breve in apertura la performance di George Pringle svoltasi, ahilei, durante un'illuminata ridda di cose e persone che sembravano non trovar pace. planata dall'isola di albione, la miss propone alcuni testi introspettivi la cui esegesi è drammaticamente compromessa dall'incompetenza linguistica del sottoscritto.
nell'atteso momento il duo francese si presenta sul palco:
il kraftwerk bianco (Jean Benoit Dunckel) si piazza ai synth
e il più casual Nicolas Godin imbraccia il basso.
incredibile ma vero sopravvivono ai giorni nostri artisti che, seppur impegnati in generi elettronici, suonano sul serio. evitato quindi, per questa volta, il torbido spettacolo del "venerando" dj che infila mp3 nascosto dietro il Macbook.
anche la batteria oggi è vera. o quasi.
lo show prosegue ed è più che piacevole. l'emozione che mi provocano i pezzi è direttamente proporzionale alla loro età (o meglio, esponenziale). …