    Più tutto "Storia di un impiegato" e "Non al denaro non all'amore nè al cielo"!

    Ma poi si potrebbe ancora continuare...

  • mmh, ma ho notato che quasi nessuno cita la Buona Novella... che meriterebbe di essere citata tutta, secondo me XD

  • Il Sogno di Maria(La Buona Novella)

    ...Verissimo, La Buona Novella è una perla luminosa nella collana di poesia delle sue canzoni.
    Il Sogno di Maria,in particolare, con le sue parole icastiche e misteriose mi regala ogni volta delle immagini speciali. Per questo la scelgo tutta!

    "Nel Grembo umido, scuro del tempio,
    l'ombra era fredda, gonfia d'incenso;
    l'angelo scese, come ogni sera,
    ad insegnarmi una nuova preghiera:
    poi, d'improvviso, mi sciolse le mani
    e le mie braccia divennero ali,
    quando mi chiese - Conosci l'estate
    io, per un giorno, per un momento,
    corsi a vedere il colore del vento.

    Volammo davvero sopra le case,
    oltre i cancelli, gli orti, le strade,
    poi scivolammo tra valli fiorite
    dove all'ulivo si abbraccia la vite.

    Scendemmo là, dove il giorno si perde
    a cercarsi da solo nascosto tra il verde,
    e lui parlò come quando si prega,
    ed alla fine d'ogni preghiera
    contava una vertebra della mia schiena.

    Le ombre lunghe dei sacerdoti
    costrinsero il sogno in un cerchio di voci.
    Con le ali di prima pensai di scappare
    ma il braccio era nudo e non seppe volare:
    poi vidi l'angelo mutarsi in cometa
    e i volti severi divennero pietra,
    le loro braccia profili di rami,
    nei gesti immobili d'un altra vita,
    foglie le mani, spine le dita.

    Voci di strada, rumori di gente,
    mi rubarono al sogno per ridarmi al presente.
    Sbiadì l'immagine, stinse il colore,
    ma l'eco lontana di brevi parole
    ripeteva d'un angelo la strana preghiera
    dove forse era sogno ma sonno non era

    - Lo chiameranno figlio di Dio -
    Parole confuse nella mia mente,
    svanite in un sogno, ma impresse nel ventre."

    E la parola ormai sfinita
    si sciolse in pianto,
    ma la paura dalle labbra
    si raccolse negli occhi
    semichiusi nel gesto
    d'una quiete apparente
    che si consuma nell'attesa
    d'uno sguardo indulgente.

    E tu, piano, posati le dita
    all'orlo della sua fronte:
    i vecchi quando accarezzano
    hanno il timore di far troppo forte.

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